venerdì 27 settembre 2019

La missione Flap ed i partigiani del ponente ligure


Esiste un rapporto segreto inglese, redatto dal capitano G. K. Long, artista di guerra, in riferimento alla Missione Flap, condotta tra i Partigiani, nel Basso Piemonte, del comandante Mauri e, con culmine nell’ottobre 1944, tra i Partigiani della V^ Brigata Garibaldi, operanti nell’estremo ponente ligure: l’ultimo aspetto é quello che qui interessa.

Il documento in questione venne rintracciato presso gli Archivi Nazionali della Gran Bretagna, chiamati in gergo Kew, a cura del compianto Giuseppe “Mac” Fiorucci per la preparazione del suo “Gruppo Sbarchi Vallecrosia” (Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia <Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM)>,  2007).


Solo a seguire per grandi linee lo schema di questa relazione vengono identificati alcuni punti fermi delle vicende della Resistenza, più gravitanti sull'estremo ponente della provincia di Imperia, la Zona Intemelia.

Si rendono qui di seguito alcuni esempi.

Il comandante “Leo”, nome di battaglia di Stefano Carabalona, che, impegnato in quei giorni nella strenua, anche se vana, difesa di Pigna e dell’appena sorta, omonima Repubblica, é già in grado di indicare una via, anche se minima, logistica per evacuare verso le linee alleate via mare gli agenti inglesi, mentre é già pronto, come si é già visto, a conferire veste organizzativa e ruolo di rilievo, nel campo delle comunicazioni clandestine, al "Gruppo Sbarchi Vallecrosia".

Il trasferimento del relatore del piccolo dossier “Flap” e di alcuni suoi compagni di fuga (il capitano Morton e tre aviatori statunitensi), aiutati da una guida, Pierino Loi, che accompagnò per la maggior parte del percorso su colline questi alleati. Alcuni di loro, il capitano Lees, con molti documenti, e quattro ex-prigionieri britannici, tentarono, invece, con successo in due turni di raggiungere la Francia ormai liberata per le vie dei monti (Tenda, Olivetta S. Michele). I componenti del primo manipolo, invee, arrivarono a Ventimiglia, vestiti da contadini, sino ad incontrare Giulio Pedretti, “Corsaro”, (l’uomo che alla Liberazione reca sulle spalle, oltre ad altre spedizioni di collegamento via mare con altri mezzi, anche il peso di 27 traversate in canotto di gomma, per trasportare ex-prigionieri alleati in fuga, altri uomini, armi, munizioni, ecc), che li poròa materialmente - insieme a Pasquale Corradi (Pirata) - a Montecarlo in barca a remi, un viaggio di cui aveva, per l’appunto, già appurato la possibilità “Leo”.

Vitò, al secolo Giuseppe Vittorio Guglielmo, comandante della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni", a dicembre del 1944, poi, della II^ Divisione d'Assalto Garibaldi “F. Cascione”, di cui il richiamato documento dice che era stato prigioniero politico del fascismo.

Nino Siccardi, "Curto", in quel momento comandante della II^ Divisione, da dicembre comandante della “I^ Zona Operativa Liguria”, compresa tra Ventimiglia e l’Albenganese.

La miseria della popolazione dell’entroterra, la penuria di generi alimentari, gli scarsi armamenti dei partigiani, che a loro volta scontano i primi due aspetti.

L’incontro con alcuni civili che reggono la Repubblica di Pigna (fine agosto-primi di ottobre 1944): il periodo che va dal 5 al 18 settembre 1944 è il più esaltante per la vita del territorio libero, perché é quando vengono costituiti gli organismi democratici, ma non é quello che scorgono questi alleati, che entrano in territorio ligure il 27 settembre circa.

L’ammirazione - sempre nella citata relazione - per il comportamento in battaglia dei partigiani.

Pigna (IM)

Sull’eroismo dei patrioti combattenti a Pigna esiste, invero, una discreta letteratura, che discende in larga misura proprio dalle parole entusiaste che in merito pronunciò in interviste successive e nel suo libro “Missione inside” il capitano - canadese - Paul Morton, che, al pari di Lees e di Long, aveva preso per i suoi superiori altri appunti.

Ma - tema da approfondire - uno strano oblio calò presto su questa Missione e su alcuni dei suoi uomini.
 
Adriano Maini 

mercoledì 11 settembre 2019

Fumetti...

Del 1963
Quando, qualche anno fa, cominciai a scrivere di fumetti, partendo da un personaggio del vecchio "intrepido", Roland Eagle, non avevo a disposizione immagini da pubblicare, essendomi dimenticato di avere a portata di mano una o due copie di vecchi "giornaletti", come quella che appare qui sopra, nonché di diversi numeri di Albi di "Tex" decisamente datati. 

Di lì a breve venni informato che l'amico Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM) era, come tuttora è, un valido collezionista. Con la sua collaborazione rimediai alle carenze indicate e mi inoltrai sempre di più sul sentiero dell'esplorazione dei vecchi fumetti, in particolare di quelli risalenti alla seconda metà degli anni 1950, oggetto del desiderio del bambino che allora ero. 

Nella presente occasione provo una volta di più a rimediare a quelle mie incertezze divulgando, invece, qualche immagine di copertine d'epoca, tutte di proprietà del citato amico, soprattutto spaziando ben prima del periodo della mia infanzia. 

Del 1937 - Collezione: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)
 
Come si può leggere, del 16 maggio 1937 - Collezione: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)
 
Del 1941 - Collezione: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)

Del 1940 - Collezione: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)
Del maggio 1945, dunque, appena finito il secondo conflitto mondiale - Collezione: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)

Del 1949 - Collezione: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)
Del 1945 - Collezione: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)

Del 22 giugno 1948 - Collezione: Bruno Calatroni di Vallecrosia (IM)
 
Senza grandi pretese...
 
Adriano Maini