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mercoledì 14 ottobre 2026

Curiosità da sequenze fotografiche

Camporosso (IM): strada provinciale di Val Nervia

Forse qui si è sin troppo ironizzato sui ciclisti amatoriali, intendendo per tali coloro che pedalano vestiti di tutto punto con acconci indumenti tecnici su biciclette da corsa. 
 

Soldano (IM): quasi al confine con Perinaldo

Non sempre si possono incrociare gentili persone che voltano il mezzo e tornano indietro per salutare e conversare garbatamente con un fotografo allo sbaraglio.
Si può avere presa l'abitudine di fare scatti in sequenza nell'illusione che con tale funzione si possano ottenere immagini più passabili sotto il profilo tecnico.
Capitano o possono succedere, invero, cose singolari, impreviste rispetto ai soggetti ricercati.
 

Mortola, Frazione di Ventimiglia (IM)

Ventimiglia (IM): davanti alla Colla

Con i corridori del tempo libero, ad esempio, si sono ricavati in due occasioni due buffi risultati. Avendo mirato a discesisti procedenti a discreta velocità e non avendo ben fatto i conti, ci si ritrovava con Mortola di Ventimiglia un bel primo piano di una mano atteggiata a voluminose corna, ed in quello davanti alla Colla, sempre di Ventimiglia, una sorta di pera guantata esibita a titolo di domanda: viene in ogni caso da chiedersi se i due distinti artefici di tali birichinate non siano stati un po' troppo spericolati nell'abbandonare, seppur parzialmente e molto brevemente, i controlli dei manubri. Potevano anche immaginare che si sarebbe evitato di pubblicare primi piani dei loro non proprio simpatici visi, come sempre viene fatto anche per volti più solari.
 

Mortola, Frazione di Ventimiglia (IM): il punto oggetto di curiosità da parte di un ciclista amatoriale francese

Forse l'episodio di Mortola era stato colto all'istante, al punto da dimenticarsi di documentare - cercando una discrezione non sempre possibile - un romantico francese che, interrotta bruscamente la sua discesa, si avvicinava dall'altra parte della strada per ammirare e fotografare una bella pianta pianta a lui di tutta evidenza già nota.
 



Una coppia di ciclisti più "normali" in salita ad Isolabona verso Apricale fa pensare ad una allegra scampagnata, anche se ignoti il luogo di partenza ed il punto di arrivo e svolta per il ritorno, forse molto lontano (Baiardo? Perinaldo?), ma sempre decisamente in salita.
 




Proseguendo a dire di certi esiti di sequenze fotografiche fatte un po' alla cieca, si può aggiungere che questa estate inseguendo effetti balneari ballerini, succedeva di riprendere inopinatamente il saltino di una bagnante che al rientro da una nuotata voleva evitare un rigagnolo di acqua dolce, forse non proprio limpida.
 



Due anni fa in Via Pasteur a Bordighera, quasi all'incrocio con l'Aurelia, la mano dell'autista di un mezzo pubblico veniva appoggiata a palmo aperto sul parabrezza.
Non si ritrova, invece, una bella chioma femminile al vento fotografata proprio sul marciapiede lì vicino: magari per discrezione si è preferito eliminare gli inerenti scatti dall'archivio, ancorché la ragazza in questione fosse stata colta rigorosamente di spalle.
 


Meglio non soffermarsi sulle coppie perché si potrebbe assistere ad improvvise effusioni, anche se non nella sequenza qui accennata.
 

Camporosso (IM): Via Carducci

Andando sui monopattini a volte c'è chi si volta per vedere se arriva il compagno di escursione.
 

Bordighera (IM)

Intrigante ravvisare come procedono sui pattini a rotelle due ragazze, indifferenti ad una circostante manifestazione specialistica.
 
Bordighera (IM): quasi a Vallecrosia al Mare

Da considerare chi pensava bene di continuare a correre, lasciandosi alle spalle il citato evento.
 

E c'era chi nella stessa mattinata almeno uno scatto cercava di farlo.


Sulla spiaggia di Vallecrosia al Mare ci si imbatteva una volta di più in chi intendeva fare fotografie vicine ad una battigia.
 
Si potrebbe continuare...

Adriano Maini

lunedì 5 ottobre 2026

All'assessore democristiano di Ventimiglia piaceva la provincia di Parma

Ventimiglia (IM): uno scorcio del Municipio

Niccolò rammenta che alla svolta degli anni Settanta si era ritrovato una volta sul treno che da Genova lo riportava a Ventimiglia, lui giovane repubblicano, a discutere garbatamente di politica con un altro giovane concittadino, comunista: aggiunge che si trovarono d'accordo su molti temi.
In quel periodo il Bar Irene, piuttosto noto come ritrovo di persone di sinistra, era frequentato anche da missini, giovani ed adulti: in quel locale non ci furono mai - a memoria - problemi di ordine pubblico.
Subito dopo su di un altro treno, da Ventimiglia a Roma, fecero insieme il lungo viaggio un futuro assessore comunale democristiano, per motivi connessi al suo lavoro, ed un giovane comunista, che tornava alle lezioni della scuola del Partito comunista, anche questi residente all'epoca ancora a Nervia: anche per il fatto di essere compaesani la conversazione fu anche amabile, ma il più anziano, che aveva già una professione, non si tirò indietro dal raccomandare all'altro di completare gli studi e di non impegnarsi troppo in politica, aspetti poi trascurati dal suo interlocutore.
Sempre in quel torno Silvano - attivista comunista - non solo frequentava, ma trascinava in diverse zingarate il giovane assessore comunale democristiano di Ventimiglia, colui che quando si recava a Roma non trascurava di andare a salutare e pranzare insieme ad Angelo Oliva, suo ex compagno di scuola alle superiori, ma ormai vice responsabile della Sezione Esteri della Direzione Nazionale del Pci.
Arrivati agli anni Ottanta - e sempre a Ventimiglia - si verificavano altre scenette.
In consiglio comunale il giovane comunista, commentandone una relazione, apostrofava con un "viso pallido, lingua biforcuta!" il giovane assessore democristiano, che da parte sua non batteva ciglio e nella replica metteva frasi invero argute e spiritose.
Ritrovandosi davanti al Municipio, l'assessore democristiano, già anziano, residente in Val Bevera, poteva dilungarsi con un giovane avversario comunista, il cui padre era nato da quelle parti, sulle soddisfazioni che provava recandosi di tanto in tanto al paese della moglie, situato più o meno a monte di Fornovo Taro in provincia di Parma.
Sarà stato per la confidenza, derivata da una ormai quarantennale conoscenza, ma nella stessa piazza un altro assessore democristiano prese alla sprovvista giovane avversario comunista, di cui si è appena detto, spiattellando davanti ad una terza persona una vecchia birichinata di cui il suo avversario era ormai completamente dimentico: che quando abitava a Ventimiglia Alta un giorno dall'alto gli era arrivato in testa un certo liquido organico, ma senza sottolineare a dovere che il cosiddetto monello non aveva più di tre anni di età e che un altro elemento di sfortuna era stato dovuto alla chiusura in basso della sovrastante finestra non con una normale muratura, bensì con una grata in ferro.
Ed il sindaco socialista, pur grande uomo di cultura, qualche volta non si tratteneva, come quando citò, con intenti denigratori di una circostanza connessa ad un concerto in Ventimiglia, ma non - così almeno si era capito! - del musicista, il piffero, anziché il flauto di Severino Gazzelloni.

Adriano Maini

mercoledì 30 settembre 2026

Piccoli fatti del 1962

Ventimiglia (IM): un carro della Battaglia di Fiori passa da Nervia domenica 10 giugno 1962

A volte pensare ad un anno quasi a caso, il 1962, per uno stimolo scaturito dalla rivisitazione di una vecchia fotografia, porta a singolari considerazioni, tutte o quasi riferite alla zona tra Ventimiglia e Bordighera, però.
Si può iniziare asserendo che a quel tempo c'erano ancora - come da immagine ritrovata nel solito archivio - tracce di bunker della seconda guerra mondiale su alcune spiagge di Ventimiglia: va da sè, anche a Vallecrosia al Mare, perché su quest'ultimo litorale analoghe risultanze erano ancora visibili decenni dopo.
Torna in mente l'inserto speciale del noto quotidiano sportivo francese, all'interno del quale campeggiavano le sequenze di scatti - per una partita in particolare - dei dribbling di Garrincha, ala destra del Brasile campione del mondo di calcio al torneo in Cile: chi aveva ammirato quelle prodezze nelle trasmissioni televisive, che arrivarono un po' dappertutto in differita - era di là da venire, anche se imminente, il supporto dei satelliti - , con quelle pagine poteva rivedere e ripassare una lezione di grande e spontanea tecnica. 
Ci si ricorda di un altro racconto di Gianfranco Raimondo, sempre attinente il 1962. L'intrattenitore di spettacoli in un noto stabilimento balneare di Bordighera aveva per caso conosciuto altrove una nota, giovane attrice italiana, la quale gli aveva promesso che, quando si fosse recata in Francia per raggiungere il nuovo fidanzato (famoso attore transalpino), sarebbe passata da quell'esercizio pubblico per fargli un saluto durante una sua esibizione e con ciò stesso un po' di pubblicità. La starletta arrivò forse un po' troppo tardi per fare felice il suo nuovo amico, ma chi ci guadagnò fu un giornalista, corrispondente locale di un noto quotidiano, il quale, presente forse perché preavvertito da quel presentatore, a sua volta, essendo guarda caso molto timido, si fece fare l'intervista a quella giovane donna da Gianfranco, ricavandone un articolo invero superbo.
E portando l'attenzione ad altri fatti di quell'anno, ci si domanda - la memoria è labile - se fu allora che venne aperto a Nervia un nuovo bar in concorrenza e di fronte a quello già esistente, per soddisfare la polemica di tanti avventori con la gestione del locale in tal modo abbandonato; ci si interroga se fu nel 1962 che vennero compiuti scatti della collina di Collasgarba, che configurano invero a distanza di tanto tempo singolari testimonianze; ci si rammenta di gite in bicicletta di due adolescenti sempre da Nervia a Castelvittorio, rimaste care ad un futuro artigiano edile; ci si accorge di altre fotografie nel cassetto, quali la spiaggia di Nervia ancora selvaggia verso la foce del torrente, un carro della Battaglia di Fiori che transita da Nervia ed ancora la passeggiata a mare di Ventimiglia.

Adriano Maini 

sabato 19 settembre 2026

Pot-pourri


Capita che riguardando con più attenzione nel solito archivio privato ci si accorga di un'immagine di gruppo dei vigili urbani di Bordighera risalente alla metà o al massimo alla fine degli anni Trenta. Si coglie tale aspetto perché, guardando distrattamente il retro di quella che sembrava, come altre, una vecchia cartolina, ci si accorge dell'indicazione di un fotografo di Sanremo: la coincidenza di una recente pubblicazione su Facebook di un'opera di quell'artigiano dei primi anni Cinquanta fa risalire al suo nome completo, Bruno Martini, e fa pensare alla sua prolungata attività. Il confronto del suo scatto fatto ai vigili della città delle palme con un altro di un gruppo più ristretto di quegli agenti nello stesso periodo toglieva infine ogni dubbio.

Anche nelle piccole raccolte - lo si ripete - si possono rinvenire singolari chicche.

 


L'eclisse solare del 15 febbraio 1961 ripresa a Ventimiglia con mezzi molto rudimentali.
 


Un angolo in centro a Cuneo che con i suoi animali deliziava nel 1978 i più piccini. 
 

Lo stato di diversi luoghi oggi cambiati o in via di trasformazione.
 


Maria Ausiliatrice a Vallecrosia al Mare, ad esempio, adesso completamente demolita in attesa della costruzione di un centro commerciale.

Talora aiutano i lettori. 


Per l'indicazione esatta di una viuzza di Ventimiglia, nel caso Via Nervia.
 


Per riconoscere un porto di Genova a settembre del 1962.

I lettori incalzano anche su altri fronti.

In relazione ai campionati provinciali studenteschi di una volta, un gentile signore con il suo commento porta indietro il calendario, presumibilmente a fine anni Cinquanta, ricordando che nella giornata della sua staffetta veloce ad Imperia la temperatura era così rigida da non riuscire ad appoggiare al meglio le dita intirizzite davanti al blocco di partenza.
E se non è dispiaciuto un discorsetto su fiori e piante, adesso ci si allarga a segnalare argomenti analoghi su di un blog a questo collegato.

Ancora frivolezze per salutare l'estate!

Adriano Maini

martedì 15 settembre 2026

L'estate (secondo il calendario) sta finendo


Non era ancora estate, ma quest'anno erano poche le lucciole, a differenza della scorsa volta, a valle di un tratto di Via Romana a Bordighera più a levante del già segnalato incrocio con il torrente Borghetto, dove un tempo invece sciamavano numerosissime.
E torna in mente che forse in quella zona ci sono gli unici ippocastani dell'estremo ponente ligure da ritenere ormai secolari: una considerazione che è stata concordata in modo spontaneo con una nonna, che stava cogliendo per la nipotina, che le stringeva nelle mani con grande attenzione, le più piccole possibili tra le castagne d'India sparse sul marciapiedi, mentre rimane del tutto autonoma l'idea che quella sorta di palline marroni ormai possa solo interessare piccini in età pre-asilo infantile.
Fra tante presentazioni di libri fatte a Bordighera, comprese quelle della specifica rassegna, non hanno più avuto luogo per inopinati motivi quelle dei libri sull'ingegnere Giovanni Porcheddu e sul figlio Giuseppe.
Diverse persone quest'estate hanno fatto splendide fotografie di splendide versioni della luna: tra le immagini spiccava indubbiamente la "luna piena del Cervo", ma nessuno ha segnalato bizzarri ghirighori luminosi in cielo.
 




Si sono visti - con sempre come snodo Ventimiglia - treni e stazioni affollati, ed anche più volte il passaggio di un convoglio storico.
Non sono pervenute notizie di tornei amatoriali di calcio, ma forse ci si è un po' distratti.
Ci sono stati tra Bordighera e Ventimiglia grandi eventi di spettacolo, una tappa del concorso di Miss Italia, una mega rassegna canora anche di karaoke, rassegna "immortalata" dalle riprese di una televisione nazionale, altresì contrassegnata da polemiche per i costi e da ironie più o meno efficaci, in ogni caso da rimpianti per Battaglie di Fiori che non si fanno più.



La Riviera, però,  non è Riviera se non si parla di mare, di spiagge, di bagni.
 






 
Forse tra fiere, mercati ambulanti e vendite all'aperto più o meno tradizionali "al ribasso" si è inserita qualche novità, come a Ventimiglia: nelle occasioni non mancano mai le bande musicali. 
 

In questo contesto non è rimasta estranea Vallecrosia al Mare, che, da un lato, vede quasi completati i cartelli stradali con la nuova denominazione del comune e che, dall'altro, con un suo specifico evento, qui illustrato, però, con una fotografia di repertorio, pare quasi chiudere la bella stagione.
 



Stranamente in questi giorni si scorgono ancora qua e là ciuffetti di fiori turchini di alcune jacarande, ben oltre il canonico periodo, quella del Villino Nadenbousch a Bordighera, quelle di Via Aldo Moro sempre a Bordighera, una appena imboccata Via Braie a Camporosso arrivando da Vallecrosia al Mare...
 
Frivolezze estive...

Adriano Maini 

mercoledì 9 settembre 2026

Ragazze anni Cinquanta con cappelli da bersagliere

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Ventimiglia (IM): rotonda del Resentello

Camporosso (IM)

Vallecrosia al Mare (IM)

Da sempre le passeggiate a mare si prestano a fare da sfondo per scatti fotografici. Ma anche le spiagge, sino alle battigie. Nel caso di Bordighera forse ancora di più.
Possono anche verificarsi aspetti singolari. In un album privato a Genova c'è un'immagine dei primi anni Cinquanta, che riprende tre giovani ragazze - due sorelle ed un'amica - abbracciate, sorridenti e ciascuna con un cappello da bersagliere in testa, piazzate su una rotonda di Bordighera. Si deve tirare ad indovinare se si vuole capire dove si fossero procurate quei copricapi: di sicuro era anche un atto sfrontato rispetto al grigio conformismo dell'epoca e se avevano provveduto alla bisogna coetanei militari in licenza c'è da sperare che questi ultimi non siano incorsi in sanzioni disciplinari.
Si potrebbe fare la stessa affermazione di carattere sociale per un'altra fotografia di quella raccolta, fotografia dove non appare più l'amica, ma si aggiunge una terza sorella; e forse si risale indietro di qualche anno. In ogni caso le fanciulle sono in una spiaggia sempre di Bordighera, sono disposte a raggiera, abbracciate e indossano costumi interi da bagno: solo che la tradizione orale tramanda di indumenti di lana rossa che, se intrisi d'acqua, iniziavano a ballare da ogni parte...
 

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Ventimiglia (IM): spiaggia di Nervia

In effetti, non sono rari neppure gli scatti riguardanti gli arenili, se non scogli ed il mare. Ed anche con qualche scorcio panoramico. 


Capita un po' a tanti in proposito di smarrire foto che in oggi apparirebbero curiose. Anche quelle di gruppo in diversi luoghi, con persone di cui non ci si ricorda neanche più. Talora, per fortuna, se ne ritrovano... 

Ventimiglia (IM): la palestra ex GIL


Si rinvengono, invece, o vengono trasmesse da terzi, immagini di vari eventi - alla palestra ex GIL di Ventimiglia, ad esempio -, di case scomparse, di mezzi desueti. 

Ventimiglia (IM): un carro della Battaglia di Fiori del 1985

Non manca, poi, come qui già anticipato, il "ripescaggio" di istantanee relative alla Battaglia di Fiori di Ventimiglia. Trascurando altre possibili riflessioni in materia, come per i carristi. Va sottolineato che le pellicole a colori del sistema analogico di un troppo lungo periodo rivelano allo stato attuale tutti i loro limiti. 

Adriano Maini