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martedì 7 aprile 2026

Passata anche Pasquetta...



Alla fine non si resiste alla tentazione di scrivere qualcosa su Domenica delle Palme e su picnic di Pasquetta. Nonostante il fatto che siano argomenti alquanto abusati. E nonostante il fatto che in merito ci siano un po' in tutte le famiglie discreti numeri di fotografie d'epoca.
 

Fonte: Arturo Viale

La pubblicazione da parte di Arturo Viale di un'immagine del 1910 che ritrae i nonni paterni insieme ad altre tre signore o signorine mentre esibiscono i tradizionali "parmureli" o similari simboli della ben nota ricorrenza ha bloccato per giorni la detta velleità. Ma pensare ad una giovane di Via Lagazzi di Bordighera - la nonna di Arturo, Caterina Gaggero, futura autrice dell'importante "Diario di guerra 1943-1945" che andava - o era già andata - sposa a Ventimiglia del nonno Arturo Viale - sì, omonimo del nipote - per poi abitare per decenni in zona Ville, ha destato più di una ricerca.
 


Ed almeno un esito di discreto rilievo lo ha prodotto: la fotografia di una bambina di tre-quattro anni, il cui padre era internato militare della Germania nazista in un lager in Polonia, in Via Febo a Bordighera con in mano il suo bravo "parmurelo" sul finire della seconda guerra mondiale, testimonianza dell'ostinato desiderio di andare avanti dei suoi familiari.
Viene da scherzare sulle ricorrenti polemiche tra Sanremo e Bordighera sull'invio dei "parmureli" in Vaticano, un'usanza che discende dal privilegio - quello di inviare oltre Tevere i vegetali occorrenti per celebrare la Domenica delle Palme - accordato a capitan Bresca, sanremasco, come ringraziamento per il famoso consiglio dato per issare l'obelisco di Piazza San Pietro (vicenda che ogni tanto qualcuno, interpretando forse a modo suo antichi documenti, mette anche in dubbio): l'uomo di mare ed i suoi discendenti, tuttavia,  si sarebbero a lungo riforniti solo di palme di Bordighera e non di Sanremo. C'è un articolo su "Famiglia Cristiana", che compie un ampio excursus storico sulla faccenda  e tecnico - per secoli la fornitura consistette in foglie di palme essicate, che venivano intrecciate nella città eterna -, ma vola alto sulla disputa, che invece pare alimentata da altre fonti giornalistiche, tese a mettere in maggiore evidenza la primogenitura di Bordighera, aspetto che è il vero oggetto della contesa. Si potrebbe, poi, ironizzare sul fatto che nel ponente ligure per la Domenica delle Palme non si notano più davanti alle chiese fotografi professionisti attrezzati anche con agnelli vivi e gigantesche finte uova di Pasqua da usare quali elementi aggiunti dei loro lavori.
 

Madonna delle Virtù. 1954. Foto Mariani?


Su Pasquetta, invero, si potrebbero dire ancora meno parole. In tanti rammentano ancora gli anni gloriosi degli appuntamenti al tradizionale - ancora oggi, ma solo per i riti religiosi celebrati nell'omonimo Santuario - sito della Madonna delle Virtù di Ventimiglia. Qualcuno per Bordighera può rimarcare le diffuse scampagnate nel declivio più o meno sotto la Torre dei Mostaccini. Più sporadiche erano le presenze nella pineta a ponente di Via Coggiola. Ma da Bordighera diverse persone si recavano pure, non fosse altro per ritrovarsi colà con parenti ed amici, alla Madonna delle Virtù, dove forse agivano anche fotografi ufficiali. 
Si trattava sempre di discrete camminate a piedi. In un tempo in cui non si era ancora sviluppata la motorizzazione di massa c'erano al massimo tappe di avvicinamento fatte sui mezzi pubblici.
Ancora. Vecchie giornate di Pasquetta in riva al mare (ma queste sono sempre di attualità); altre, più estemporanee, qui già menzionate; l'allegra brigata che frequentava il casone di Località Castiglione di Camporosso - va da sé - anche in tale festività.
In ogni caso c'è sempre qualcosa che si dimentica...

Adriano Maini

domenica 26 ottobre 2025

Erano appena iniziati gli anni Trenta


Una persona spediva a Bordighera da Alassio il 23 giugno 1931 una fotografia, sul cui retro è rimasto scritto che il destinatario era atteso per una visita in quella cittadina e che gli uomini ritratti nella richiamata immagine davanti al Monumento ai Caduti in guerra di Cuneo erano impiegati della nota località balneare, i quali erano stati proprio quell'anno in visita al capoluogo della Provincia Granda.
Chi ricevette la missiva era stato, invero, giardiniere ad Alassio, ma a quella data lavorava - od era in procinto di farlo - come vigile urbano nella città delle palme: questo, benché fosse uno sloveno, nato sotto l'Impero Austro-Ungarico; in ogni caso subì l'italianizzazione forzata del cognome. Di lì a breve sarebbe anche andato ad abitare con la sua famiglia ai Gallinai.
Era un periodo, quello, di prime immigrazioni nella Riviera dei Fiori, venute da lontano, alcune anche attinenti la storia ed alcuni personaggi di rilievo, la maggior parte concernenti vicende minute, quali quelle qui menzionate.


Uno scatto dello Studio Mariani, che riprende una manifestazione motoristica nei Giardini Pubblici di Ventimiglia, donato - perché lei era presente - da una ragazza ai cugini, compendia un aspetto del discorso: la signorina non era domiciliata da molto nella città di confine, ma i suoi genitori ed i fratelli maschi erano già stati in grado di dare indicazioni utili per alloggio e lavoro agli altri richiamati parenti, anche loro arrivati nel 1932, dopo un breve esperienza nel Nizzardo, dalla  provincia di Parma.


Uno dei cuginetti, prima di affrontare il viaggio, aveva fatto in tempo il 29 luglio 1931 a lasciarsi ritrarre - dopo ripetute insistenze della madre - nei luoghi natii in sella ad un cavallo, che lo faceva apparire ancora più piccolo.
E, se tali animali, superbi o meno che fossero, erano allora adibiti in prevalenza alle fatiche dei campi, non può non fare sorridere che a distanza di più di novant'anni in questa zona di stabilimento definitivo di quegli emiliani non siano attualmente in proporzione davvero pochi i maneggi di equitazione.

Adriano Maini