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martedì 16 settembre 2025

Pipistrelli, ragni ed altro ancora del ponente imperiese

La zona di Triora (IM). Foto: Alessandro Spataro

Proposte per la conservazione degli habitat di caccia dei pipistrelli di Baiardo, Badalucco, Molini di Triora, Bruzzi-Creppo di Triora, nonché nelle vicine località delle Alpi Marittime in Piemonte di Andonno, Bagnasco e Perdioni: non suona esattamente così il titolo del documento - sono più scientifici i termini spesi e ne ricorre un altro qui non riferito - ma sembra proprio una ricerca singolare.

Si dà il caso che, rinvenendo sul web tesi di laurea o di dottorato, scorrendone i testi ci si può imbattere in vari aspetti e situazioni della provincia di Imperia, perlomeno della sua parte più occidentale, non proprio tipici di conversazioni quotidiane.

Come ancora nel caso di uno studio del sovrapascolo sulle araneocenosi del Parco Regionale naturale delle Alpi Marittime: in genere, in effetti, le persone comuni non pensano affatto ai ragni in connessione con le radure erbose delle nostre montagne.

Lo stesso si ritiene possa valere per chi si imbattesse nelle pagine di "Biostratigrafia a macroforaminiferi della sezione stratigrafica di Capo Mortola".

Forse anche per il titolo "Contributo alla ricostruzione delle identità regionali e della differenziazione sociale presso i gruppi di cacciatori-raccoglitori paleo-mesolitici. Studio della ritualità funeraria in Italia e Francia e analisi degli isotopi stabili sul campione umano del versante alpino sud-orientale", che pure conduce ad ampie considerazioni sulle grotte preistoriche e sull'insieme dei Balzi Rossi di Grimaldi di Ventimiglia.

Ci sono, del resto, tesi, sempre pertinenti la Riviera dei Fiori, nelle quali si scovano informazioni più interessanti per il largo pubblico.

Adriano Maini

martedì 25 marzo 2025

Altre sfumature di azzurro


 

Data la prossimità della zona di Ventimiglia con il dipartimento francese delle Alpi Marittime è quasi inevitabile fare emergere di tanto in tanto altri - rispetto a precedenti note - pertinenti fatti curiosi.

Su tutto campeggiano - a saperli cercare - i racconti di Gianfranco Raimondo, imperniati non solo su zingarate compiute oltre frontiera da persone nostrane, ma anche risvolti significativi, come la lunga partecipazione al Festival del Cinema di Cannes come giornalista, decano, infine, di Angelo Maccario di Ventimiglia.
 

Gianfranco Raimondo, ad esempio, ha rammentato in almeno un'occasione che André Vanco, già partigiano, sindaco comunista di Beausoleil dal 1977 al 1986, fratello di un impiegato di Radio Montecarlo (molto frequentata ai tempi da Gianfranco) aveva organizzato nella sua zona diverse conferenze di un valente fotografo, Gian Butturini, per la presentazione di un libro di fotografie di Fidel Castro.

L'incanto della Cappella della Pace a Vallauris, dipinta da Picasso, illumina questa cittadina di ceramisti autorizzati dall'artista in persona a riprodurre certe sue ispirazioni nei loro vasi ed altri casalinghi, la cui vendita in Italia non ebbe mai, tuttavia, grande fortuna.
E, tornando a Picasso, si può sottolineare che avesse donato alquanti suoi disegni, litografie ed acquarelli a sedi ed uffici popolari.

La marcia contro le miniere di uranio nella Valle delle Meraviglie nel 1979 fu un avvenimento molto articolato e partecipato, coronato anche da successo. Per alcuni partecipanti di Ventimiglia il ritorno avvenne, sempre in pullman ma scendendo prima su Nizza: uno stagionato figlio dei fiori, prossimo - a suo dire - a rientrare in India, intonava con discreta voce, accompagnandosi con la chitarra acustica, anche una versione tradizionale della canzone "The House of the Rising Sun", nota al largo pubblico per il disco di "The Animals".


Il sindaco di Ventimiglia in quel 1994 appariva un po' stralunato all'inaugurazione in Nizza della sede di rappresentanza di un'associazione di categoria imperiese.


Un suo non subitaneo successore, dell'area di centro-destra, ebbe tempo dopo occasione di chiedere delucidazioni al già citato ufficio.


Un'altra associazione di categoria aveva molto premuto con istituzioni imperiesi per l'apertura dalle parti di Nice Etoile di un centro promozionale di piccole imprese della provincia, rivelatosi presto un fallimento.


Alla Fiera di Nizza - nei primi anni 2000 - fu in qualche modo presente in alcune occasioni anche l'Accademia della Comunicazione Verbale, condotta con caparbietà dal milanese Davide Oscar Andreoni, in quel periodo abitante di Vallecrosia, il quale scattò alcune immagini che sarebbero in seguito risultate alquanto significative, come quella concernente un futuro sindaco e ministro.
Del resto, Andreoni non si era neppure risparmiato di tenere lezioni specifiche del suo sodalizio anche presso un ente pubblico di Saint-Laurent-du-Var o di collaborare con associazioni culturali di Breil sur Roya.


P.S.

Nel titolo si gioca con l'aggettivo azzurro, azuréenne, molto usato in Costa Azzurra, a proposito, come per il Museo della Resistenza della Costa Azzurra, e, forse, talora, a sproposito.

Adriano Maini

martedì 12 dicembre 2023

Aperitivi a Mentone

Mentone: la storica zona di tanti acquisti da parte di abitanti del ponente ligure

Negli anni Sessanta le vendemmie nel Var erano molto frequentate come stagionali da vivaci ragazzotti del ponente ligure, la cui vena estrosa non era quasi mai apprezzata dai conduttori dei fondi.

Il vice sindaco comunista di quel paesello - si fa per dire! - quasi al confine con il dipartimento del Var, piuttosto piccolo di statura, la simpatia fatta persona, ortolano, presenziava a riunioni da lui stesso organizzate di italiani colà emigrati, nonostante il fatto che all'alba, per procurarsi da vivere, dovesse essere già al mercato all'ingrosso di Nizza, che non trovava certo dietro l'angolo di casa. E riusciva anche ad organizzare, in nome di un gemellaggio sui generis, una tavolata per gli affamati Pionieri (sorta di boy scout di sinistra) di Ventimiglia e taluni loro accompagnatori, i quali avevano riempito un intero pullman, in cui risuonavano, sia all'andata, ma ancor più al ritorno, fragorosi canti indotti anche da pizzicate corde di chitarra.

Attivisti comunisti che, se si doveva passare da quelle parti, forse anche dopo aver fatto qualche deviazione, non mancavano di indicare ai loro ospiti la villa dove aveva abitato Picasso.

Almeno un cameriere - se non anche i suoi colleghi, ma a quel Capodanno l'ambiente era molto affollato - non sapeva in quel locale abbastanza famoso sul lato di levante di Cap Martin cosa fosse un "Irish Coffee".

Dopo "Italia Mundial" gli immigrati italiani a Nizza erano più interessati a frequentare i circoli di tifosi di squadre di calcio del Bel Paese che ad ascoltare i discorsi di connazionali, dirigenti di associazioni dedite ai problemi dell'emigrazione, in trasferta per tentare di tessere reti di solidarietà sociale o per propaganda politica. Questo, anche nel proletario quartiere di L'Ariane.

Sempre negli anni Ottanta allegri compagnoni della zona di Latte di Ventimiglia, in parte gli stessi delle scanzonate esperienze vissute con Nico Orengo, avevano preso l'abitudine di scendere verso il mezzogiorno di domenica  a Mentone - non lontano dalla frontiera - per degustare i particolari aperitivi transalpini, pernod e quant'altro: i più impegnati a comprarsi qualche giornale in lingua.

L'assessore della Provincia di Imperia rientrava in treno, insieme ad un membro della delegazione che si era recata alla Chambre de métiers di Saint-Laurent-du-Var, lasciando ad altri l'auto di servizio, assodato che per un secondo mezzo, di consulenti di settore, si era dovuto - appena arrivati nella località

Si potevano incontrare immigrati italiani che, nonostante i tanti impegni politici profusi nel dipartimento delle Alpi Marittime, non avevano avuto l'accortezza di misurare per tempo la quantità e la qualità dei loro contributi pensionistici. 

Professionisti, italiani ormai trasferitisi in Costa Azzurra, e francesi, in genere tra di loro concorrenti, facevano a gara, mentre ci si avvicinava al Duemila, per organizzare cene professionali ed altri piccoli eventi di promozione commerciale, da cui i partecipanti - beninteso, poco o tanto paganti - ricavavano, invero, ben poco. Affascinante, a suo modo, il fallimento dell'operazione B.B.S., sorta di piattaforma telematica transfrontaliera per piccoli affari, architettata nel menzionato ambiente.

Rimane singolare oggi la presenza di pensionati italiani del ceto medio, che nel Nizzardo hanno preso dimora stabile o tengono un'abitazione per le vacanze.

Adriano Maini

martedì 12 ottobre 2021

Nissa la Bella

 

Quella volta Enzo Biamonti, da me interpellato circa un qualcosa relativo al capoluogo delle Alpi Marittime, mi rispose parlandomi delle riunioni di anarchici cui colà aveva partecipato ed intonandomi la dolce nenia di "Nissa la Bella", che io all'epoca non conoscevo affatto.

Certo i miei interlocutori locali del partito comunista francese, da me sufficientemente frequentati nel corso degli anni '70 del secolo scorso, ma ancora nei primi '80, pur non avari nel dare notizie anche di folclore, molte faccende se le erano dimenticate o non le sapevano o non le ritenevano abbastanza interessanti: non solo la canzonetta da me citata, ma anche, pescando a caso, l'esistenza di un Fra Marco da Nizza (difensore dei nativi americani - come a suo tempo già attestato da Bartolomé de Las Casas nel suo libro "Brevissima relazione della distruzione delle Indie" per l'impressionante documentazione prodotta in una lunga relazione riguardante le atrocità commesse dai conquistatori spagnoli in Sud America, dove il religioso partito dall'attuale Costa Azzurra aveva svolto in precedenza le sue missioni -, esploratore suo malgrado del Texas e di altri limitrofi stati nordamericani e, come tale, ampiamente ricordato con solennità da quelle parti e nello stesso Messico), la leggenda di Caterina Segurana, le denunce di Graham Greene circa la Baia degli Angeli, la contemporanea grande rapina di Nizza, trascritta da Ken Follett in tempo reale e ripresa da poco da Arturo Viale nel suo Oltrepassare.

In proposito di anarchici, non è molto che Silvia mi ha raccontato della grande amicizia - altro aspetto a me in precedenza ignoto - che legava a mio padre un suo zio, un anarchico, per l'appunto, da tanti anni trasferito nella città della Promenade des Anglais, una persona che ai suoi ritorni frequenti a Ventimiglia non mancava mai di passare a salutare il Maini senior: mi dispiace non averlo conosciuto, ma sono in attesa di vedere tramite la nipote una parte del suo grande archivio di libri, giornali, documenti, carte.

Tra i pochi rimpianti che ho riguardo Nizza uno è di sicuro non essere più salito a La Madonette a trovare gli amici di origine italiana.

Il compianto Giuseppe Mac Fiorucci, invece,  con le sue trascrizioni di testimonianze di partigiani del mare - Gruppo Sbarchi Vallecrosia -, azioni temerarie di collegamento tra i patrioti di questo estremo ponente ligure ed i loro referenti alleati, insediati in Costa Azzurra, azioni che spesso facevano perno su Nizza,  mi trascina tuttora nella dimensione più che mai attuale dei valori dell'antifascismo.

Venendo a momenti più recenti, Nizza per me é stata soprattutto il Palais des Expositions. Avevo pubblicato per motivi del tutto professionali una fotografia relativa ad un certo evento, cui partecipavo per lavoro: qualcuno mi fece notare, celiando sulla supposta importanza che intendevo darmi, che compariva pure, ricoprendo ancora altra carica, il tuttora sindaco di Nizza, che in quel frangente era anche ministro della Repubblica Francese, ma io di tutto ciò non mi ero affatto accorto. Ed in effetti mi emozionò di più in un precedente caso sotto le volte della richiamata grande costruzione fare conoscenza e conversare con due espositori che abitavano nella frazione di Gorizia, dove avevano casa e campagne alcuni cugini di mia madre.

Adriano Maini