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mercoledì 9 settembre 2026

Ragazze anni Cinquanta con cappelli da bersagliere

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Ventimiglia (IM): rotonda del Resentello

Camporosso (IM)

Vallecrosia al Mare (IM)

Da sempre le passeggiate a mare si prestano a fare da sfondo per scatti fotografici. Ma anche le spiagge, sino alle battigie. Nel caso di Bordighera forse ancora di più.
Possono anche verificarsi aspetti singolari. In un album privato a Genova c'è un'immagine dei primi anni Cinquanta, che riprende tre giovani ragazze - due sorelle ed un'amica - abbracciate, sorridenti e ciascuna con un cappello da bersagliere in testa, piazzate su una rotonda di Bordighera. Si deve tirare ad indovinare se si vuole capire dove si fossero procurate quei copricapi: di sicuro era anche un atto sfrontato rispetto al grigio conformismo dell'epoca e se avevano provveduto alla bisogna coetanei militari in licenza c'è da sperare che questi ultimi non siano incorsi in sanzioni disciplinari.
Si potrebbe fare la stessa affermazione di carattere sociale per un'altra fotografia di quella raccolta, fotografia dove non appare più l'amica, ma si aggiunge una terza sorella; e forse si risale indietro di qualche anno. In ogni caso le fanciulle sono in una spiaggia sempre di Bordighera, sono disposte a raggiera, abbracciate e indossano costumi interi da bagno: solo che la tradizione orale tramanda di indumenti di lana rossa che, se intrisi d'acqua, iniziavano a ballare da ogni parte...
 

Bordighera (IM)

Bordighera (IM)

Ventimiglia (IM): spiaggia di Nervia

In effetti, non sono rari neppure gli scatti riguardanti gli arenili, se non scogli ed il mare. Ed anche con qualche scorcio panoramico. 


Capita un po' a tanti in proposito di smarrire foto che in oggi apparirebbero curiose. Anche quelle di gruppo in diversi luoghi, con persone di cui non ci si ricorda neanche più. Talora, per fortuna, se ne ritrovano... 

Ventimiglia (IM): la palestra ex GIL


Si rinvengono, invece, o vengono trasmesse da terzi, immagini di vari eventi - alla palestra ex GIL di Ventimiglia, ad esempio -, di case scomparse, di mezzi desueti. 

Ventimiglia (IM): un carro della Battaglia di Fiori del 1985

Non manca, poi, come qui già anticipato, il "ripescaggio" di istantanee relative alla Battaglia di Fiori di Ventimiglia. Trascurando altre possibili riflessioni in materia, come per i carristi. Va sottolineato che le pellicole a colori del sistema analogico di un troppo lungo periodo rivelano allo stato attuale tutti i loro limiti. 

Adriano Maini 

sabato 4 luglio 2026

Ancora la spiaggia di Nervia


Ventimiglia (IM): cavalcavia di Nervia

Ventimiglia (IM): Vico del Pino

Ventimiglia (IM): Via Nervia lato Vico del Pino

Al giorno d'oggi la situazione deve essere diversa, non fosse altro che si usano di più i mezzi meccanici di locomozione, ma per andare in spiaggia diversi abitanti di Nervia di Ventimiglia, della zona a levante del cavalcavia,  in particolare i più giovani, anziché raggiungere quella di Camporosso Mare, più vicina, avevano, soprattutto nei primi anni Sessanta, l'abitudine di fare un giro piuttosto largo: cavalcavia, appunto, Vico del Pino, Via Nervia, Via Porro, allora poco più grande di un sentiero. Per sostare in genere  a levante in prossimità della foce del torrente Nervia.
Ventimiglia (IM): tratto iniziale di Via Porro




I luoghi di cui qui si dice con la costruzione - dieci anni dopo circa le situazioni e gli episodi qui tratteggiati - di tanti palazzoni sono decisamente cambiati. Allora, però, lungo il percorso appena citato, che si snodava tra campagne ancora coltivate, si potevano vedere un uomo piuttosto anziano, nonno di due ragazzotti quasi sempre transitanti di là, intento sugli scalini di una casa a intrecciare su qualche sedia vimini o altre acconce erbe selvatiche, che aveva direttamente raccolto sulla riva del torrente; uno studente della classe del 1949 impegnato a dare acqua in un appezzamento di sabbia dove crescevano rigogliose carote; il bidello, anche pescatore, che rammendava le sue reti; il campeggio classico con le tende portate da casa dai turisti, quasi tutti del nord Europa, tra i quali tante ammirate tedeschine.
Era in quella strettoia che Raoul, compagnone di una delle varie combriccole, in vacanza dai cugini, alla fine stressato dalle continue richieste di informazioni di un suo coetaneo circa Elvis Presley, gli canticchiava qualche accenno di canzone, di quelle che alla radio non si erano ancora sentite. Il giovane, che veniva da Roma, dove a suo dire aveva contatti intriganti con certi americani, dai quali poteva rifornirsi a buon prezzo di jeans, ma soprattutto di inediti dischi del re del rock and roll, un po' in effetti assomigliava al famoso Elvis. Impostava la sua camminata su quella del dinoccolato esecutore di "Love me tender" e di tanti altri successi. Il tutto sembrava una garbata presa in giro ed un diplomatico modo di tenere le distanze rispetto a chi gli chiedeva con insistenza che l'anno dopo, tornando a Nervia, portasse con sè qualche vinile con vecchie e nuove esecuzioni di Presley da fare ascoltare momentaneamente al suo tormentatore: il che non accadde mai.
Proprio di recente, Raoul si è fatto in qualche modo vivo, facendo circolare tramite il cugino un video da lui ricavato con l'intelligenza artificiale applicata ad una vecchia foto di gruppo scattata proprio al mare: quasi tutti i destinatari sulle prime non hanno capito l'ennesimo scherzo tirato dall'ineffabile Raoul, pensando, invece, proprio ad un filmino girato a quell'epoca.
Le compagnie estive, come è logico, si componevano e si ricomponevano di continuo, in una continua simpatica allegra confusione di incontri tra ragazze e ragazzi che in una località abbastanza piccola come Nervia si conoscevano già quasi tutti. Si aggregavano anche gli adulti, anche per dare quattro calci a qualche palla di gomma, facendolo in genere meglio dei minori, i quali spesso toccavano pietre anziché la sfera. Le compagnie si disperdevano per svariati motivi: c'era ad esempio chi lavorava d'estate e chi fece qualche esperienza di atletica leggera. In diversi non seppero più nulla dello stesso Raoul. Prese presto, invece, a recarsi altrove al mare la ragazza che intraprese per un po' di tempo la strada dei concorsi di bellezza.




I sodali della richiamata combriccola non usarono mai, invece, lo stretto, angusto passaggio tra le canne in sponda destra del torrente, accessibile da Via Gradisca, derivazione della Via Aurelia, sottostante il vecchio distributore di benzina, che li avrebbe portati più velocemente a destinazione a fianco del Deposito locomotori: forse era ignoto, forse non era ancora aperto.



In ogni caso la spiaggia, per lo meno vicino alla foce del Nervia, era molto diversa dallo stato attuale: in certe estati ci si doveva arrampicare su vere e proprie collinette di sassi, addossate ai muraglioni del Deposito dei locomotori.



Qualcuno prese, poi, ad andare più a ponente, dove, allo sbocco di Via Nervia, sorgeva il piccolo bar che vendeva deliziosi pan bagnau di cui qui si è già detto.
Si potevano allora incontrare altri amici - della zona di Via Dante - di Carlo, che nel frattempo se ne era andato a Parma. Tra i nuovi frequentatori vi era anche un altro Carlo, meno estroverso del primo, ma altrettanto animatore di allegre brigate: presente, ma non partecipe all'iniziativa, quando venne reclutato per una vendemmia nel Var un ragazzotto abitante del posto, il cui fratello probabilmente era già intento ad apprendere i rudimenti della pesca in alto mare. E, forse, a sbirciare i segreti della costruzione di barche e di piccoli battelli del modesto cantiere adiacente, largamente inosservato dai bagnanti più giovani. Disattenti, del resto, su tanti altri aspetti più materiali della regione, come un nuovo ristorante più verso la foce e così via.
Verso la fine degli anni Sessanta quella spiaggia di Nervia vedeva dunque arrivare anche giovani dal centro di Ventimiglia. In più, non solo era frequentata, come adesso, da bagnanti della Val Nervia, perché per loro la più comoda, ma da ragazze e ragazzi di Vallecrosia e di Bordighera, perché a quanto pare misteriosi richiami si erano sparsi per l'aria.
Arrivavano di sera là, dove non c'era ancora una vera passeggiata - anzi, a levante era tutto, come in altra occasione già riferito, uno sterrato - anche famigliole in cerca di fresco, anche da abbastanza lontano. 
Nessuno, tuttavia, ricorda il profumo intenso - nel periodo canonico - dei pitosfori in fiore del muretto di cinta della villetta che ormai è stata demolita.

Adriano Maini