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| Fonte: Alessandra Maini |
Michele racconta che, quando frequentava le scuole elementari (anni Cinquanta) a Nervia di Ventimiglia (IM), ogni tanto, soprattutto dopo la mensa, saliva al primo piano a recare scompiglio nel collegio, in particolare buttando all'aria letti appena fatti, con disperazione delle suore dai larghi cappelli. In effetti, il particolare dei copricapi l'ha rimarcato anche Franco, che un anno in quell'istituto l'aveva pur trascorso.
Ci sono tante altre cose da scrivere su quel collegio, ma è meglio rimandare in attesa di acquisire altre informazioni, tali da completare al meglio il quadro.
Una strana sorte, poi, quella della palazzina in questione: da collegio femminile a clinica, a scuola pubblica con soprastante già mentovato collegio, ad ospedale, a semplice presidio sanitario.Sì, perché le stesse scuole elementari con l’anno scolastico 1960-1961 (o forse quello dopo) erano già state trasferite nel nuovo edificio non molto lontano, dove erano ubicate anche le medie inferiori.
Bruno parla invece circa Nervia di locali al pianterreno di una casa all'angolo di levante all'inizio della strada provinciale di vallata, quella che porta sino a Pigna ed oltre. A quei tempi, quelli già indicati, era ancora un appartamento privato. Vi si riunivano quattro amici a fare musica. D'estate di sicuro. A fineste e porte aperte si sentiva tutto quel liscio. Lo ascoltavano in tanti. Un po' dopo si apprese che uno di quei musicanti, addetto alla fisarmonica, veniva soprannominato, dal titolo di una nota, vecchia canzone, Rosamunda. Era ironia o invidia? Bruno aggiunge che, in effetti, la famiglia di quegli inquilin, era di persone impegnate in orchestrine. Qualcuno ancora attivo in quel campo, se non ora, certo di recente. Per combinazione in televisione un documentario sulla seconda guerra mondiale fa proprio ascoltare Rosamunda messa come accompagnamento alle immagini che sottolineano momenti della tenacia di resistenza e della voglia di vivere di tanti inglesi nel periodo dei più duri bombardamenti aerei tedeschi.
Soffermandosi ancora sugli ultimi anni Cinquanta, si può aggiungere che al mare i bambini - fatte salve rare eccezioni - andavano ancora accompagnati dai grandi, più spesso in sponda sinistra del torrente Nervia, dunque, in territorio di Camporosso. In merito le cronache storie più singolari sono forse quelle posteriori, ancora da scrivere.
Nervia allora vedeva anche il passaggio - per la partecipazione all'evento - dei carri della Battaglia di Fiori di Ventimiglia, costruiti a Camporosso, Vallecrosia e Bordighera.
Quella Nervia fa, invero, tornare in mente tanti aneddoti, su cui in seguito approfondire: anche là dal 1956 al 1971 si sono visti, come si suol dire, tanti cambiamenti di costume e di civiltà materiale, ma il fatto che sia da sempre un crocevia per la Val Nervia ha reso singolare il numero e la qualità di tante piccole storie ancora da raccontare.

