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giovedì 11 dicembre 2025

E, poi, i blog

Ventimiglia (IM): particolare degli scavi delle terme di Albintimilium a Nervia

Poi ci sono i blog. Come questo. Ed i blogger, che ne sono gli autori.
Ma in tempi come questi dove i fruitori del web sembrano essere in prevalenza dediti ai cosiddetti social tramite le altrettanto cosiddette applicazioni la materia si presta a qualche considerazione anche un po' scherzosa. Come si è fatto rievocando vecchi sistemi telematici - BBS, Minitel - e gli esordi di Internet in Italia - ftp, telnet, ecc -, occasione in cui, però, poi si è tralasciato di citare gli antiquati gruppi di discussione o le mailing list.
Ad escludere queste pagine e quelle alle medesime collegate, nella zona tra Ventimiglia e Bordighera, sembrano oggi sussistere cinque, sei blog al massimo, forse neppure così tanti. Siccome "Nessuno è perfetto!", come da battuta finale del famoso film diretto da Billy Wilder, ci può essere in questa affermazione qualche margine di errore, perché magari si è fatta confusione con portalini e siti veri e propri.
In ogni caso, è doveroso citare - o produrre qualche esempio in merito - chi si cimenta da queste parti nella menzionata sfera di azione, ma a ben guardare diverse situazioni sono sospese o addirittura sparite, per cui ci si limita ad indicare "Liguria in versi" di Pia Viale.
Il discorso cambia se si fa riferimento a blog più lontani nello spazio, che si siano talora soffermati su aspetti dell'estremo ponente ligure o delle sue vicinanze.
Nel lungo periodo, ad esempio, si possono in tal senso riscontrare - sempre escludendo dal novero Sanremo, perché città sin troppo famosa per via di tanti avvenimenti, soprattutto musicali -, considerazioni interessanti su Francesco Biamonti, Nico Orengo e Guido Seborga, autori tutti legati a questa dimensione locale; resoconti turistici su Nizza e sulla Costa Azzurra; presentazione dettagliata del Museo dei Balzi Rossi di Ventimiglia; illuminazioni sugli stati degli scavi archeologici dell'Albintimilium romana a Nervia, sempre a Ventimiglia.
Si è tenuto sinora fuori campo il blog di Chiara Salvini - impressionante come mole di documentazione -, bensì lo si indica in conclusione, perché a scavare bene là si possono rinvenire non solo tante notizie sulla provincia di Imperia, ma anche sul territorio intemelio.

Adriano Maini 

giovedì 24 aprile 2025

Dove iniziava il discorso BBS e dintorni


​Luca Giovannetti nell'agosto del 2019 aveva creato su Facebook il gruppo “Internet in Riviera”. Tra le prime righe che pubblicava ci sono le seguenti: “AAA CERCHIAMO gli internettiani della prima ora in RIVIERA, quelli che si collegavano con il modem 14.4, che scrivevano nei guestbook, che usavano Netscape e Trumpet WinSock, che si collegavano a Ftp.funet.fi, che scaricavano file importanti con l’FTPBATCH, quelli che… insomma gli EROI visionari che hanno vissuto la partenza di internet…“. Questo gruppo non ha avuto, per così dire, molta fortuna, ma la sua presenza si presta a qualche considerazione, se non altro di costume. Nella zona tra Imperia e Nizza altri pionieri nella creazione di contenuti e di prestazioni innovative furono Angelo Pallanca e Valeria Sinnati.​ Ma esistevano già, prima della messa in opera del Web, anche i BBS (Bulletin Board System), ai quali ci si connetteva da remoto via modem, causando in molti casi - in Riviera dei Fiori sempre -, discreti costi della bolletta del telefono. BBS che in sparuto numero ancora un po’ resistono, pare; qualcuno anche approdato sul Web. BBS che in verità non servirono mai allo scopo ai ricercatori di nuove esperienze. ​ Ad un certo punto Flavio Palermo, all’epoca molto appassionato di queste cose, ne realizzò uno, perfettamente funzionante, in un computer della sua ditta di Ventimiglia. Sarebbe stata una buona occasione, economica per le telefonate, per dialogare con artigiani e commercianti. I problemi di lavoro di Flavio, fatti salvi alcuni simpatici contatti di carattere privato, fecero tramontare sul nascere il tentativo. 


E Flavio Palermo svela oggi certi suoi arcani: "Con il Videotel mi collegavo già dal 1989 con il commodore 64. C'è un articolo "SPRITE 6499" che mi hanno pubblicato sulla rivista mc microcomputer del 1989 , dove spiego come modificare il software in linguaggio macchina del modem (6499) del commodore 64 per aggiungere uno SPRITE (freccia che si muoveva con il joystick) per navigare sul Videotel..." 

Un sistema telematico similare, dotato di specifico software, venne messo in piedi da consulenti professionali di Nizza per una collaborazione transfrontaliera, che non decollò mai, non tanto per carenze del programma (che non era stato certo regalato!), quanto per la scarsa adesione di adepti. In Francia andava da tempo alla grande il Minitel, servizio telematico di videotex, come recita Wikipedia, la quale, se si vuole, è da consultare anche per sapere qualcosa di più sui BBS. Quel Minitel che talvolta si ammirava in sedi professionali della Costa Azzurra. Perché funzionava bene, sia come sistema sia come contenuti. Infine, si scoprì che in Italia esisteva, similare, il Videotel, quello cui ha fatto riferimento Flavio Palermo, Videotel ad un certo punto accessibile non solo con specifico apparecchio, come per il Minitel francese, ma anche attraverso computer. Chi si cimentò con simili operazioni ottenne solo risultati disastrosi sotto ogni profilo.​  

Risale alla tarda primavera del 1996 - una data spartiacque degli episodi qui citati - la prima fotografia che qui appare, dove a sinistra si possono vedere il menzionato Luca Giovannetti e impegnato con il portatile Carlo Venditto, ritratti nello stand di Ventimiglia Expo, che ebbe luogo proprio a due passi dalla sede della loro neonata azienda, collegata nell'occasione con un cavo volante alla postazione fieristica. Quando l’internet provider aperto, già in costanza di Web, proprio da Luca e dai suoi soci (ai già citati sono da aggiungere Luca Lombardo e Riccardo Lora) in Roverino di Ventimiglia consentì finalmente a molti utenti un notevole abbattimento dei costi dei collegamenti telefonici. In effetti, ancora pochi mesi prima di quella data in Riviera, a diversità di altre zone privilegiate del Paese, vigevano solo cose come telnet, ping, finger ed altre ancora, cadute ormai nel dimenticatoio. E le telefonate di accesso andavano fatte, se andava bene su Milano.​ Da rammentare che le relative tariffe all'epoca erano ancora molto alte.

Adriano Maini