giovedì 24 settembre 2026

Sotto i portici di Via Bonfante

La zona dell'ex stazione ferroviaria di Porto Maurizio ad Imperia in una foto del 2016



Per curiosare come ospite occasionale nel vissuto di una città come Imperia è molto forte la tentazione di partire, a titolo indicativo, dalla scalinata antistante la ex stazione ferroviaria di Porto Maurizio, affrontata da studenti pendolari ad esempio del Nautico o da chi, a seconda dell'orario, anche con affanno doveva ancora prendere un autobus di linea per recarsi ad Oneglia. Era più comoda - relativamente - la situazione - per gli impiegati ed i visitatori degli uffici - Provveditorato agli Studi, Amministrazione Provinciale - con sedi raggiungibili da una stradina più a levante, sempre in salita, ma un po' più dolce.
La situazione è cambiata da qualche anno con l'unica fermata dei treni a Castelvecchio, che pare abbia comportato un robusto incentivo del ricorso ai mezzi su gomma sia privati che pubblici.
Si potrebbe continuare con qualche celia sulla persistenza di pendolari ad Imperia, dato che la città è capoluogo di provincia, ma gli accenni già fatti possono essere sufficienti, senza entrare in casi riguardanti Oneglia.
Prima di persistere sul tracciato di minuti aspetti di costume sociale, è d'uopo ricordare che Imperia ha alle spalle una storia importante, soprattutto nella Resistenza.
Su questo blog ci si è già soffermati su fatti materiali d'epoca quali vecchi treni, cinema pomeridiani in giorni feriali, l'attrazione esercitata dal porto di Oneglia con la calata colma di merci e l'arrivo dei pescherecci, i campionati provinciali studenteschi di atletica leggera.
In tale ottica si potrebbero rammentare le vecchie sedi dei partiti. Ancora alla fine degli anni Settanta quella del Partito socialista e quella del Partito comunista (prima di essere spostata in Via San Giovanni) erano molto vicine, la prima in Via Foce, proprio in tangente all'arteria dell'altra, sita sulla Via Aurelia (lì Corso Repubblica): non si contano le volte in cui per riunioni militanti comunisti posteggiavano le loro auto davanti alla Federazione dei cugini. La sede provinciale democristiana, oggi sotto altra insegna, guardava come tutt'ora guarda il traffico in prossimità del ponte sul torrente Impero dalla parte della sponda sinistra del corso d'acqua, piccoli incroci compresi, come quello per l'ospedale, in ogni caso quasi ad un tiro di fionda dagli altri due partiti.
 


E se ancora al giorno d'oggi - come si racconta - più a levante sotto i portici di Via Bonfante nel tardo pomeriggio sussiste un flusso incessante di persone che passeggiano per conversare, incontrare, salutare, fare compere, in quegli anni spiccavano personaggi della politica che continuavano o anticipavano per gruppi le loro riunioni, ma che non mancavano di salutare con grande cortesia i loro avversari qualora incontrati.
 



Gli imperiesi possono, poi, apparire agli occhi degli estranei anche gelosi - ed anche gelosi tra di loro - di angoli della loro città - quelli sul mare, soprattutto - e di loro abitudini consolidate, legate a quei luoghi. Spiccano in tal senso da ponente a levante Barbarossa, Roncalli, Borgo Foce, Borgo Marina, Galeazza, Borgo Peri e così via, posti di sicuro interessanti, con tante storie da raccontare, al netto, inoltre, di quelle riguardanti grandi valori monumentali e naturalistici come il Parasio, il Duomo, la Collegiata di San Giovanni Battista, il Santuario di Montegrazie, le vecchie frazioni, diverse ville, giardini botanici...
Adriano Maini

sabato 19 settembre 2026

Pot-pourri


Capita che riguardando con più attenzione nel solito archivio ci si accorga di un'immagine di gruppo dei vigili urbani di Bordighera risalente alla metà o al massimo alla fine degli anni Trenta. Si coglie tale aspetto perché, guardando distrattamente il retro di quella che sembrava, come altre, una vecchia cartolina, ci si accorge dell'indicazione di un fotografo di Sanremo: la coincidenza di una recente pubblicazione su Facebook di un'opera di quell'artigiano dei primi anni Cinquanta fa risalire al suo nome completo, Bruno Martini, e fa pensare alla sua prolungata attività. Il confronto del suo scatto fatto ai vigili della città delle palme con un altro di un gruppo più ristretto di quegli agenti nello stesso periodo toglieva infine ogni dubbio.

Anche nelle piccole raccolte - lo si ripete - si possono rinvenire singolari chicche.

 


L'eclisse solare del 15 febbraio 1961 ripresa a Ventimiglia con mezzi molto rudimentali.
 


Un angolo in centro a Cuneo che con i suoi animali deliziava nel 1978 i più piccini. 
 

Lo stato di diversi luoghi oggi cambiati o in via di trasformazione.
 


Maria Ausiliatrice a Vallecrosia al Mare, ad esempio, adesso completamente demolita in attesa della costruzione di un centro commerciale.

Talora aiutano i lettori. 


Per l'indicazione esatta di una viuzza di Ventimiglia, nel caso Via Nervia.
 


Per riconoscere un porto di Genova a settembre del 1962.

I lettori incalzano anche su altri fronti.

In relazione ai campionati provinciali studenteschi di una volta, un gentile signore con il suo commento porta indietro il calendario, presumibilmente a fine anni Cinquanta, ricordando che nella giornata della sua staffetta veloce ad Imperia la temperatura era così rigida da non riuscire ad appoggiare al meglio le dita intirizzite davanti al blocco di partenza.
E se non è dispiaciuto un discorsetto su fiori e piante, adesso ci si allarga a segnalare argomenti analoghi su di un blog a questo collegato.

Ancora frivolezze per salutare l'estate!

Adriano Maini

martedì 15 settembre 2026

L'estate (secondo il calendario) sta finendo


Non era ancora estate, ma quest'anno erano poche le lucciole, a differenza della scorsa volta, a valle di un tratto di Via Romana a Bordighera più a levante del già segnalato incrocio con il torrente Borghetto, dove un tempo invece sciamavano numerosissime.
E torna in mente che forse in quella zona ci sono gli unici ippocastani dell'estremo ponente ligure: una considerazione che è stata concordata in modo spontaneo con una nonna, che stava cogliendo per la nipotina, che le stringeva nelle mani con grande attenzione, le più piccole possibili tra le castagne d'India sparse sul marciapiedi, mentre rimane del tutto autonoma l'idea che quella sorta di palline marroni ormai possa solo interessare piccini in età pre-asilo infantile.
Fra tante presentazioni di libri fatte a Bordighera, comprese quelle della specifica rassegna, non hanno più avuto luogo per inopinati motivi quelle dei libri sull'ingegnere Giovanni Porcheddu e sul figlio Giuseppe.
Diverse persone quest'estate hanno fatto splendide fotografie di splendide versioni della luna: tra le immagini spiccava indubbiamente la "luna piena del Cervo", ma nessuno ha segnalato bizzarri ghirighori luminosi in cielo.
 




Si sono visti - con sempre come snodo Ventimiglia - treni e stazioni affollati, ed anche più volte il passaggio di un convoglio storico.
Non sono pervenute notizie di tornei amatoriali di calcio, ma forse ci si è un po' distratti.
Ci sono stati tra Bordighera e Ventimiglia grandi eventi di spettacolo, una tappa del concorso di Miss Italia, una mega rassegna canora anche di karaoke, rassegna "immortalata" dalle riprese di una televisione nazionale, altresì contrassegnata da polemiche per i costi e da ironie più o meno efficaci, in ogni caso da rimpianti per Battaglie di Fiori che non si fanno più.



La Riviera, però,  non è Riviera se non si parla di mare, di spiagge, di bagni.
 






 
Forse tra fiere, mercati ambulanti e vendite all'aperto più o meno tradizionali "al ribasso" si è inserita qualche novità, come a Ventimiglia: nelle occasioni non mancano mai le bande musicali. 
 

In questo contesto non è rimasta estranea Vallecrosia al Mare, che, da un lato, vede quasi completati i cartelli stradali con la nuova denominazione del comune e che, dall'altro, con un suo specifico evento, qui illustrato, però, con una fotografia di repertorio, pare quasi chiudere la bella stagione.
 



Stranamente in questi giorni si scorgono ancora qua e là ciuffetti di fiori turchini di alcune jacarande, ben oltre il canonico periodo, quella del Villino Nadenbousch a Bordighera, una appena imboccata Via Braie a Camporosso arrivando da Vallecrosia al Mare...
 
Frivolezze estive...

Adriano Maini 

sabato 12 settembre 2026

Quella staffetta sbagliò un cambio

Camporosso (IM): l'impianto di atletica leggera in una foto di repertorio

Già negli anni Sessanta nelle scuole superiori della provincia di Imperia venivano assegnati temi sullo sport.
I ragazzi immancabilmente si cimentavano su valori quali la correttezza, la lealtà, lo spirito di collaborazione, piuttosto che sugli istinti di competizione: meglio in proposito tendere un velo pietoso su quanto accada oggi nella realtà, già a livello dei più piccoli.
Era forse meno sviluppata l'attenzione in quei componimenti per la carenza di impianti, necessari per una pratica di massa, allora molto carente: in effetti, solo a restare nel ponente ligure, nel frattempo si sono fatti notevoli passi in avanti. A titolo indicativo, si può rammentare che se una volta c'era un solo impianto di atletica leggera, per giunta formalmente dell'esercito, quello del Prino ad Imperia, le piste ed i campi dedicati all'atletica leggera sono diversi. Per non dire delle piscine e degli stessi rettangoli verdi per il calcio, questi ultimi in quel torno anch'essi scarsi, ma si poteva giocare ancora più o meno per strada.
Erano gli anni dei campionati provinciali studenteschi - per alcune specialità di atletica leggera e per la pallavolo - per ragazze e ragazzi delle scuole superiori: se non si va errati, i cosiddetti Giochi della Gioventù, più coinvolgenti, dovevano ancora essere inventati.
Qualcosa in materia qui si è già detto.
Tornano alla mente, tuttavia, fatti, aspetti, situazioni, anche personaggi, singolari.
Nel 1964 la staffetta veloce Allievi del Liceo Ginnasio di Ventimiglia sbagliò clamorosamente un cambio, con tanto di testimone caduto addirittura a terra: il quartetto riuscì, comunque, a non arrivare ultimo, anzi, forse, si piazzò al quarto posto. Probabilmente ora come ora due dei due protagonisti, un professionista ormai a Roma, coinvolto direttamente nell'errore, ed un professionista più stabilmente a Genova, neppure ricordano l'evento, talora, invece, rammentato con autoironia dall'altro "colpevole" e dall'ex ragazzo dell'ultima frazione.
Nel 1964 e nel 1965 gli 80 metri piani Allievi vennero vinti da due studenti del capoluogo, in effetti non molto alti di statura: piace qui ricordare dei due il futuro architetto, persona gentile e solare.
Nel 1966 l'insegnante di educazione fisica di un istituto professionale del capoluogo, dunque, l'allenatore dei suoi ragazzi, al quale stranamente era stato concesso di restare vicino ai blocchi di partenza delle corse veloci, sia per la semifinale che per la finale degli 80 metri piani della categoria Allievi, cercava ripetutamente di innervosire il ragazzo che appariva, come poi fu, il sicuro vincitore della gara.
In quella edizione poteva capitare ad un giovanotto sempre del Liceo Ginnasio di Ventimiglia, della squadra, per il resto, di quella scuola, vincitrice del torneo di pallavolo categoria Allievi sempre del 1966, di essere convinto dal professore a cimentarsi nel lancio del disco: riferisce oggi che, essendosi allenato una tantum con l'attrezzo in dotazione alla palestra di Ventimiglia, ma destinato alle ragazze, molto più leggero, al primo lancio nella gara ufficiale per poco non si faceva cadere il disco sui piedi.
Le studentesse e gli studenti di Ventimiglia si rifacevano in altri modi. Nel 1966 la squadra femminile Juniores del Liceo Ginnasio di Ventimiglia vinse il torneo provinciale. Si può aprire una curiosa parentesi: si è da poco ritrovata una fotografia del giorno della premiazione delle gare di pallavolo del 1966, che forse ebbe luogo a Ventimiglia - l'immagine inquadra la preside, qualche insegnante ed i due capitani nel corridoio esterno della palestra ex GIL - solo per gli Allievi e le ragazze Juniores del Liceo Ginnasio della città di confine.
Ma erano gli anni in cui gli Juniores di Ragioneria di Ventimiglia vincevano a ripetizione i tornei di pallavolo. E nel 1964 un giovanottone di Ventimiglia aveva brillato - lui sì! - nel lancio del disco. Era di Ventimiglia il vincitore degli 80 metri piani Allievi del 1966. E poi c'erano ragazzi di Ventimiglia - e della zona - negli Istituti tecnici e professionali di Imperia: come avviene ancora oggi. Del resto, gli studenti del capoluogo e dei dintorni non solo avevano il vantaggio del numero, ma anche quello della prossimità ad un'appropriata sede di allenamenti.
Sul filone sin qui abbozzato si possono aprire alcune derivazioni. Alcune già viste, come la partecipazione - selezionata - di alcuni studenti già in competizione ai campionati provinciali di atletica leggera al campeggio-premio, organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione a Cappella, Frazione di Lavarone, in montagna sopra Trento. Altre da sviluppare. Su tutte, il passaggio di ragazzi che si erano fatti magari le ossa ai campionati provinciali studenteschi ad una delle due società di atletica leggera della provincia, una di sede ad Imperia, l'altra a Sanremo: un vero capitolo pieno di sorprese. Si può aggiungere che dalla trafila campionati provinciali studenteschi e prime gare con la Federazione di atletica emersero alcune figure di rilievo nel panorama dello sport nazionale.

Adriano Maini

mercoledì 9 settembre 2026

Ragazze anni Cinquanta con cappelli da bersagliere

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Ventimiglia (IM): rotonda del Resentello

Camporosso (IM)

Vallecrosia al Mare (IM)

Da sempre le passeggiate a mare si prestano a fare da sfondo per scatti fotografici. Ma anche le spiagge, sino alle battigie. Nel caso di Bordighera forse ancora di più.
Possono anche verificarsi aspetti singolari. In un archivio privato di Genova c'è un'immagine dei primi anni Cinquanta che riprende tre giovani ragazze - due sorelle ed un'amica - abbracciate, sorridenti e ciascuna con un cappello da bersagliere in testa, piazzate su una rotonda di Bordighera. Si deve tirare ad indovinare se si vuole capire dove si fossero procurate quei copricapi: di sicuro era anche un atto sfrontato rispetto al grigio conformismo dell'epoca e se avevano provveduto alla bisogna coetanei militari in licenza c'è da sperare che questi ultimi non siano incorsi in sanzioni disciplinari.
Si potrebbe fare la stessa affermazione di carattere sociale per un'altra fotografia di quell'album, fotografia dove non appare più l'amica, ma si aggiunge una terza sorella; e forse si risale indietro di qualche anno. In ogni caso le fanciulle sono in una spiaggia sempre di Bordighera, sono disposte a raggiera, abbracciate e indossano costumi interi da bagno: solo che la tradizione orale tramanda di indumenti di lana rossa che, se intrisi d'acqua, iniziavano a ballare da ogni parte...
 

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Ventimiglia (IM): spiaggia di Nervia

In effetti, non sono rari neppure gli scatti riguardanti gli arenili, se non scogli ed il mare. Ed anche con qualche scorcio panoramico. 


Capita un po' a tanti in proposito di smarrire foto che in oggi apparirebbero curiose. Anche quelle di gruppo in diversi luoghi, con persone di cui non ci si ricorda neanche più. Talora, per fortuna, se ne ritrovano... 

Ventimiglia (IM): la palestra ex GIL


Si rinvengono, invece, o vengono trasmesse da terzi, immagini di vari eventi - alla palestra ex GIL di Ventimiglia, ad esempio -, di case scomparse, di mezzi desueti. 

Ventimiglia (IM): un carro della Battaglia di Fiori del 1985

Non manca, poi, come qui già anticipato, il "ripescaggio" di istantanee relative alla Battaglia di Fiori di Ventimiglia. Trascurando altre possibili riflessioni in materia, come per i carristi. Va sottolineato che le pellicole a colori del sistema analogico di un troppo lungo periodo rivelano allo stato attuale tutti i loro limiti. 

Adriano Maini 

sabato 5 settembre 2026

Anche la botanica può essere una grande passione









C'è chi, tra Ventimiglia e Bordighera, il giardino se lo tiene alquanto selvaggio, eventualmente con netta prevalenza di esemplari di specie nostrane.
C'è chi il giardino lo predilige ordinato.
C'è chi il giardino lo vuole più esotico.
Ma bisogna avercelo un pezzo di terra per dedicarsi alla botanica.
Alfredo Moreschi, competente in diversi campi, la passione più forte l'ha dimostrata per fiori e piante.
C'è chi, pur non non svolgendo specifica attività professionale, difficilmente perde l'occasione di frequentare qualsiasi tipo di evento riconducibile al mondo vegetale o quanti più campi sperimentali gli riesca possibile.
C'è chi rischia l'osso del collo su ripide erte, liguri e non, per ammirare in natura qualche erba rara, ma anche per cogliere qualche virgulto protetto: se riesce, poi, a farlo attecchire nel suo, forse non lo si può condannare del tutto.
Si rimanda agli scritti di veri esperti la lettura di notizie afferenti chicche in materia come i Giardini Hanbury o Villa Boccanegra a Ventimiglia o tante meraviglie della Costa Azzurra, ma ancor più a diretti "sopralluoghi".

Adriano Maini