venerdì 6 novembre 2026

Si fa presto a dire Cipressa



Cipressa. Un nome che evoca in milioni di appassionati il nome della penultima salita della corsa di ciclismo professionistico Milano-Sanremo, la Classicissima.
Cipressa. Uno dei pochi paesi della provincia di Imperia che si vedono da vicino viaggiando sull'Autostrada dei Fiori. 

Cipressa (IM). In primo piano Aregai. In alto il paese.


Cipressa. Un comune che ha vaste aree anche in riva al mare, per lo più chiamate Aregai, ma che in genere vengono considerate come parte del vicino, a ponente, centro di Santo Stefano al Mare. Solo che ad Aregai, località di Cipressa, sono in tanti abitanti a chiamarsi ancora Garibaldi: e tutti o quasi tutti dichiarano di essere in qualche modo imparentati alla larga con l'Eroe dei Due Mondi.
Vengono in mente queste considerazioni - ed altre - ripensando alla notizia del recente rifacimento dell'asfalto della Via Aurelia proprio in quella zona.
In altra direzione, in collina ancora più in su, la strada affrontata ogni marzo dai corridori porta con una deviazione verso la frazione di Lingueglietta, spesso meta di ciclisti amatoriali ed il cui nome, pronunciato in dialetto, quanto meno quello di Oneglia, assume caratteristiche gutturali, non usuali in Liguria, qualcosa come "Lungoia...". 

Lingueglietta, Frazione di Cipressa (IM): Chiesa-Fortezza di San Pietro

E se tutto il comune è disseminato di piccole architetture e di minime memorie storiche, un po' come in tutta la Riviera dei Fiori (tema da lasciare comunque agli esperti), risulta curioso apprendere che la Chiesa-Fortezza di San Pietro proprio a Lingueglietta venga talora utilizzata per la celebrazione di matrimoni. 



Del resto c'è a diversi livelli a Cipressa una grande attenzione ai propri fatti culturali, da una ricca presenza di targhe ed insegne disseminate sul territorio ad un discreto numero di pertinenti pubblicazioni scritte. Per quest'ultimo aspetto affiora qui un incrocio a scalare di singolari ricordi: il segretario comunale che donava due spessi opuscoli su Cipressa ad un quadro di associazione di categoria, presente una tantum in quella sede per un qualche verbale di carattere professionale, entrambi in gioventù accomunati nello svolgimento di una Festa de l'Unità a San Lorenzo al Mare; un componente del gruppo musicale che là aveva suonato a riconoscere il vecchio organizzatore, ormai - come già detto - funzionario di settore; questi ultimi due personaggi incrociarsi ancora per un certo periodo, soprattutto nella zona di Bordighera, dove uno abita, e l'altro, l'ex chitarrista di Imperia, andava per lavoro, dimostrando cordialità, simpatia, bonomia e non disdegnando fare piccoli favori, come portare in dono da certi suoi viaggi in Scandinavia cartoline e carte geografiche richieste dal suo interlocutore.

Adriano Maini 

domenica 1 novembre 2026

A Ventimiglia i primi dischi di Fabrizio De André...

Ospedaletti (IM): Santuario della Madonna delle Porrine

Capita che a pubblicare fotografie sui social - ma anche su questo blog - si possa incappare in qualche inconveniente, tipo non saper rispondere - e neppure sapere indicare altre fonti sicure - a domande di ordine storico avanzate da lettori rispetto ai soggetti inquadrati. E così forse è meglio non corredare questo breve scritto con scatti di sorta, se non con uno qualsiasi, scelto a caso.
Talora è andata meglio se lo spunto era venuto da notizie magari celate tra le righe, ma basate su documenti certi.
Tuttora in casuali conversazioni alcune persone parlano ancora del Bar Irene di Ventimiglia, magari in qualità di ex giovani avventori un po' vitelloni, ma che ammiravano i clienti più "impegnati". Eppure, a pensarci bene, il ragazzo, che a Ventimiglia fu antesignano con i primi dischi di Fabrizio De André, non frequentava quell'esercizio pubblico, ma, non disdegnando attività profane, il suo ritrovo preferito era quello di Via Regina.
Gianfranco Raimondo, quando nei suoi racconti indugia sui suoi trascorsi teatrali, sottolinea che le prove fatte a Nervia a metà anni Cinquanta, alle quali partecipavano anche il giovane pulitore dei treni, già qui visto come tifoso del Milan, ed un futuro assessore democristiano della città di confine, rimasero sempre tali, senza mai incontrare il brivido assicurato da un pubblico; quasi per contrappasso - e si pensa, per reconditi indizi, per breve tempo - nei veri spettacoli andati in scena poco dopo nella zona di Ventimiglia recitava anche un giovane funzionario comunista, divenuto in seguito segretario provinciale del Pci a Padova e senatore del medesimo partito, Antonio Papalia, uomo sempre largamente stimato a Ventimiglia, ma anche più volte presente in specifiche trascrizioni di Arturo Viale.
Sempre Gianfranco Raimondo aiuta a ricordare che il lungo va e vieni di tanti pedoni nella vecchia Nervia di Ventimiglia non era legato solo alle velleità balneari, bensì anche - quanto meno in precedenza, sempre in quella metà degli anni Cinquanta - alla prosaica esigenza di recarsi in un bar che offriva da quelle parti la televisione in prima assoluta. Gianfranco riporta anche che a mezzo di quel circuito c'era anche una stalla, presso la quale diverse persone si recavano direttamente, senza aspettare il fornitore a casa, per procurarsi il latte fresco, l'unico concesso - e forse oltre la provincia di Imperia - perché quello pastorizzato o non era ancora in vendita o non era conosciuto.
Viene poi il dubbio che in proposito di Nizza e di Costa Azzurra su queste colonne si siano tralasciati un po' troppi punti, probabilmente da coprire una volta di più con le memorie di Gianfranco e di Arturo Viale.

Adriano Maini

martedì 27 ottobre 2026

Castagne, vino Rossese e... fotografie d'autunno



Tornano in mente, perché si era di ottobre, una raccolta di castagne compiuta da un gruppetto di persone quasi all'inizio della strada Castelvittorio-Baiardo; 


l'avviso dato al fotografo amatoriale circa il pericolo rappresentato da cani lasciati liberi in Località Luvaira di San Biagio della Cima, zona di di grandi vigneti di uva per il vino Rossese; 


la fretta, sempre in Luvaira ma di Soldano, di un interlocutore che doveva sistemare qualcosa in campagna, più in su ancora, ma che faceva in tempo a dare qualche discreta informazione; 


il passaggio successivo - sempre più a monte - di un altro conoscente, il quale le damigiane del nuovo vino Rossese le portava in cantina a Dolceacqua via più o meno impervio tratturo.


L'abbinamento castagne-vino per alcuni intenditori è veramente formidabile. Sulla Riviera dei Fiori lo è ancora di più se si tratta di Rossese.
Da queste parti - se non si erra - si vedono meno caldarrostai di un tempo. Rimediano spesso gli esercizi pubblici. Emerge il ricordo di un bar in Piazza Stazione di Vallecrosia, sconfinante in Camporosso, dove una siffatta merenda all'aperto aveva attratto qualche anno fa la curiosità di diversi passanti, ingolositi e... invitati a fare qualche assaggio.

Le caldarroste evocano anche i baracconi passatempo, anche questi - pare - ridotti di numero e relegati in cospicue dimensioni per le apparizioni di stagione a Pian di Poma di Sanremo, sul porto di Montecarlo, al Palazzo delle Esposizioni di Nizza.
Si ripensa a siffatte attrazioni ma permanenti, come il Luna Park all'Eur a Roma, oggi Luneur Park, di cui si trovano notizie sul web per via di promozioni legate al prossimo Halloween. Sembrava una struttura ormai chiusa, come in effetti - recita la pagina dello specifico sito - è stato dal 2008 al 2016: lo era per decise ristrutturazioni. Oggi pare abbia in prevalenza elementi di interesse soprattutto per i più piccoli. Non risultano più in funzione all'Eur quelle montagne russe che nel 1971 avevano registrato l'entusiasmo di due giovani operai parmigiani allievi di un corso di studi del Partito comunista alle cosiddette Frattocchie, mentre il loro compagno imperiese, colto da nausea, si era ben guardato di ripetere subito con loro quell'esperienza.

Vallebona (IM)

Ma novembre nel ponente ligure, almeno, può riservare ancora delle belle giornate di sole, non così calde come quelle di quest'ultimo ottobre, ma ancora interessanti per diversi aspetti, tra cui non ultima la luce per valorizzare - a seconda dei punti di vista - le fotografie, come qualche anno fa nei dintorni di Vallebona...

Perinaldo (IM)

... a Perinaldo lungo la strada provinciale






... come l'anno scorso al porto turistico di Bordighera.

Adriano Maini

lunedì 19 ottobre 2026

... ed altre fotografie (forse) curiose, scelte a caso


Verso la fine degli anni anni Venti una fotografia - forse scattata a Torino - ebbe al pari - si presume - di altre come sfondo Bussana al Mare di Sanremo. La persona ritratta fece per combinazione con la famiglia un breve soggiorno nella città dei fiori, prima del suo definitivo approdo a Bordighera.


A Bordighera c'è ancora il ristorante sul mare, sulla cui terrazza nell'agosto del 1949 un cameriere venne sorpreso dall'obiettivo in un curioso atteggiamento.

Cervo (IM)

A luglio 2017 tanti vicoli di centri storici della Liguria risultavano rivestiti di tappeti rossi: ci furono anche polemiche per queste spese della Regione, ritenute da molti superflue.


In quel periodo - probabilmente anche in altre occasioni -  a San Bartolomeo al Mare la Torre di Santa Maria in Località Stagnoni della Madonna chiudeva la prospettiva di una manifestazione commerciale.


A settembre 2017 a San Michele, Frazione di Olivetta San Michele, lungo la statale del Col di Tenda, ma all'angolo con Piazzale Limon due piccole biciclette stavano appese in verticale, una al palo segnaletico, l'altra ad un albero, magari in concorrenza con quella più famosa - e più grande - del campanile di Apricale: in ogni caso non degnate di uno sguardo da una giovane ragazza, tutta impegnata, seduta all'esterno dell'antistante bar, a compulsare il suo apparecchio telefonico.


A giugno 2018 nel Parasio di Imperia biancheria intima e lenzuolo  (un'abitudine consolidata?) semicelavano alla vista una lapide dedicata ad un patriota del Risorgimento, Giuseppe Elia Benza, ma non al punto da obliterare la sua collaborazione con Giuseppe Mazzini, e neppure i suoi "costumi illibati".


A settembre 2018 in un'edicola votiva di un vicolo del centro storico del Paese Alto di Bordighera la statuetta sembrava guardare con una certa preoccupazione la traballante traversina messa contro le intemperanze dei piccioni.


Certamente allegro risultava a luglio 2017 lo scenario costruito in un caruggio di Airole intorno ad una colorita cassetta postale privata.

Adriano Maini

mercoledì 14 ottobre 2026

Curiosità da sequenze fotografiche

Camporosso (IM): strada provinciale di Val Nervia

Forse qui si è sin troppo ironizzato sui ciclisti amatoriali, intendendo per tali coloro che pedalano vestiti di tutto punto con acconci indumenti tecnici su biciclette da corsa. 
 

Soldano (IM): quasi al confine con Perinaldo

Non sempre si possono incrociare gentili persone che voltano il mezzo e tornano indietro per salutare e conversare garbatamente con un fotografo allo sbaraglio.
Si può avere presa l'abitudine di fare scatti in sequenza nell'illusione che con tale funzione si possano ottenere immagini più passabili sotto il profilo tecnico.
Capitano o possono succedere, invero, cose singolari, impreviste rispetto ai soggetti ricercati.
 

Mortola, Frazione di Ventimiglia (IM)

Ventimiglia (IM): davanti alla Colla

Con i corridori del tempo libero, ad esempio, si sono ricavati in due occasioni due buffi risultati. Avendo mirato a discesisti procedenti a discreta velocità e non avendo ben fatto i conti, ci si ritrovava con Mortola di Ventimiglia un bel primo piano di una mano atteggiata a voluminose corna, ed in quello davanti alla Colla, sempre di Ventimiglia, una sorta di pera guantata esibita a titolo di domanda: viene in ogni caso da chiedersi se i due distinti artefici di tali birichinate non siano stati un po' troppo spericolati nell'abbandonare, seppur parzialmente e molto brevemente, i controlli dei manubri. Potevano anche immaginare che si sarebbe evitato di pubblicare primi piani dei loro non proprio simpatici visi, come sempre viene fatto anche per volti più solari.
 

Mortola, Frazione di Ventimiglia (IM): il punto oggetto di curiosità da parte di un ciclista amatoriale francese

Forse l'episodio di Mortola era stato colto all'istante, al punto da dimenticarsi di documentare - cercando una discrezione non sempre possibile - un romantico francese che, interrotta bruscamente la sua discesa, si avvicinava dall'altra parte della strada per ammirare e fotografare una bella pianta pianta a lui di tutta evidenza già nota.
 



Una coppia di ciclisti più "normali" in salita ad Isolabona verso Apricale fa pensare ad una allegra scampagnata, anche se ignoti il luogo di partenza ed il punto di arrivo e svolta per il ritorno, forse molto lontano (Baiardo? Perinaldo?), ma sempre decisamente in salita.
 




Proseguendo a dire di certi esiti di sequenze fotografiche fatte un po' alla cieca, si può aggiungere che questa estate inseguendo effetti balneari ballerini, succedeva di riprendere inopinatamente il saltino di una bagnante che al rientro da una nuotata voleva evitare un rigagnolo di acqua dolce, forse non proprio limpida.
 



Due anni fa in Via Pasteur a Bordighera, quasi all'incrocio con l'Aurelia, la mano dell'autista di un mezzo pubblico veniva appoggiata a palmo aperto sul parabrezza.
Non si ritrova, invece, una bella chioma femminile al vento fotografata proprio sul marciapiede lì vicino: magari per discrezione si è preferito eliminare gli inerenti scatti dall'archivio, ancorché la ragazza in questione fosse stata colta rigorosamente di spalle.
 


Meglio non soffermarsi sulle coppie perché si potrebbe assistere ad improvvise effusioni, anche se non nella sequenza qui accennata.
 

Camporosso (IM): Via Carducci

Andando sui monopattini a volte c'è chi si volta per vedere se arriva il compagno di escursione.
 

Bordighera (IM)

Intrigante ravvisare come procedono sui pattini a rotelle due ragazze, indifferenti ad una circostante manifestazione specialistica.
 
Bordighera (IM): quasi a Vallecrosia al Mare

Da considerare chi pensava bene di continuare a correre, lasciandosi alle spalle il citato evento.
 

E c'era chi nella stessa mattinata almeno uno scatto cercava di farlo.


Sulla spiaggia di Vallecrosia al Mare ci si imbatteva una volta di più in chi intendeva fare fotografie vicine ad una battigia.
 
Si potrebbe continuare...

Adriano Maini

sabato 10 ottobre 2026

Ancora le ragazze con i cappelli da bersagliere, ma...


Una delle ragazze di Bordighera con i cappelli da bersagliere, maglierista, diversi anni dopo andò a lavorare nel maglificio di Bettina nel Principato di Monaco. C'erano altre donne italiane nello stabilimento, piccolo segmento del più ampio fenomeno del frontalierato dell'estremo ponente ligure. Ci fu per alcune di quelle lavoratrici almeno in un'occasione, nel 1962, un pranzo conviviale - di cui rimane un'immagine - a mezza collina in Sanremo con la partecipazione della titolare, Bettina, appunto, vedova di un Aga Khan.
La sorella della maglierista qualche tempo dopo ancora si prese, insieme ad altre, la fotografia delle ragazze con i copricapi piumati per portarsela a Genova.
La terza ragazza di quel singolare terzetto intanto continuava sulla sua strada professionale molto apprezzata.
Prima ancora, però, quest'ultima e la maglierista nel loro tempo libero si era spesso trovate con un'altra ragazza, una vera amica del cuore si direbbe, anche solo a stare a quanto raccontano diverse immagini di gruppo che le ritraggono insieme: la "festicciola" per la cresima di un nipote della maglierista, una scampagnata e così via.
Ed è proprio questa quarta figura che ha suscitato di recente alcuni casuali scambi di piccole annotazioni in altrettanto casuali momenti di conversazioni.
Partendo dal fatto scontato che da ragazza e da donna adulta abitava non lontano dai Gallinai di Bordighera, dove ebbero casa quelle sue compagne di tanti momenti spensierati, dapprima un postino in pensione riferiva che lavorava nella campagna di famiglia, coltivata a fiori, situata in zona Madonna della Ruota sempre di Bordighera.
 

Bordighera (IM): il Giunchetto

Un secondo interlocutore specificava il nome dialettale della più circoscritta località in questione e rammentava che da bambino la vedeva spesso fare bagni di mare nel sottostante litorale del Giunchetto.
 

Bordighera (IM): uno scorcio di Via Pescatori

Un altro affabulatore aggiungeva una sua presenza non sporadica in Via Pescatori di Bordighera.
Tutti questi ed altri ancora a sottolineare che d'abitudine si muoveva per Bordighera in bicicletta, lei che pure si era ben presto motorizzata.
Tutti a parlare di lei con grande simpatia: d'altronde da giovane - sempre a guardare i vecchi scatti - sfoderava un sorriso sul serio irresistibile.
 


La signora, che era andata ad abitare a Genova, qualche fotografia fatta ai Gallinai l'aveva però lasciata indietro...

Adriano Maini