Alla fine non si resiste alla tentazione di scrivere qualcosa su Domenica delle Palme e su picnic di Pasquetta. Nonostante il fatto che siano argomenti alquanto abusati. E nonostante il fatto che in merito ci siano un po' in tutte le famiglie discreti numeri di fotografie d'epoca.
La pubblicazione da parte di Arturo Viale di un'immagine del 1910 che ritrae i nonni paterni insieme ad altre tre signore o signorine mentre esibiscono i tradizionali "parmureli" o similari simboli della ben nota ricorrenza ha bloccato per giorni la detta velleità. Ma pensare ad una giovane di Via Lagazzi di Bordighera - la nonna di Arturo, Caterina Gaggero, futura autrice dell'importante "Diario di guerra 1943-1945" che andava - o era già andata - sposa a Ventimiglia del nonno Arturo Viale - sì, omonimo del nipote - per poi abitare per decenni in zona Ville, ha destato più di una ricerca.
Ed almeno un esito di discreto rilievo lo ha prodotto: la fotografia di una bambina di tre-quattro anni, il cui padre era internato militare della Germania nazista in un lager in Polonia, in Via Febo a Bordighera con in mano il suo bravo "parmurelo" sul finire della seconda guerra mondiale, testimonianza dell'ostinato desiderio di andare avanti dei suoi familiari.
Viene da scherzare sulle ricorrenti polemiche tra Sanremo e Bordighera sull'invio dei "parmureli" in Vaticano, un'usanza che discende dal privilegio accordato a capitan Bresca, sanremasco, come ringraziamento per il famoso consiglio dato per issare l'obelisco di Piazza San Pietro: l'uomo di mare ed i suoi discendenti, tuttavia, si rifornivano di palme di Bordighera. C'è un articolo su "Famiglia Cristiana", che compie un ampio excursus storico sulla faccenda e tecnico - per secoli la fornitura consistette in foglie di palme essicate, che venivano intrecciate nella città eterna -, ma vola alto sulla disputa, che invece pare alimentata da altre fonti giornalistiche, tese a mettere in maggiore evidenza la primogenitura di Bordighera, aspetto che forse è il vero oggetto della contesa. Si potrebbe, poi, ironizzare sul fatto che nel ponente ligure per la Domenica delle Palme non si notano più davanti alle chiese fotografi professionisti attrezzati anche con agnelli vivi e gigantesche finte uova di Pasqua da usare quali elementi aggiunti dei loro lavori.
Viene da scherzare sulle ricorrenti polemiche tra Sanremo e Bordighera sull'invio dei "parmureli" in Vaticano, un'usanza che discende dal privilegio accordato a capitan Bresca, sanremasco, come ringraziamento per il famoso consiglio dato per issare l'obelisco di Piazza San Pietro: l'uomo di mare ed i suoi discendenti, tuttavia, si rifornivano di palme di Bordighera. C'è un articolo su "Famiglia Cristiana", che compie un ampio excursus storico sulla faccenda e tecnico - per secoli la fornitura consistette in foglie di palme essicate, che venivano intrecciate nella città eterna -, ma vola alto sulla disputa, che invece pare alimentata da altre fonti giornalistiche, tese a mettere in maggiore evidenza la primogenitura di Bordighera, aspetto che forse è il vero oggetto della contesa. Si potrebbe, poi, ironizzare sul fatto che nel ponente ligure per la Domenica delle Palme non si notano più davanti alle chiese fotografi professionisti attrezzati anche con agnelli vivi e gigantesche finte uova di Pasqua da usare quali elementi aggiunti dei loro lavori.
Su Pasquetta, invero, si potrebbero dire ancora meno parole. In tanti rammentano ancora gli anni gloriosi degli appuntamenti al tradizionale - ancora oggi, ma solo per i riti religiosi celebrati nell'omonimo Santuario - sito della Madonna delle Virtù di Ventimiglia. Qualcuno per Bordighera può rimarcare le diffuse scampagnate nel declivio più o meno sotto la Torre dei Mostaccini. Più sporadiche erano le presenze nella pineta a ponente di Via Coggiola. Ma da Bordighera diverse persone si recavano pure, non fosse altro per ritrovarsi colà con parenti ed amici, alla Madonna delle Virtù, dove forse agivano anche fotografi ufficiali.
Si trattava sempre di discrete camminate a piedi. In un tempo in cui non si era ancora sviluppata la motorizzazione di massa c'erano al massimo tappe di avvicinamento fatte sui mezzi pubblici.
Ancora. Vecchie giornate di Pasquetta in riva al mare (ma queste sono sempre di attualità); altre, più estemporanee, qui già menzionate; l'allegra brigata che frequentava il casone di Località Castiglione di Camporosso - va da sé - anche in tale festività.
In ogni caso c'è sempre qualcosa che si dimentica...
Adriano Maini
Si trattava sempre di discrete camminate a piedi. In un tempo in cui non si era ancora sviluppata la motorizzazione di massa c'erano al massimo tappe di avvicinamento fatte sui mezzi pubblici.
Ancora. Vecchie giornate di Pasquetta in riva al mare (ma queste sono sempre di attualità); altre, più estemporanee, qui già menzionate; l'allegra brigata che frequentava il casone di Località Castiglione di Camporosso - va da sé - anche in tale festività.
In ogni caso c'è sempre qualcosa che si dimentica...
Adriano Maini



















