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lunedì 19 ottobre 2026

... ed altre fotografie (forse) curiose, scelte a caso


Verso la fine degli anni anni Venti una fotografia - forse scattata a Torino - ebbe al pari - si presume - di altre come sfondo Bussana al Mare di Sanremo. La persona ritratta fece per combinazione con la famiglia un breve soggiorno nella città dei fiori, prima del suo definitivo approdo a Bordighera.


A Bordighera c'è ancora il ristorante sul mare, sulla cui terrazza nell'agosto del 1949 un cameriere venne sorpreso dall'obiettivo in un curioso atteggiamento.

Cervo (IM)

A luglio 2017 tanti vicoli di centri storici della Liguria risultavano rivestiti di tappeti rossi: ci furono anche polemiche per queste spese della Regione, ritenute da molti superflue.


In quel periodo - probabilmente anche in altre occasioni -  a San Bartolomeo al Mare la Torre di Santa Maria in Località Stagnoni della Madonna chiudeva la prospettiva di una manifestazione commerciale.


A settembre 2017 a San Michele, Frazione di Olivetta San Michele, lungo la statale del Col di Tenda, ma all'angolo con Piazzale Limon due piccole biciclette stavano appese in verticale, una al palo segnaletico, l'altra ad un albero, magari in concorrenza con quella più famosa - e più grande - del campanile di Apricale: in ogni caso non degnate di uno sguardo da una giovane ragazza, tutta impegnata, seduta all'esterno dell'antistante bar, a compulsare il suo apparecchio telefonico.


A giugno 2018 nel Parasio di Imperia biancheria intima e lenzuolo  (un'abitudine consolidata?) semicelavano alla vista una lapide dedicata ad un patriota del Risorgimento, Giuseppe Elia Benza, ma non al punto da obliterare la sua collaborazione con Giuseppe Mazzini, e neppure i suoi "costumi illibati".


A settembre 2018 in un'edicola votiva di un vicolo del centro storico del Paese Alto di Bordighera la statuetta sembrava guardare con una certa preoccupazione la traballante traversina messa contro le intemperanze dei piccioni.


Certamente allegro risultava a luglio 2017 lo scenario costruito in un caruggio di Airole intorno ad una colorita cassetta postale privata.

Adriano Maini

giovedì 20 marzo 2025

L'orologiaio di Olivetta San Michele aveva un viso aguzzo




Uno spazio attrezzato come quello della Piazza Erio Tripodi in Vallecrosia avrebbe fatto comodo anni fa per lo svolgimento di una Festa de l'Unità, che, in effetti, ebbe luogo tante volte in quell'area, dove non era ancora stato eretto il Memoriale dedicato ai detenuti del campo di transito per ebrei e prigionieri politici, aperto dalle autorità fasciste della Repubblica di Salò per diversi mesi del 1944, e dove il bar in concessione pubblica era situato in una posizione più defilata.

L'argomento "Feste de l'Unità", oggi molto rare, a prescindere da altri rivoli di possibili racconti, può essere un appiglio - ma ce ne sono altri - per rivisitare aspetti minuti e in larga misura diversi della politica di un tempo.

Ad Airole. Fonte: Lorenzo Rossi

Ancora ad Airole. Fonte: Salvatore Alfano

Non sarà inusuale che un sindaco, presente o futuro, o un assessore o un semplice consigliere comunale partecipi direttamente ad eventi sportivi, anzi, forse appariva più strano decenni fa.

Fioccavano, nella zona tra Bordighera e Ventimiglia e relativo entroterra, i soprannomi: i sindaci "Pippo" e "Miliu", il referente comunista "quello del bue" e così via, in un'allegra confusione di parole e suoni dialettali.

Olivetta San Michele (IM)

L'orologiaio di Olivetta San Michele aveva un viso aguzzo con baffi sottili, quasi un sosia di Sergio Tofano, quest'ultimo creatore per il Corriere dei Piccoli delle avventure del Signor Bonaventura, attore, uomo di teatro, regista, scrittore, che qualcuno ricorderà, dotato di barba e capelli bianchi fluenti, intrigante interprete dell'abate Faria nella molto datata riduzione televisiva de "Il Conte di Montecristo".
L'artigiano in questione, già anziano, provvedeva in loco al tesseramento del Partito comunista, concernente ben poche persone, alla presenza alle riunioni tenute nel bar trattoria del paese eponimo ed ai comizi, a poco altro ancora: una situazione diffusa, prima dei successi elettorali comunisti del 1975 e del 1976, in tanti borghi di valle, di collina e di bassa montagna, della zona di frontiera - con la grande eccezione di Perinaldo -, per non aggiungere di tutto l'Imperiese.
Tornando direttamente al personaggio, viene da supporre, ad usare un eufemismo, che, pur essendo conosciuto e stimato, come si vide in occasione del suo funerale, non avesse, appiedato com'era e data la discreta estensione territoriale di quel comune, soverchie occasioni di fare attività nelle frazioni di Fanghetto e di San Michele in Val Roia né in quella e nelle case sparse di Val Bevera. E, con ogni probabilità, date le citate premesse, neppure tanti clienti.

A Dolceacqua (IM). Archivio Moreschi

A Dolceacqua (IM). Archivio Moreschi

In sostanza, una situazione tipica, allora, di tanti paesi, in quanto negli anni Settanta erano retti tutti, con l'esclusione già vista di Perinaldo e della vicina Soldano, dove il sindaco era socialdemocratico, da primi cittadini democristiani, ancorché eletti in liste civiche, indubitabili protagonisti di svariate cerimonie, come quelle fotografate intorno al 1969 da un gruppo di amici di Sanremo, ricercatori di realismo e conservate da Alfredo Moreschi.

In quel periodo un assessore democristiano di Ventimiglia, quando si recava a Roma per compiti istituzionali, non mancava di procurarsi un appuntamento con il suo vecchio compagno di scuola Angelo Oliva, all'epoca vice responsabile della Sezione Esteri del Partito comunista, il quale fece conoscere all'amico tutti i migliori ristoranti della Suburra e diversi risvolti, anche confidenziali, ma non troppo, della sua attività in giro per il mondo.

Adriano Maini