Alberto dice che sulla passeggiata a mare di Bordighera Arturo Viale gli ha fatto dono di un libriccino di ricordi locali, che parla anche di Puskás. Si tratta di "Oltrepassare" (2018, Edizioni Zem di Vallecrosia).
Viene il destro di aggiungere qualcosa sulla presenza di Puskàs a Bordighera, in aspetti che non si trovano mai rammentati in pubblicazioni scritte, che si soffermano, invece sulle amicizie e sulle frequentazioni di carattere privato dell'asso magiaro.
Si era qui già accennato al fatto che questo giocatore - in base al racconto orale di un partecipante diretto all'episodio, racconto reso tra il 1963 ed il 1964 - almeno in un'occasione aveva compiuto dell'esercizio motorio - compresi alcuni magici palleggi! - insieme agli atleti della Giovane Bordighera su quel vecchio campo - oggi un parcheggio e piccolo spazio per le bocce - là sul Capo, Capo Ampelio, della città delle palme.
Qualche mese fa venne poi una conferma di quell'aneddoto da Walter, che all'epoca aveva militato in quella squadra. Walter aggiunse fieno in cascina. La sua memoria diretta è più o meno la seguente. Un giorno i responsabili preannunciarono ai ragazzi che ad un loro prossimo allenamento avrebbe partecipato un personaggio importante, di cui non fecero subito il nome. Ed aggiunsero che si sarebbero dovuti comportare bene, qualsiasi significato avessero voluto indicare con questo termine. Alla data stabilita videro arrivare alla Spianata del Capo un'auto lussuosa, guidata da autista. Ne discese un uomo che venne subito presentato. Pochi - neppure Walter - compresero sul momento chi fosse. Compiuti i rituali giri di campo, anche quel signore, ai più ancora ignoto, prese parte alla partitella che ne seguì. Conoscessero o non conoscessero in precedenza quel nome, illustre invero per milioni e milioni di appassionati, il valore tecnico di Puskàs, un Puskàs pur vicino al termine della sua lunga carriera, apparve luminoso agli occhi di tutti quei giovani. Che non dimenticarono più l'ex colonnello ungherese. E che quel giorno ubbidirono anche agli ordini di scuderia, cercando di non contrastare troppo rudemente il grande campione del Real Madrid.
Questi fatti ne fanno tornare in mente altri, sotto forme diverse, di analoga temperie, come la gentilezza e la disponibilità di un Kopa e di un Fontaine a parlare brevemente con alcuni appassionati italiani di calcio, che li avevano incontrati per caso nel Principato al termine della partita Monaco-Reims dell'autunno 1960.
Si dovrebbe, infine, tornare ad Arturo Viale ed altri inediti da lui raccolti intorno alla presenza di Puskàs in Italia tra le fine del 1956 ed il 1958, quando il calciatore, come forse è noto, non rientrato, al pari dei compagni della Honved, in Ungheria dopo la repressione della rivolta del novembre, appunto, del 1956, fu costretto ad una forzata inattività.
Adriano Maini





