Un lettore informa che la Parasenegalia visco di una viuzza - quasi centrale - di Bordighera deriva da semi che la vecchia proprietaria, appassionata di lunghi viaggi, aveva colto in lande lontane, forse in Sud America, visto che altri amanti di botanica suggeriscono, per lasciare qualche traccia nella memoria dei profani, di definire l'albero Acacia del Sud America.
Prosegue intensa dal Belgio la campagna promozionale delle foto dello sterminato archivio ormai storico di Fabrizio La Torre, già esposte in alcune mostre, come quelle di Bruxelles, Liegi, Parigi, Monaco, Bangkok, un'attività perseguita con tenacia dal nipote François Bayle.
Ci si imbatte di recente in due tesi, una di laurea, l'altra di dottorato, entrambe riferite alla partecipazione di italiani alla guerra di Indocina (1946-1956) nella Legione straniera francese. Almeno due persone di questa provincia fecero quella esperienza, ma nella sterminata mole di documenti, consultati e sintetizzati dai ricercatori, non se ne è trovata alcuna specifica traccia, anche se è vero che quasi tutte le situazioni esaminate dipendono da incartamenti con codici particolari, quindi con rese del tutto anonime. Risulta che siano stati più di 500 gli italiani morti in quel conflitto, mentre, soprattutto per la reticenza in proposito delle autorità francesi, gli studiosi non hanno potuto concludere sul numero di disertori italiani, disertori che in genere dovevano poi arruolarsi tra i Vietminh. Non risultano punizioni esemplari a carico dei fuggiaschi che rientravano nei ranghi della Legione, meno che mai delle fucilazioni. Si fa questa sottolineatura pensando al partigiano di Sanremo, amico di Italo Calvino, la cui tragica fine nel lontano Oriente in quel contesto appare, pertanto, ufficialmente ancora misteriosa. Sul piano della buona letteratura va menzionato un volta di più in materia il romanzo "Asce di guerra" del collettivo Wu Ming.
Prosegue da Bordighera una polemica condotta su Facebook, tesa a dimostrare - libri alla mano - che capitan Bresca di Sanremo non avrebbe mai ottenuto per sé e per i suoi discendenti il privilegio di fornire al Vaticano le foglie di palma per le Domeniche, appunto, delle Palme: forse sta crollando il mito della frase "acqua alle corde" e del contesto in cui sarebbe stata pronunciata, i cui dettagli qui si danno per scontati.
Sempre su Facebook, ma nell'interessante gruppo VivImperia, sono state pubblicate immagini e congrue informazioni sulla vecchia distilleria in zona Prino ad Imperia, lo stabilimento che accompagnava un tempo con le emissioni delle sue dolci fragranze le competizioni studentesche provinciali di atletica leggera.
Ancora su VivImperia si può notare una fotografia dello scalo di Porto Maurizio, dalla quale sembra quasi che da quelle parti si siano rapiti una statua del Corsaro Nero, personaggio di fantasia che già di per sé, ma anche in certe sue plastiche raffigurazioni, ammalia tanti abitanti di Ventimiglia.
Adriano Maini
Prosegue intensa dal Belgio la campagna promozionale delle foto dello sterminato archivio ormai storico di Fabrizio La Torre, già esposte in alcune mostre, come quelle di Bruxelles, Liegi, Parigi, Monaco, Bangkok, un'attività perseguita con tenacia dal nipote François Bayle.
Ci si imbatte di recente in due tesi, una di laurea, l'altra di dottorato, entrambe riferite alla partecipazione di italiani alla guerra di Indocina (1946-1956) nella Legione straniera francese. Almeno due persone di questa provincia fecero quella esperienza, ma nella sterminata mole di documenti, consultati e sintetizzati dai ricercatori, non se ne è trovata alcuna specifica traccia, anche se è vero che quasi tutte le situazioni esaminate dipendono da incartamenti con codici particolari, quindi con rese del tutto anonime. Risulta che siano stati più di 500 gli italiani morti in quel conflitto, mentre, soprattutto per la reticenza in proposito delle autorità francesi, gli studiosi non hanno potuto concludere sul numero di disertori italiani, disertori che in genere dovevano poi arruolarsi tra i Vietminh. Non risultano punizioni esemplari a carico dei fuggiaschi che rientravano nei ranghi della Legione, meno che mai delle fucilazioni. Si fa questa sottolineatura pensando al partigiano di Sanremo, amico di Italo Calvino, la cui tragica fine nel lontano Oriente in quel contesto appare, pertanto, ufficialmente ancora misteriosa. Sul piano della buona letteratura va menzionato un volta di più in materia il romanzo "Asce di guerra" del collettivo Wu Ming.
Prosegue da Bordighera una polemica condotta su Facebook, tesa a dimostrare - libri alla mano - che capitan Bresca di Sanremo non avrebbe mai ottenuto per sé e per i suoi discendenti il privilegio di fornire al Vaticano le foglie di palma per le Domeniche, appunto, delle Palme: forse sta crollando il mito della frase "acqua alle corde" e del contesto in cui sarebbe stata pronunciata, i cui dettagli qui si danno per scontati.
Sempre su Facebook, ma nell'interessante gruppo VivImperia, sono state pubblicate immagini e congrue informazioni sulla vecchia distilleria in zona Prino ad Imperia, lo stabilimento che accompagnava un tempo con le emissioni delle sue dolci fragranze le competizioni studentesche provinciali di atletica leggera.
Ancora su VivImperia si può notare una fotografia dello scalo di Porto Maurizio, dalla quale sembra quasi che da quelle parti si siano rapiti una statua del Corsaro Nero, personaggio di fantasia che già di per sé, ma anche in certe sue plastiche raffigurazioni, ammalia tanti abitanti di Ventimiglia.
Adriano Maini




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