Un accenno casuale a Gignese (sul Monte Mottarone, sopra Stresa, quindi, con perfetta vista sul Lago Maggiore), fatto in un altro blog, suscitava una quindicina circa di anni fa il commento emozionato di una gentile lettrice, che non ricordava, tuttavia, la pregressa attività da quelle parti di un trenino a cremagliera.
E questo torna in mente mentre si butta l'ennesima occhiata nell'archivio di fotografie di famiglia.
Occorre precisare subito che ci sono pagine e pagine, anche sul web, che coinvolgono Gignese e dintorni in storie di Resistenza e di partigiani: un aspetto importante che va sottolineato.
Si può, allora, passare a particolari diversi. Gignese, ad esempio, ospita un caratteristico Museo dell'Ombrello ed un importante campo da golf, dove un tempo si chiudevano gli occhi se bambini sugli undici anni facevano i caddies stagionali.
In quegli anni, precisamente a settembre 1964, poteva capitare che alcuni partecipanti di un'allegra brigata di ragazze e di ragazzi accompagnassero un attimo un amico alla sua villa di montagna e registrassero di conseguenza la presenza in una sala di una dozzina di adulti (per lo più madri e padri), molto assorti a guardare la proiezione di un film a passo ridotto sulle appena concluse vacanze della coppia dei padroni di casa su una costa della Sardegna: era, in effetti, da poco arrivato come costruttore edile nell'isola dei nuraghi Karim Aga Khan, ma non è dato sapere se la coppia citata avesse usufruito di una delle prime realizzazioni del principe o se, più semplicemente, avuto sentore di quelle novità, avessero pensato di procedere in modo autonomo.
A Gignese c'era anche un anziano sarto, forse l'unico del paese, che conservava con grande cura libri ormai antiquari, quali "I tre moschettieri" di Dumas e "Il corsaro nero" di Salgàri, che virgulti di nove anni appena leggevano avidamente grazie alla sua generosa comprensione.
E questo torna in mente mentre si butta l'ennesima occhiata nell'archivio di fotografie di famiglia.
Occorre precisare subito che ci sono pagine e pagine, anche sul web, che coinvolgono Gignese e dintorni in storie di Resistenza e di partigiani: un aspetto importante che va sottolineato.
Si può, allora, passare a particolari diversi. Gignese, ad esempio, ospita un caratteristico Museo dell'Ombrello ed un importante campo da golf, dove un tempo si chiudevano gli occhi se bambini sugli undici anni facevano i caddies stagionali.
In quegli anni, precisamente a settembre 1964, poteva capitare che alcuni partecipanti di un'allegra brigata di ragazze e di ragazzi accompagnassero un attimo un amico alla sua villa di montagna e registrassero di conseguenza la presenza in una sala di una dozzina di adulti (per lo più madri e padri), molto assorti a guardare la proiezione di un film a passo ridotto sulle appena concluse vacanze della coppia dei padroni di casa su una costa della Sardegna: era, in effetti, da poco arrivato come costruttore edile nell'isola dei nuraghi Karim Aga Khan, ma non è dato sapere se la coppia citata avesse usufruito di una delle prime realizzazioni del principe o se, più semplicemente, avuto sentore di quelle novità, avessero pensato di procedere in modo autonomo.
A Gignese c'era anche un anziano sarto, forse l'unico del paese, che conservava con grande cura libri ormai antiquari, quali "I tre moschettieri" di Dumas e "Il corsaro nero" di Salgàri, che virgulti di nove anni appena leggevano avidamente grazie alla sua generosa comprensione.
Un genero di quel signore pittore era un pittore dilettante, che prediligeva ispirarsi alla zona: alcuni suoi quadri, per uno dei curiosi casi della vita, erano arrivati persino a Bordighera.
L'artigiano accedeva al laboratorio mediante una scala in legno: una analoga, messa di fonte, al di là di un giardinetto e del piccolo cortile, portava ad uno stanzone dove veniva lasciata a maturare la frutta di altura, perlopiù piccole pere.
L'artigiano accedeva al laboratorio mediante una scala in legno: una analoga, messa di fonte, al di là di un giardinetto e del piccolo cortile, portava ad uno stanzone dove veniva lasciata a maturare la frutta di altura, perlopiù piccole pere.
In buona sostanza, si assisteva - se non si va sbagliando - in quell'angolo di villaggio alla riproduzione in scala ridotta di un'aia contadina, nella quale il mestiere era stato ormai dismesso, fatta salva la soddisfazione di piccole esigenze private.
In quella sorta di spiazzo sbucò in un pomeriggio domenicale di quel settembre 1964 un taxi - una FIAT 600 multipla - di Milano, dai caratteristici colori di quel periodo, verde sporco e nero, guidato dal fratello di un altro genero del sarto, che aveva ben pensato di fare un'improvvisata, recando altresì con sé moglie e figlio. Ma una sorpresa la ebbe anche lui, perché quel giorno era presente un altro suo nipote, ferroviere a Ventimiglia, che era salito per riportare la famiglia ai lidi del ponente ligure. E su questi incontri, lieti e forieri di altri accadimenti, si può lasciare sfumare la scena.
In quella sorta di spiazzo sbucò in un pomeriggio domenicale di quel settembre 1964 un taxi - una FIAT 600 multipla - di Milano, dai caratteristici colori di quel periodo, verde sporco e nero, guidato dal fratello di un altro genero del sarto, che aveva ben pensato di fare un'improvvisata, recando altresì con sé moglie e figlio. Ma una sorpresa la ebbe anche lui, perché quel giorno era presente un altro suo nipote, ferroviere a Ventimiglia, che era salito per riportare la famiglia ai lidi del ponente ligure. E su questi incontri, lieti e forieri di altri accadimenti, si può lasciare sfumare la scena.
Si può, piuttosto, sottolineare che in quel cantone si sono poi effettuate accorte, migliorative ristrutturazioni, quali non sempre è possibile vedere nei centri storici: al centro campeggia sempre una gran bella vera di un pozzo.
Né si può dimenticare - sempre per restare in atmosfera d'epoca - che su quelle strade passa spesso il Giro d'Italia di ciclismo professionistico.
La signora (o ragazza) di cui all'inizio rievocava anche il "trenino delle Cento Valli che collega la [abbastanza vicina] Val Vigezzo con Locarno [comune svizzero che si affaccia sul Lago Maggiore]", ma questa su questo blog può essere un'altra narrazione.
Adriano Maini
Né si può dimenticare - sempre per restare in atmosfera d'epoca - che su quelle strade passa spesso il Giro d'Italia di ciclismo professionistico.
La signora (o ragazza) di cui all'inizio rievocava anche il "trenino delle Cento Valli che collega la [abbastanza vicina] Val Vigezzo con Locarno [comune svizzero che si affaccia sul Lago Maggiore]", ma questa su questo blog può essere un'altra narrazione.
Adriano Maini




