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giovedì 24 settembre 2026

Sotto i portici di Via Bonfante

La zona dell'ex stazione ferroviaria di Porto Maurizio ad Imperia in una foto del 2016



Per curiosare come ospite occasionale nel vissuto di una città come Imperia è molto forte la tentazione di partire, a titolo indicativo, dalla scalinata antistante la ex stazione ferroviaria di Porto Maurizio, affrontata da studenti pendolari ad esempio del Nautico o da chi, a seconda dell'orario, anche con affanno doveva ancora prendere un autobus di linea per recarsi ad Oneglia. Era più comoda - relativamente - la situazione - per gli impiegati ed i visitatori degli uffici - Provveditorato agli Studi, Amministrazione Provinciale - con sedi raggiungibili da una stradina più a levante, sempre in salita, ma un po' più dolce.
 

I pendolari, se interessati, potevano degustare in loco o portare a casa, anche per la delizia dei loro cari, deliziosi maritozzi alla panna, da fare invidia a quelli di Roma, che trovavano in un bar posto all'inizio di ponente di Viale Giacomo Matteotti, la via Aurelia in quel punto. 
La situazione è cambiata da qualche anno con l'unica fermata dei treni a Castelvecchio, che pare abbia comportato un robusto incentivo del ricorso ai mezzi su gomma sia privati che pubblici.
Si potrebbe continuare con qualche celia sulla persistenza di pendolari ad Imperia, dato che la città è capoluogo di provincia, ma gli accenni già fatti possono essere sufficienti, senza entrare in casi riguardanti più specificamente Oneglia.
 

Imperia: la casa, sul Parasio, dove nacque Felice Cascione, eroe della Resistenza, medaglia d'oro alla memoria


Prima di persistere sul tracciato di minuti aspetti di costume sociale, è d'uopo ricordare che Imperia ha alle spalle una storia importante, soprattutto nella Resistenza. Ed un passato di città industriale, pertanto, operaia.
 
Imperia: un treno d'epoca nella stazione ferroviaria di Oneglia nel 2016

Imperia: la zona della stazione ferroviaria di Oneglia nel 2012

Imperia: il porto di Oneglia nel 2011

Su questo blog ci si è già soffermati su fatti materiali d'epoca quali vecchi treni, cinema pomeridiani in giorni feriali, l'attrazione esercitata dal porto di Oneglia con la calata colma di merci e l'arrivo dei pescherecci, i campionati provinciali studenteschi di atletica leggera.
 
Imperia: Via Foce ad Oneglia

Imperia: il ponte della Via Aurelia sul torrente Impero

In tale ottica si potrebbero rammentare le vecchie sedi dei partiti. Ancora alla fine degli anni Settanta quella del Partito socialista e quella del Partito comunista (prima di essere spostata in Via San Giovanni) erano molto vicine, la prima in Via Foce, proprio in tangente all'arteria dell'altra, sita sulla Via Aurelia (lì Corso Repubblica): non si contano le volte in cui per riunioni militanti comunisti posteggiavano le loro auto davanti alla Federazione dei cugini. La sede provinciale democristiana, oggi sotto altra insegna, guardava - come tuttora guarda - il traffico in prossimità del ponte sul torrente Impero dalla parte della sponda sinistra del corso d'acqua, piccoli incroci compresi, come quello per l'ospedale, in ogni caso quasi ad un tiro di fionda dagli altri due partiti.
 

Imperia: uno scorcio dei portici di Via Bonfante ad Oneglia

E se ancora al giorno d'oggi - come si racconta - più a levante sotto i portici di Via Bonfante nel tardo pomeriggio sussiste un flusso incessante di persone che passeggiano per conversare, incontrare, salutare, fare compere, produrre occasionali incontri da cui derivavano e derivano improvvisati inviti a pranzo o a cena, in quegli anni spiccavano personaggi della politica che continuavano o anticipavano per gruppi omogenei le loro riunioni, ma che non mancavano di salutare con grande cortesia i loro avversari qualora incontrati. Nelle aree circostanti c'era ancora qualche sala cinematografica in più. 

Imperia: Borgo Foce

Imperia: la Passeggiata degli Innamorati
 

Imperia: Borgo Marina

Imperia: uno scorcio del porto di Porto Maurizio

Imperia: Spianata di Borgo Peri

Imperia: Spianata di Borgo Peri

Imperia: Collegiata di San Giovanni Battista

Imperia: la Basilica di San Maurizio

Gli imperiesi possono, poi, apparire agli occhi degli estranei anche gelosi - ed anche gelosi tra di loro - di angoli della loro città - quelli sul mare, soprattutto - e di loro abitudini consolidate, legate a quei luoghi. Spiccano in tal senso da ponente a levante Barbarossa, Roncalli, Borgo Foce, Borgo Marina, Galeazza, Borgo Peri e così via, posti di sicuro interessanti, con tante vicende da raccontare, al netto, inoltre, di quelle riguardanti grandi valori monumentali e naturalistici come il Parasio, la Basilica di San Maurizio, la Collegiata di San Giovanni Battista, il Santuario di Montegrazie, le vecchie frazioni, diverse ville, giardini botanici...

Adriano Maini

domenica 12 luglio 2026

Rileggendo vecchi post...

Ventimiglia (IM): il Municipio

L'intenzione di rievocare qui l'esperienza di "Radio Squadra" a Ventimiglia nel marzo 1959, una trasmissione che coinvolse decine di scolari delle elementari, prese le mosse anni fa dalla lettura occasionale del testo della canzone in dialetto di Ventimiglia "Legenda ventemigliusa" (Leggenda ventimigliese), pubblicato con traduzione a fianco da una signora della città di confine su di un blog non ligure, che intende tuttora valorizzare la cultura popolare italiana. Lo spunto per addentrarsi in quella particolare "Radio Squadra" derivava dal vago ricordo di quella melodia intonata in coro nell'occasione dai bambini partecipanti. Ci volle del tempo per definire meglio su queste colonne quell'evento, che non si è mai prestato a particolari rievocazioni da parte di altre pubblicazioni locali.
Ha evitato in proposito il rischio di fare pensare a qualche parto della fantasia la abbastanza recente pubblicazione su Facebook da parte di terze persone di qualche loro fotografia, soprattutto una che ha immortalato davanti al Municipio tutto il gruppo coinvolto, compresi maestre e maestri che avevano accompagnato gli scolari dai rispettivi plessi.

Il passaggio del Rex davanti alla Riviera dei Fiori è tema che affiora tuttora di tanto in tanto. Qualche abitante fortunato del posto vi era anche salito a bordo come passeggero. Un pregresso racconto di memorie in proposito di ragazzini, i quali assistettero entusiasti a diversi passaggi di quel transatlantico davanti alla costa della Riviera dei Fiori, aveva suscitato il commento di chi era ancora in contatto con il nipote del comandante di quella superba nave in occasione delle prime traversate. Ed il dono da parte di Alfredo Moreschi di una fotografia del Rex fatta da suo padre Gianni.

Fonte: Archivio Moreschi

Moreschi ha consentito, poi, di far rivivere, con immagini inedite per gli stessi organizzatori, i momenti salienti di un'importante manifestazione sindacale avvenuta a Ventimiglia il 19 novembre 1969. Questo grazie al fatto che Moreschi ed altri amici erano in quel periodo impegnati a livello amatoriale in una sorta di ricerca sul campo di carattere neorealista.

Alfredo Moreschi ha, altresì, permesso di documentare la presenza a Sanremo in più occasioni di Ferenc Puskàs, il grande asso ungherese del calcio. E della partita Sanremese-Honved (4-7) del 2 gennaio 1957, un'amichevole giocata nella città dei fiori, alla quale, però, Puskàs fece da spettatore: era il periodo in cui i giocatori della squadra magiara, non ancora rientrati in patria dopo i tragici fatti del novembre 1956 che li aveva colti all'estero per una partita dell'allora Coppa dei Campioni, stavano ancora meditando sul loro avvenire (qualcuno ritornò poi a casa) o, se avevano già fatto la scelta di militare in un club spagnolo, come era per Puskàs, dovevano attendere lo scioglimento di taluni nodi burocratici. Anche se tuttora non se ne scrive nei libri dedicati a Bordighera, nei quali magari si indugia su altri fatti di carattere privato là vissuti da Puskàs, si può sottolineare che altre persone attestano di quando Puskàs si allenava (palleggiava sul Capo!) con i ragazzi della "Giovane Bordighera".


Non tutti i lettori hanno apprezzato i fumetti degli anni '50. Chi perché leggeva e conosceva solo giornalini quali il "Corriere dei Piccoli", chi per deliberata scelta personale. In ogni caso, per quelle strisce si è trattato di un singolare fatto di costume.

Su Collasgarba, collina di levante di Ventimiglia (e in parte di Camporosso) e la sua storia più recente in pratica si raccolgono, purtroppo, solo dei pettegolezzi.

Rileggendo, appunto, vecchi post...

Adriano Maini

lunedì 16 settembre 2024

Ancora Nervia


Nervia di Ventimiglia, ingresso di levante della città, prima del cavalcavia, incrocio della strada provinciale che si inoltra oltre Pigna, punto di passaggio per molte persone obbligato, per ciò stesso, forse, luogo non molto ricordato per le sue vicende di maggiore cultura popolare.
 
Ventimiglia (IM): una casa di Nervia colpita dai bombardamenti aerei del 10 dicembre 1943. Fonte: Silvana Maccario

Interessata dalla Storia - ad esempio, è d'uopo rammentare la città romana, sita, invero, per un po' più a ponente della zona qui indicata, ma con resti in loco; il castello, il monastero e le torri medievali; gli opposti trinceramenti durante la guerra di successione austriaca; il terribile bombardamento aereo del 10 dicembre 1943 (ma anche altri) - questa parte di Nervia è stata a lungo interessata da intensi momenti di minute, ma significative relazioni sociali: a titolo indicativo si sottolineano la costruzione di carri, prima ed ancor dopo il secondo conflitto, per la Battaglia di Fiori di Ventimiglia, aspetto di attrazione anche per chi non del posto; una maggiore presenza di ferrovieri, magari solo di passaggio, indotta dalla presenza del deposito locomotori; la banalità - tale, probabilmente, oggi - degli spostamenti in corriera di tante persone che a Nervia cambiavano il mezzo e nelle attese facevano conoscenze ed amicizie; l'attrattiva, scaglionata nel tempo, di due esercizi pubblici molto frequentati.
Una sorta di grande piazza, insomma.
Oggi rimangono a questa Nervia negozi, non tutti di prima necessità, e traffico.

Adriano Maini