sabato 4 luglio 2026

Ancora la spiaggia di Nervia


Ventimiglia (IM): cavalcavia di Nervia

Ventimiglia (IM): Vico del Pino

Ventimiglia (IM): Via Nervia lato Vico del Pino

Per andare in spiaggia diversi abitanti di Nervia di Ventimiglia, della zona a levante del cavalcavia,  in particolare i più giovani, anziché raggiungere quella di Camporosso Mare, più vicina, avevano, soprattutto nei primi anni Sessanta, l'abitudine di fare un giro piuttosto largo: cavalcavia, appunto, Vico del Pino, Via Nervia, Via Porro, allora poco più grande di un sentiero. Per sostare in genere  a levante in prossimità della foce del torrente Nervia.
Ventimiglia (IM): tratto iniziale di Via Porro




I luoghi oggi sono da anni decisamente cambiati, ma allora lungo quel percorso si potevano vedere un uomo piuttosto anziano, nonno di due ragazzotti quasi sempre transitanti di là, intento sugli scalini di una casa a intrecciare su qualche sedia vimini o altre acconce erbe selvatiche, che aveva direttamente raccolto sulla riva del torrente; uno studente della classe del 1949 impegnato a dare acqua in una campagna di sabbia dove crescevano rigogliose carote; il bidello, anche pescatore, che rammendava le sue reti; il campeggio classico con le tende portate da casa dai turisti, quasi tutti del nord Europa, tra i quali tante ammirate tedeschine.
Era in quella strettoia che in una certa combriccola Raoul, in vacanza dai cugini, alla fine stressato dalle continue richieste di informazioni di un suo coetaneo circa Elvis Presley, gli canticchiava qualche accenno di canzone, di quelle che alla radio non si erano ancora sentite. Il giovane, che veniva da Roma, dove a suo dire aveva contatti intriganti con certi americani, dai quali poteva rifornirsi a buon prezzo di jeans, ma soprattutto di inediti dischi del re del rock and roll, un po' in effetti assomigliava al famoso Elvis. Impostava la sua camminata su quella del dinoccolato esecutore di "Love me tender" e di tanti altri successi. Il tutto sembrava una garbata presa in giro ed un diplomatico modo di tenere le distanze rispetto a chi gli chiedeva con insistenza che l'anno dopo, tornando a Nervia, portasse con sè qualche vinile con vecchie e nuove esecuzioni di Presley da fare ascoltare momentaneamente al suo tormentatore: il che non accadde mai.
Proprio di recente, Raoul si è fatto in qualche modo vivo, facendo circolare tramite il cugino un video da lui ricavato con l'intelligenza artificiale applicata ad una vecchia foto di gruppo scattata proprio al mare: quasi tutti i destinatari sulle prime non hanno capito l'ennesimo scherzo tirato dall'ineffabile Raoul, pensando, invece, proprio ad un filmino girato a quell'epoca.
Le compagnie estive, come è logico, si componevano e si ricomponevano di continuo, in una continua simpatica allegra confusione di incontri tra ragazze e ragazzi che in una località abbastanza piccola come Nervia si conoscevano già quasi tutti. Si aggregavano anche gli adulti, anche per dare quattro calci a qualche palla di gomma, facendolo in genere meglio dei minori, i quali spesso toccavano pietre anziché la sfera. Le compagnie si disperdevano per svariati motivi: c'era ad esempio chi lavorava d'estate e chi fece qualche esperienza di atletica leggera. In diversi non seppero più nulla dello stesso Raoul. Prese presto, invece, a recarsi altrove al mare la ragazza che intraprese per un po' di tempo la strada dei concorsi di bellezza.

I sodali della richiamata combriccola non usarono mai, invece, lo stretto, angusto passaggio tra le canne in sponda destra del torrente, accessibile da Via Gradisca, derivazione della Via Aurelia, sottostante il vecchio distributore di benzina, che li avrebbe portati più velocemente a destinazione a fianco del Deposito locomotori: forse era ignoto, forse non era ancora aperto.


In ogni caso la spiaggia, per lo meno vicino alla foce del Nervia, era molto diversa dallo stato attuale: in certe estati ci si doveva arrampicare su vere e proprie collinette di sassi, addossate ai muraglioni del Deposito dei locomotori.


Qualcuno prese, poi, ad andare più a ponente, dove, allo sbocco di Via Nervia, sorgeva il piccolo bar che vendeva deliziosi pan bagnau di cui qui si è già detto.
Si potevano allora incontrare altri amici - della zona di Via Dante - di Carlo, che nel frattempo se ne era andato a Parma. Tra i nuovi frequentatori vi era anche un altro Carlo, meno estroverso del primo, ma altrettanto animatore di allegre brigate: presente, ma non partecipe all'iniziativa, quando venne reclutato per una vendemmia nel Var un ragazzotto abitante del posto, il cui fratello probabilmente era già intento ad apprendere i rudimenti della pesca in alto mare. E, forse, a sbirciare i segreti della costruzione di barche e di piccoli battelli del modesto cantiere adiacente, largamente inosservato dai bagnanti più giovani. Disattenti, del resto, su tanti altri aspetti più materiali della regione, come un nuovo ristorante più verso la foce e così via.
Verso la fine degli anni Sessanta quella spiaggia di Nervia vedeva dunque arrivare anche giovani dal centro di Ventimiglia. In più, non solo era frequentata, come adesso, da bagnanti della Val Nervia, perché per loro la più comoda, ma da ragazze e ragazzi di Vallecrosia e di Bordighera, perché a quanto pare misteriosi richiami si erano sparsi per l'aria.
Arrivavano di sera là, dove non c'era ancora una vera passeggiata - anzi, a levante era tutto, come in altra occasione già riferito, uno sterrato - anche famigliole in cerca di fresco, anche da abbastanza lontano. 
Nessuno, tuttavia, ricorda il profumo intenso - nel periodo canonico - dei pitosfori in fiore del muretto di cinta della villetta che ormai è stata demolita.

Adriano Maini