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martedì 15 settembre 2026

L'estate (secondo il calendario) sta finendo


Non era ancora estate, ma quest'anno erano poche le lucciole, a differenza della scorsa volta, a valle di un tratto di Via Romana a Bordighera più a levante del già segnalato incrocio con il torrente Borghetto, dove un tempo invece sciamavano numerosissime.
E torna in mente che forse in quella zona ci sono gli unici ippocastani dell'estremo ponente ligure da ritenere ormai secolari: una considerazione che è stata concordata in modo spontaneo con una nonna, che stava cogliendo per la nipotina, che le stringeva nelle mani con grande attenzione, le più piccole possibili tra le castagne d'India sparse sul marciapiedi, mentre rimane del tutto autonoma l'idea che quella sorta di palline marroni ormai possa solo interessare piccini in età pre-asilo infantile.
Fra tante presentazioni di libri fatte a Bordighera, comprese quelle della specifica rassegna, non hanno più avuto luogo per inopinati motivi quelle dei libri sull'ingegnere Giovanni Porcheddu e sul figlio Giuseppe.
Diverse persone quest'estate hanno fatto splendide fotografie di splendide versioni della luna: tra le immagini spiccava indubbiamente la "luna piena del Cervo", ma nessuno ha segnalato bizzarri ghirighori luminosi in cielo.
 




Si sono visti - con sempre come snodo Ventimiglia - treni e stazioni affollati, ed anche più volte il passaggio di un convoglio storico.
Non sono pervenute notizie di tornei amatoriali di calcio, ma forse ci si è un po' distratti.
Ci sono stati tra Bordighera e Ventimiglia grandi eventi di spettacolo, una tappa del concorso di Miss Italia, una mega rassegna canora anche di karaoke, rassegna "immortalata" dalle riprese di una televisione nazionale, altresì contrassegnata da polemiche per i costi e da ironie più o meno efficaci, in ogni caso da rimpianti per Battaglie di Fiori che non si fanno più.



La Riviera, però,  non è Riviera se non si parla di mare, di spiagge, di bagni.
 






 
Forse tra fiere, mercati ambulanti e vendite all'aperto più o meno tradizionali "al ribasso" si è inserita qualche novità, come a Ventimiglia: nelle occasioni non mancano mai le bande musicali. 
 

In questo contesto non è rimasta estranea Vallecrosia al Mare, che, da un lato, vede quasi completati i cartelli stradali con la nuova denominazione del comune e che, dall'altro, con un suo specifico evento, qui illustrato, però, con una fotografia di repertorio, pare quasi chiudere la bella stagione.
 



Stranamente in questi giorni si scorgono ancora qua e là ciuffetti di fiori turchini di alcune jacarande, ben oltre il canonico periodo, quella del Villino Nadenbousch a Bordighera, quelle di Via Aldo Moro sempre a Bordighera, una appena imboccata Via Braie a Camporosso arrivando da Vallecrosia al Mare...
 
Frivolezze estive...

Adriano Maini 

giovedì 20 agosto 2026

Dice ancora Gianfranco...


Aggiunge Gianfranco Raimondo ai suoi racconti che, in proposito del concorso di bellezza "Lady Italia", qui citato qualche mese fa, il medesimo era organizzato da un signore che aveva lo studio in una traversa della centralissima Via Manzoni a Milano e che aveva eletto Alassio a sede della maggior parte delle finali della sua manifestazione, ma non quella, come già visto, del 1965. Va da sé che la concorrente ventimigliese di quest'ultima edizione, la ragazza dal costume traforato di una certa fotografia con tanto di didascalia del quotidiano "l'Unità", non poteva non avere partecipato ad altre similari gare di carattere locale, di quelle presentate da Gianfranco: i due diventarono amici ed ebbero occasioni per rivedersi sporadicamente nel tempo a venire.
Sul Bar Irene Gianfranco sostiene che a metà anni Settanta il gestore organizzava pure attività complementari: come la festa hawaiana su una spiaggia di Latte, alla quale si presentarono, per via di un tam-tam davvero straordinario, avventori direttamente da Torino.
Molto prima, ai tempi della sua terza media, relegato nell'ultimo banco, dove non era molto visibile dalla cattedra vista la sua non eccelsa statura, Gianfranco si era dato da fare per scrivere un giornalino umoristico, ricopiato talora a mano - così come a mano era stato composto - dai compagni per velocizzarne la diffusione: si chiamava "L'Anacleto", dal nome di un personaggio creato da Franco Parenti per una trasmissione radiofonica di successo, "Anacleto gasista irrequieto", ed il nostro, con spavalderia da adolescente, metteva alla berlina non solo fatti scolatici, bensì anche quelli cittadini.
 

Ventimiglia (IM): a margine di una partita del torneo di calcio alla foce del fiume Roia del 1951. Foto: Mariani

Più o meno in quel periodo Gianfranco si diede d'impegno anche per la riuscita a Ventimiglia dei primi tornei di calcio amatoriale nel campetto alla foce del Roia, spiazzo approntato in fretta e furia da alcuni suoi amici dietro autorizzazione (oggi non più ammissibile, come già sottolineato in questo blog) del sindaco: specifica tra l'altro che "iniziò quasi in sordina ma dopo le prime edizioni furono costruite tribune e steccati; le curve sud e nord erano sulla passeggiata gremita di gente urlante e divertita e i ragazzi protagonisti sul campo furono per anni i beniamini dei ventimigliesi e dei numerosi turisti che avevano imparato a conoscere e ad apprezzare il torneo".
Molto pittoresca, poi, è la rievocazione che Gianfranco compie circa i vecchi luna park nella piazza antistante il Municipio di Ventimiglia: "se si voleva provare l'ebbrezza della velocità si andava sulle montagne russe o ottovolante, ma quello che mi affascinava era il 'muro della morte', una parete cilindrica sulla quale sfrecciavano coraggiosi motociclisti percorrendo più volte la circonferenza...".
Dice ancora Gianfranco...

Adriano Maini 

lunedì 1 settembre 2025

Guarda che luna!


Una gentile lettrice invia la fotografia di una luna dal colore molto rosso, apparsa pochi anni fa sopra Bordighera, immagine, a quanto pare, pubblicata in una derivazione di questo blog, ma non più rintracciabile in questo archivio, dove, invece, era rimasto solo uno scatto similare. La signora lo ha fatto in costanza della variabile presenza negli orari - di tragitti e di tinta (bianco, giallo, rame) - nei primi giorni di agosto dell'acclamato satellite, perché la pregressa immagine rappresenta forse un unicum. In ogni caso, è stato uno spettacolo ammirare circa un mese fa - come molte persone hanno fatto, non risparmiando pertinenti scatti - i migliori aspetti della luna in punti differenti e in momenti diversi della sera e della notte. Eppure, sembra irripetibile una certa scena di un anno fa, quando gli arabeschi disegnati da Selene, stelle, luci di barche sul mare (e qualche occasionale segnale di un aereoplano) sembravano invero originali. Senonché, proprio l'altro giorno ed ancora ieri, chi da queste parti avesse alzato gli occhi all'aperto avrebbe potuto scorgere una luna crescente pennellata di oro infuocato, quando per un passaggio più lungo intorno alla 23, quando per un passaggio più breve un po' più tardi, ma sempre sotto l'incombere di nuvole che avranno pure condizionato il fenomeno.

E si metta nel contesto il grandioso arcobaleno apparso poco fa in direzione Francia a sovrastare l'intera zona intemelia!


Ogni tanto qualcuno saluta ancora per strada Salvatore con il nomignolo "Acapulco", a lui affibbiato non si sa più se per ammirazione o per ironia - comunque, con un richiamo alla nota località del Messico, dove, come visto in alcune pellicole, le altezze per tali prodezze sono senza paragone ben maggiori - quando si esibiva in plastici tuffi dagli scogli di Sant'Ampelio di Bordighera, quelli tanto amati dallo scrittore, poeta ed artista Guido Seborga.


Più facile notare adesso, specie nella brutta stagione, gite romantiche in quel sito molto caro agli abitanti della città delle palme.

Per non ricorrere all'espressione forse in oggi non molto corretta "i vecchi definivano" si userà la perifrasi "molte persone una volta chiamavano gobba del cammello" - quando, invece, il paragone sarebbe stato più giusto con il dromedario - un punto preciso della Costa Azzurra molto visibile dall'estremo ponente ligure, che per molti sedentari è sempre stato l'orlo occidentale della catena dell'Esterel, che da alcuni velisti non è mai stato preso in considerazione e che, in genere, non viene ormai più neanche notato: secondo un diligente fotografo amatoriale ed escursionista nostrano si tratta di una altura nelle vicinanze di sud-est di Frejus.

Adriano Maini

mercoledì 9 luglio 2025

Ricordi da una notte di inizio estate

 
Questo è il racconto parziale di un incontro di qualche sera fa di sette persone, quattro delle quali dimorano tuttora nel centro storico di Ventimiglia Alta. Capitava al termine di un concerto lirico tenuto nella piccola arena del porto turistico della città di confine. Senonché l'apparizione qualche ora prima dell'arcobaleno, nunzio involontario dell'incombente notte, oltre che essersi manifestato come ormai tradizionale simbolo di pace, potrebbe avere assunto altri significati ed altre valenze, una strana e scombinata malia, insomma.
 



E così una delle signore, ragazza "padrona di casa" di una festa danzante di fine anni Sessanta nell'appartamento vicino all'uscita della Galleria degli Scoglietti su Marina San Giuseppe di Ventimiglia, proprio là dove oggi si affaccia lo scalo, abbina ancora, probabilmente perché presenti a quell'evento, il rampollo dell'illustre - ancor più, "notabile" - famiglia della città di confine e il giovanotto che arrivava da Nervia, da lei già conosciuto allo stabilimento balneare gestito dai genitori.
Furono partecipi anche due fratelli gemelli di Latte, floricoltori, ma ancor più valenti pescatori dilettanti. Anche il discendente di egregi lombi aveva insieme ai suoi campagne e villa in quella ridente frazione di ponente. Nessuno di loro conosceva ancora i versi della famosa canzone di Lucio Battisti "E la cantina buia...", ma se non era tale, perché situato al pianterreno, uno stanzone di un lungo edificio adibito a magazzini, a due passi dalla Via Aurelia in Latte, ospitava, intanto, altri pomeriggi danzanti, ai quali per paradosso partecipò con una qualche costanza solo il ragazzo di Nervia. Quest'ultimo, invero, a breve avrebbe ritrovato in uno di quei depositi i due germani in occasione di riunioni del Partito comunista, mentre avrebbe avuto altre possibilità per non perdere di vista il sodale benestante.
Rievocazioni strampalate, ancor più perché mutuate da esperienze condivise, a scalare, solo da tre fra i presenti. 
 


Potrebbe essersi aggiunta - in senso metaforico - la vigilanza effettuata dall'alto su quel sito dalle case e dai monumenti della città vecchia ad esercitare ulteriore influenza, per cui le affabulazioni di quel piccolo gruppo spaziarono su svariati temi, come quello attinente bambini che a metà anni Cinquanta si ritrovavano spesso per le chiacchiere tipiche di quell'età in uno o nell'altro negozio - guarda caso sempre di qualche genitore o parente di uno di loro - di Ventimiglia Alta. 
 


Sembrava a tutti singolare, comunque, la citazione di una particolare "inaugurazione" compiuta dal monello, che in seguito sarebbe andato ad abitare a Nervia, dell'edicola, per la quale sono stati appena celebrati dalla stampa i settant'anni di attività, "inaugurazione" consistente nella libertà concessa da benevoli proprietari di sfogliare - quel particolare cliente non sapeva ancora leggere, in attesa, com'era, di frequentare dalle Suore dell'Orto la "primina" - affascinanti fumetti a strisce, Capitan Miki, Il Grande Blek e così via.
 

Nessuno, forse, fece caso - ma spirava un forte vento di maestrale, che aveva in precedenza disturbato la soprano - al fatto se fosse già presente in cielo la luna piena, quella che di sicuro risplende in queste notti e che prima in forma non ancora compiuta, ed ancor più seminascosta dalle nuvole, riusciva, comunque, a mostrare all'incombere del nuovo dì tutta la bellezza del suo color rosso rame, affacciata sull'arco della vicina Costa Azzurra.

Adriano Maini

mercoledì 21 agosto 2024

Man mano che si faceva notte


Una luna color rosso rame, appena fatto capolino, sembrava contemplare la Chiesa di Terrasanta di Bordighera.
Non era molto illuminato il Lungomare Argentina e poche erano anche le luci in mare, quelle di pescherecci quasi dispersi in tanta vastità di acqua, ma per alcuni brevi attimi sopra una di quelle piccole imbarcazioni il fulgore di un aereo in avvicinamento sembrava disegnare un tassello di una di quelle mappe che tanto intrigano gli astronomi.
Più a ponente i bagliori della Costa Azzurra non impedivano di cogliere i raggi dei fari, lanterne dimenticate che in quest'epoca di travolgente tecnologia non fanno più appassionare turisti ed abitanti di questi luoghi, nè tantomeno li sollecitano a tentare di individuarne l'esatta ubicazione.
In quella stessa direzione occidentale la Passeggiata di notte rifulge quasi a giorno.
Avvicinandosi la mezzanotte Selene, ora quasi nivea nuvola, apparendo più a sud, pennellava di riflesso il Tirreno, ridestando ricordi di descrizioni manzoniane del Lago di Como.
 


Non è ancora, tuttavia, questo il periodo di splendidi tramonti né di magiche visioni della mitica Corsica sulla linea dell'orizzonte.

Adriano Maini