martedì 12 ottobre 2021

Nissa la Bella

 

Quella volta Enzo Biamonti, interpellato circa un qualcosa relativo al capoluogo delle Alpi Marittime, rispose parlando delle riunioni di anarchici cui colà aveva partecipato ed intonando la dolce nenia di "Nissa la Bella", una canzone che all'epoca dalle parti italiane più vicine alla frontiera era già stata dimenticata.

Certo gli interlocutori locali del partito comunista francese, sufficientemente frequentati nel corso degli anni '70 del secolo scorso, ma ancora nei primi '80, da diversi funzionari ed attivisti comunisti imperiesi, pur non avari nel dare notizie anche di folclore, molte faccende se le erano dimenticate o non le sapevano o non le ritenevano abbastanza interessanti: non solo la canzonetta appena citata, ma anche, pescando a caso, l'esistenza di un Fra Marco da Nizza (difensore dei nativi americani - come a suo tempo già attestato da Bartolomé de Las Casas nel suo libro "Brevissima relazione della distruzione delle Indie" per l'impressionante documentazione prodotta in una lunga relazione riguardante le atrocità commesse dai conquistatori spagnoli in Sud America, dove il religioso partito dall'attuale Costa Azzurra aveva svolto in precedenza le sue missioni -, esploratore suo malgrado del Texas e di altri limitrofi stati nordamericani e, come tale, ampiamente ricordato con solennità da quelle parti e nello stesso Messico); la leggenda di Caterina Segurana; le denunce di Graham Greene circa la Baia degli Angeli, vale a dire le forti speculazioni edilizie della zona; la contemporanea grande rapina di Nizza, trascritta da Ken Follett in tempo reale e ripresa da poco da Arturo Viale nel suo Oltrepassare.

In proposito di anarchici, non è molto che Silvia ha raccontato della grande amicizia che legava ad un ferroviere pensionato di Ventimiglia un suo zio, un anarchico, per l'appunto, da tanti anni trasferito nella città della Promenade des Anglais, una persona che ai suoi ritorni frequenti a Ventimiglia non mancava mai di passare a salutare quel suo referente: si rimane in attesa di vedere tramite la nipote una parte di un grande archivio storico di libri, giornali, documenti, carte.

Il compianto Giuseppe Mac Fiorucci, invece,  con le sue trascrizioni di testimonianze di partigiani del mare - Gruppo Sbarchi Vallecrosia -, azioni temerarie di collegamento tra i patrioti di questo estremo ponente ligure ed i loro referenti alleati, insediati in Costa Azzurra, azioni che spesso facevano perno su Nizza, trascina i lettori nella dimensione più che mai attuale dei valori dell'antifascismo.

Venendo a momenti più recenti, Nizza per molte persone della Riviera dei Fiori, artigiani, commercianti e responsabili di loro associazioni di categoria, é stata pure il Palais des Expositions. Editata sul sito della sua organizzazione per motivi del tutto professionali una fotografia, dove apparivano in ordine sparso cinque persone, colte alla sprovvista durante il giro delle autorità all'inaugurazione di un Salone della Chambre De Métiers des Alpes Maritimes, un avvocato con frequentazioni sul posto qualche anno dopo fece in proposito notare, celiando sulla supposta importanza che avesse inteso darsi il funzionario autore di quella pubblicazione, che nello scatto menzionato compariva pure, ricoprendo ancora altra carica, il tuttora sindaco di Nizza, che in quel frangente era anche ministro della Repubblica Francese... Per la serie "questi italiani"...

Adriano Maini