| Istituto di studi comunisti, Frattocchie (1960): i nuovi edifici. Cartolina. Fonte: Andrea Pozzetta, Op. cit. infra |
Scriveva - nel quadro di più ampie e spesse considerazioni politiche e sociali - nei giorni scorsi su Facebook un pensionato di Sarzana, il quale ha visssuto importanti esperienze professionali, che la sua pregressa esperienza - di tutta evidenza di fine anni Sessanta - di militanza nella Federazione giovanile comunista fu "coronata da un ciclo di formazione politica alla scuola di partito di Frattocchie a Roma con docenti del calibro di Antonio Pesenti, Luciano Gruppi ed Emilio Sereni".
Sottolineava il sanremese Rodolfo Amadeo nel suo "Dalla Pigna di Sanremo al mondo dei lavoratori", edito qualche anno fa, che "nel 1971 vado alle Frattocchie a Roma [ad un ciclo di lezioni successivo a quello menzionato qui più avanti]. La scuola di partito è stata dura nonostante l'impegno. C'è stato un momento in cui nemmeno dormivo per stare dietro a tutto quello che spiegavano nei corsi e a quello che cercavo di studiare e leggere in più. A me la scuola è servita molto politicamente". A quella data il quasi quarantenne Amadeo da operaio emigrato in Svizzera aveva maturato anche notevole pratica di lotte sindacali per forza di cose più difficili che in Italia ed era consigliere comunale nella città dei fiori. Rispetto al suo denso curriculum si deve ancora rimarcare a titolo indicativo che fu funzionario del Partito Comunista Italiano in Germania, in provincia di Imperia (alla fine degli anni Settanta), in Canadà, in Francia ed in Belgio; e che da pensionato tra le diverse azioni intraprese collaborò con l'Associazione Ballon Rouge di Aubagne.
Dalla robusta tesi di dottorato - oltrettutto ricca di un nutrito apparato fotografico - di Andrea Pozzetta, "«Tutto il partito è una scuola». Le scuole di partito del Pci e la formazione dei quadri (1945-1981)" (Università degli Studi di Pavia, Anno accademico 2015-2016), si evince che in quel periodo Frattocchie, dopo la chiusura di quello di Bologna, era l'unico Istituto di Studi Comunisti; che il direttore era Giuseppe Dama di Verona, ex partigiano, affiancato dall'insegnante Aida Tiso, anch’essa veneta, anch'essa ex partigiana, autrice di diversi libri sulla questione femminile; che altri docenti furono, ad esempio, Lucio Villari, Paolo Alatri, Paolo Spriano, Franco Ferri, Filippo Frassati, Edoardo Perna, Sergio Flamini, Aniello Coppola, Franco Calamandrei; e che dall'estate del 1972 divennero operative altre tre scuole, per prima Faggeto Lario, sul lago di Como, nella quale fecero esperienze alcuni imperiesi.
Capitava - così come ad altri allievi prima e dopo - ai partecipanti al primo corso lungo di Frattocchie del 1971, su cui talora si sono già fatti stringati accenni di prospettiva di costume su questo blog, di partecipare a quelle che per comodità si possono definire attività integrative didattiche compiute in esterno. Tra queste si può annoverare una serie di conferenze di dirigenti comunisti, tenute in una sala pubblica del centro di Roma. In un'occasione si vide, poco prima dell'inizio dei lavori, proprio all'ingresso, Pietro Ingrao conversare amabilmente con un funzionario di partito di Modena, un po' più anziano dei suoi compagni di studi, con il quale aveva condotto qualche anno prima una campagna elettorale in Sicilia. Una situazione pressoché analoga occorse a Giorgio Amendola che, prima di recarsi al palco, salutava tutti gli astanti con il suo tipico tono di voce molto simile ad un borbottio. Essendo, poi, l'età media quella di ragazze e di ragazzi, tutti gli spettatori dei due casi sentirono di avere, se non imparato qualcosa, quantomeno visto passare un po' di storia.
Si possono mutuare dal documento di Andrea Pozzetta ancora queste frasi: "Ben presto la scuola centrale viene trasferita [alla fine degli anni Quaranta] in una sede più consona a un istituto di tipo residenziale. Il partito, infatti, ha appositamente acquistato un elegante villino, villa Grismayer, immerso in un’ampia tenuta sui Colli Albani, a venti chilometri dalla capitale. È qui, a Frattocchie, in località Due Santi, una frazione del comune di Marino disposta lungo la via Appia Nuova, che il Pci decide di stabilire il suo centro superiore di istruzione: una scelta che appare fin da subito curiosa, se si considera che la villa si ritrova pressoché attorniata da conventi, seminari, istituti cattolici; proprio alla sommità del colle su cui sorge la scuola hanno sede alcune delle ville papali di Castel Gandolfo". Quando la "tenuta" (il cui assetto iniziale di parco e villa storica era stato implementato non fosse altro della palazzina delle aule, dei dormitori, della cucina, della lavanderia e degli spazi di ricreazione), tuttavia, venne messa in vendita dal partito erede del PCI, articoli di giornale misero in evidenza che quella proprietà era stata, invece, donata da un ricco svizzero. E questo per la cronaca.
Sottolineava il sanremese Rodolfo Amadeo nel suo "Dalla Pigna di Sanremo al mondo dei lavoratori", edito qualche anno fa, che "nel 1971 vado alle Frattocchie a Roma [ad un ciclo di lezioni successivo a quello menzionato qui più avanti]. La scuola di partito è stata dura nonostante l'impegno. C'è stato un momento in cui nemmeno dormivo per stare dietro a tutto quello che spiegavano nei corsi e a quello che cercavo di studiare e leggere in più. A me la scuola è servita molto politicamente". A quella data il quasi quarantenne Amadeo da operaio emigrato in Svizzera aveva maturato anche notevole pratica di lotte sindacali per forza di cose più difficili che in Italia ed era consigliere comunale nella città dei fiori. Rispetto al suo denso curriculum si deve ancora rimarcare a titolo indicativo che fu funzionario del Partito Comunista Italiano in Germania, in provincia di Imperia (alla fine degli anni Settanta), in Canadà, in Francia ed in Belgio; e che da pensionato tra le diverse azioni intraprese collaborò con l'Associazione Ballon Rouge di Aubagne.
Dalla robusta tesi di dottorato - oltrettutto ricca di un nutrito apparato fotografico - di Andrea Pozzetta, "«Tutto il partito è una scuola». Le scuole di partito del Pci e la formazione dei quadri (1945-1981)" (Università degli Studi di Pavia, Anno accademico 2015-2016), si evince che in quel periodo Frattocchie, dopo la chiusura di quello di Bologna, era l'unico Istituto di Studi Comunisti; che il direttore era Giuseppe Dama di Verona, ex partigiano, affiancato dall'insegnante Aida Tiso, anch’essa veneta, anch'essa ex partigiana, autrice di diversi libri sulla questione femminile; che altri docenti furono, ad esempio, Lucio Villari, Paolo Alatri, Paolo Spriano, Franco Ferri, Filippo Frassati, Edoardo Perna, Sergio Flamini, Aniello Coppola, Franco Calamandrei; e che dall'estate del 1972 divennero operative altre tre scuole, per prima Faggeto Lario, sul lago di Como, nella quale fecero esperienze alcuni imperiesi.
Capitava - così come ad altri allievi prima e dopo - ai partecipanti al primo corso lungo di Frattocchie del 1971, su cui talora si sono già fatti stringati accenni di prospettiva di costume su questo blog, di partecipare a quelle che per comodità si possono definire attività integrative didattiche compiute in esterno. Tra queste si può annoverare una serie di conferenze di dirigenti comunisti, tenute in una sala pubblica del centro di Roma. In un'occasione si vide, poco prima dell'inizio dei lavori, proprio all'ingresso, Pietro Ingrao conversare amabilmente con un funzionario di partito di Modena, un po' più anziano dei suoi compagni di studi, con il quale aveva condotto qualche anno prima una campagna elettorale in Sicilia. Una situazione pressoché analoga occorse a Giorgio Amendola che, prima di recarsi al palco, salutava tutti gli astanti con il suo tipico tono di voce molto simile ad un borbottio. Essendo, poi, l'età media quella di ragazze e di ragazzi, tutti gli spettatori dei due casi sentirono di avere, se non imparato qualcosa, quantomeno visto passare un po' di storia.
Si possono mutuare dal documento di Andrea Pozzetta ancora queste frasi: "Ben presto la scuola centrale viene trasferita [alla fine degli anni Quaranta] in una sede più consona a un istituto di tipo residenziale. Il partito, infatti, ha appositamente acquistato un elegante villino, villa Grismayer, immerso in un’ampia tenuta sui Colli Albani, a venti chilometri dalla capitale. È qui, a Frattocchie, in località Due Santi, una frazione del comune di Marino disposta lungo la via Appia Nuova, che il Pci decide di stabilire il suo centro superiore di istruzione: una scelta che appare fin da subito curiosa, se si considera che la villa si ritrova pressoché attorniata da conventi, seminari, istituti cattolici; proprio alla sommità del colle su cui sorge la scuola hanno sede alcune delle ville papali di Castel Gandolfo". Quando la "tenuta" (il cui assetto iniziale di parco e villa storica era stato implementato non fosse altro della palazzina delle aule, dei dormitori, della cucina, della lavanderia e degli spazi di ricreazione), tuttavia, venne messa in vendita dal partito erede del PCI, articoli di giornale misero in evidenza che quella proprietà era stata, invece, donata da un ricco svizzero. E questo per la cronaca.
| Istituto di studi comunisti, Frattocchie (1969): la vecchia villa. Cartolina. Fonte: Andrea Pozzetta, Op. cit. |
Del resto la materia concernente l'Istituto di formazione centrale del Partito Comunista (chiuso nel 1993) è molto vasta, sul piano della serietà, ma anche su quello delle cose curiose. Sembra ad esempio di ricordare per trasmissione orale che - sensazione da lui non ripresa nel suo libro - anche Amadeo avesse avvertito in quel nobile edificio un'atmosfera non tanto da collegio militare, quanto da convitto religioso.
La tentazione è di continuare sporadicamente su questo argomento seguendo quest'ultimo taglio.
Adriano Maini
La tentazione è di continuare sporadicamente su questo argomento seguendo quest'ultimo taglio.
Adriano Maini


















