È iniziato il Giro d'Italia di ciclismo, il Giro per eccellenza, che il prossimo 21 maggio farà partenza da Imperia verso Novi Ligure.
Non è la prima volta che la grande manifestazione interessa la Riviera.
Vengono in mente aspetti singolari per l'arrivo di tappa del 30 maggio 1965 a Diano Marina. La cittadina fu cara per motivi familiari a Felice Gimondi, il cui suocero, che colà abitò a lungo, era amico, se non collega, di tanti ferrovieri del "viaggiante" di Ventimiglia: con il passare del tempo si sono perse le conoscenze di tanti dettagli. Le cronache dicono, poi, che Novi Ligure, la città di Costante Girardengo, il primo "Campionissimo", ma anche per tanti versi di Fausto Coppi, tra breve interessata in senso inverso, fu per la prima volta sede di partenza di una tappa, quella tappa per l'appunto.
Il ponente ligure ospita da sempre la "classicissima", la Milano-Sanremo, di cui esistono molte fotografie d'epoca nel munito Archivio Moreschi.
All'inizio del secolo scorso nella città dei fiori c'era anche un velodromo con pista in legno, la cui presenza - con connesse attività - risulta documentata, ancora nel repertorio Moreschi.
In base a questi brevi cenni si può ben capire quante storie e aneddoti sul ciclismo riservino queste zone, alcuni noti, altri meno.
Non si può dimenticare che queste strade sono state per decenni quasi le uniche interessate dagli allenamenti invernali delle squadre italiane di professionisti. Destava, ad esempio, una certa impressione a metà febbraio 1975 vedere le magliette dei corridori dell'allora compagine di Eddy Merckx tutte appese ad asciugare alle persiane di diverse stanze ad un piano non molto alto di una pensione di Alassio. E, se in certa letteratura ci si può imbattere in giovani personaggi che riuscivano ad affiancare per un po' Gino Bartali nelle sue escursioni di preparazione, una tradizione orale attesta come accadute analoghe esperienze d'anteguerra di giovanotti nostrani che accompagnarono per un tratto il campione toscano già dalla salita che porta al centro storico di Ventimiglia. Si riportano, inoltre, tante presenze in un lungo periodo di famosi corridori nei negozi specializzati della zona intemelia, da Fausto Coppi a, più di recente, di Eddy Merckx.
Esiste in materia, insomma, una vera miniera di racconti.
Tornando al Giro d'Italia, su questo blog già sfiorato come argomento, si aggiungono pochi cenni curiosi.
Nino Defilippis, di cui qui si è già pubblicata una fotografia che lo ritrae all'altezza di Ventimiglia Alta mentre era in fuga per andare a vincere il 16 maggio 1955 la tappa Cannes-Sanremo, aveva, una volta ritiratosi dalle gare, trovato diversi amici proprio a Ventimiglia e dintorni, come rammenta Gianfranco Raimondo.
Non è la prima volta che la grande manifestazione interessa la Riviera.
Vengono in mente aspetti singolari per l'arrivo di tappa del 30 maggio 1965 a Diano Marina. La cittadina fu cara per motivi familiari a Felice Gimondi, il cui suocero, che colà abitò a lungo, era amico, se non collega, di tanti ferrovieri del "viaggiante" di Ventimiglia: con il passare del tempo si sono perse le conoscenze di tanti dettagli. Le cronache dicono, poi, che Novi Ligure, la città di Costante Girardengo, il primo "Campionissimo", ma anche per tanti versi di Fausto Coppi, tra breve interessata in senso inverso, fu per la prima volta sede di partenza di una tappa, quella tappa per l'appunto.
Il ponente ligure ospita da sempre la "classicissima", la Milano-Sanremo, di cui esistono molte fotografie d'epoca nel munito Archivio Moreschi.
All'inizio del secolo scorso nella città dei fiori c'era anche un velodromo con pista in legno, la cui presenza - con connesse attività - risulta documentata, ancora nel repertorio Moreschi.
In base a questi brevi cenni si può ben capire quante storie e aneddoti sul ciclismo riservino queste zone, alcuni noti, altri meno.
Non si può dimenticare che queste strade sono state per decenni quasi le uniche interessate dagli allenamenti invernali delle squadre italiane di professionisti. Destava, ad esempio, una certa impressione a metà febbraio 1975 vedere le magliette dei corridori dell'allora compagine di Eddy Merckx tutte appese ad asciugare alle persiane di diverse stanze ad un piano non molto alto di una pensione di Alassio. E, se in certa letteratura ci si può imbattere in giovani personaggi che riuscivano ad affiancare per un po' Gino Bartali nelle sue escursioni di preparazione, una tradizione orale attesta come accadute analoghe esperienze d'anteguerra di giovanotti nostrani che accompagnarono per un tratto il campione toscano già dalla salita che porta al centro storico di Ventimiglia. Si riportano, inoltre, tante presenze in un lungo periodo di famosi corridori nei negozi specializzati della zona intemelia, da Fausto Coppi a, più di recente, di Eddy Merckx.
Esiste in materia, insomma, una vera miniera di racconti.
Tornando al Giro d'Italia, su questo blog già sfiorato come argomento, si aggiungono pochi cenni curiosi.
Nino Defilippis, di cui qui si è già pubblicata una fotografia che lo ritrae all'altezza di Ventimiglia Alta mentre era in fuga per andare a vincere il 16 maggio 1955 la tappa Cannes-Sanremo, aveva, una volta ritiratosi dalle gare, trovato diversi amici proprio a Ventimiglia e dintorni, come rammenta Gianfranco Raimondo.
Uno scatto riprende il passaggio in discesa - in direzione Bordighera - del cavalcavia a Nervia di Ventimiglia il 21 maggio 1961: viene da chiedersi quanti sportivi, data la velocità presa dalle loro biciclette, abbia potuto riconoscere l'unico spettatore.
Nel 1998 a Ventimiglia ci fu una tappa volante, come si dice in gergo: tutti gli spettatori cercavano con lo sguardo Cipollini, il velocista che all'epoca si faceva vedere spesso, salutato con calore da tutte le persone che sui marciapiedi erano in grado di riconoscerlo, in allenamento sulla Via Aurelia partendo dal Principato di Monaco.
Adriano Maini
Adriano Maini



