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sabato 9 maggio 2026

Ancora il ciclismo, ancora il Giro d'Italia

Diano Marina. 30 maggio 1965

È iniziato il Giro d'Italia di ciclismo, il Giro per eccellenza, che il prossimo 21 maggio farà partenza da Imperia verso Novi Ligure. 
Non è la prima volta che la grande manifestazione interessa la Riviera.
Vengono in mente aspetti singolari per l'arrivo di tappa del 30 maggio 1965 a Diano Marina. La cittadina fu cara per motivi familiari a Felice Gimondi, il cui suocero, che colà abitò a lungo, era amico, se non collega, di tanti ferrovieri del "viaggiante" di Ventimiglia: con il passare del tempo si sono perse le conoscenze di tanti dettagli. Le cronache dicono, poi, che Novi Ligure, la città di Costante Girardengo, il primo "Campionissimo", ma anche per tanti versi di Fausto Coppi, tra breve interessata in senso inverso, fu per la prima volta sede di partenza di una tappa, quella tappa per l'appunto.
Il ponente ligure ospita da sempre la "classicissima", la Milano-Sanremo, di cui esistono molte fotografie d'epoca nel munito Archivio Moreschi.
All'inizio del secolo scorso nella città dei fiori c'era anche un velodromo con pista in legno, la cui presenza - con connesse attività - risulta documentata, ancora nel repertorio Moreschi.
In base a questi brevi cenni si può ben capire quante storie e aneddoti sul ciclismo riservino queste zone, alcuni noti, altri meno.
Non si può dimenticare che queste strade sono state per decenni quasi le uniche interessate dagli allenamenti invernali delle squadre italiane di professionisti. Destava, ad esempio, una certa impressione a metà febbraio 1975 vedere le magliette dei corridori dell'allora compagine di Eddy Merckx tutte appese ad asciugare alle persiane di diverse stanze ad un piano non molto alto di una pensione di Alassio. E, se in certa letteratura ci si può imbattere in giovani personaggi che riuscivano ad affiancare per un po' Gino Bartali nelle sue escursioni di preparazione, una tradizione orale attesta come accadute analoghe esperienze d'anteguerra di giovanotti nostrani che accompagnarono per un tratto il campione toscano già dalla salita che porta al centro storico di Ventimiglia. Si riportano, inoltre, tante presenze in un lungo periodo di famosi corridori nei negozi specializzati della zona intemelia, da Fausto Coppi a, più di recente, di Eddy Merckx.
Esiste in materia, insomma, una vera miniera di racconti.
Tornando al Giro d'Italia, su questo blog già sfiorato come argomento, si aggiungono pochi cenni curiosi.
Nino Defilippis, di cui qui si è già pubblicata una fotografia che lo ritrae all'altezza di Ventimiglia Alta mentre era in fuga per andare a vincere il 16 maggio 1955 la tappa Cannes-Sanremo, aveva, una volta ritiratosi dalle gare, trovato diversi amici proprio a Ventimiglia e dintorni, come rammenta Gianfranco Raimondo, che frequentava in quei suoi soggiorni il Cit, il ragazzo, come era affettuosamente denominato l'atleta torinese. Gianfranco che tramanda vicende, a volte eroicomiche, di ciclisti del suo territorio che nel dopoguerra gareggiavano da indipendenti e, facendo questo, incrocia pregresse esperienze di almeno un professionista, ma più sovente di esordienti e seniores suoi conterranei.
 
Ventimiglia, Nervia. 21 maggio 1961

Uno scatto riprende il passaggio in discesa - in direzione Bordighera - del cavalcavia a Nervia di Ventimiglia il 21 maggio 1961: viene da chiedersi quanti sportivi, data la velocità presa dalle loro biciclette, abbia potuto riconoscere l'unico spettatore. 
 



Nel 1998 a Ventimiglia ci fu una tappa volante, come si dice in gergo: tutti gli spettatori cercavano con lo sguardo Cipollini, il velocista che all'epoca si faceva vedere spesso, salutato con calore da tutte le persone che sui marciapiedi erano in grado di riconoscerlo, in allenamento sulla Via Aurelia partendo dal Principato di Monaco.

Adriano Maini  

venerdì 13 marzo 2026

Alla vigilia di Italia '61


C'è un gruppo su Facebook che, come dice il nome, Esposizione  Italia '61, vale a dire la Esposizione Internazionale del 1961 a Torino, si occupa assiduamente di quella rassegna, pubblicando notizie e soprattutto intriganti fotografie. Per chi fosse interessato a saperne di più quello è proprio lo spazio web adatto. Emergono tanti risvolti inediti o dimenticati.
Italia '61, la denominazione che più semplicemente a lungo è stata usata, era connessa al Centenario dell'Unità d'Italia, del resto celebrata in quel periodo in tante forme: nelle scuole con il donare a scolari e a studenti libri e librettini sul Risorgimento, aspetto questo più largamente tuttora ricordato.
E, tanto per divagare, tornano in mente altre connesse singolari vicende, come ad esempio che domenica 6 novembre 1960 tre persone di Nervia di Ventimiglia videro in modo curioso una parte dei cantieri o di quanto già realizzato a Torino per Italia '61. Si trattava di un baldo giovanotto sui trent'anni, di un ferroviere non ancora quarantenne e del figlio di quest'ultimo, ormai quasi undicenne: erano saliti in treno nella città subalpina (passando da Savona, perché la linea Ventimiglia-Cuneo non era ancora stata ricostruita) per assistere alla partita di calcio Juventus-Milan in programma allo Stadio Comunale, oggi, dopo adeguata ristrutturazione, Stadio Olimpico Grande Torino. 
Senonché, per consentire a chi non aveva diritto ai biglietti gratuiti - e per ironia della sorte forse era già addetto di una compagnia privata di pulitori, fattore che, comunque, non lo abilitava al privilegio - di usufruire dello sconto previsto in occasione del contemporaneo Salone dell'Automobile, il gruppetto si fece un bel giro nella metropoli per conseguire lo scopo. Ammirarono, pertanto, stupiti la monorotaia sopraelevata o un congruo tratto della medesima, infrastruttura che, al pari di altre costruzioni connesse ad Italia '61, venne abbastanza presto demolita, lasciando qua e là tracce di sé, puntualmente sottolineate dal menzionato gruppo di Facebook.
Per recarsi al Valentino o per portarsi in seguito all'arena del football i "nostri" quasi di sicuro usufruirono di un tram. A questo punto, la trama, però si ingarbuglia. Ancora di recente nel famoso borgo medievale ricostruito - stando ad internet - viene ubicato l'ufficio che consente agevolazioni sui biglietti del treno in occasione della sempiterna rassegna automobilistica, ma, a differenza di qualche anno fa, nulla più si dice di quanto fungibile in merito nel lontano 1960. Per cui adesso sorge qualche dubbio su quale tipo di facilitazione si fosse allora trattato. Ma i tre al Valentino c'erano stati e videro anche nei dintorni altre innovative costruzioni legate alla mostra.
Infine i "nervini" approdarono allo stadio. Ed anche sull'incontro cui assistettero ci sarebbero da sottolineare alcune singolarità, del resto evidenziate in diversi punti del web. Se ne estrapolano solo alcune. Nella Juventus esordiva Bruno Mora, grande ala destra, dalla carriera poi compromessa da un grave infortunio, che nella stagione successiva sarebbe passato proprio al Milan, in un discusso scambio con il difensore Salvadore. Fu la partita in cui Gianni Rivera segnò il suo primo goal con la maglia rossonera. Fu l'ultimo anno della carriera di Boniperti. E la partita finì 4-3 a favore del Milan, vincitore in trasferta, ma il campionato fu appannaggio della Juventus.
Correda questo articoletto di costume una fotografia scattata dal citato ferroviere, relativa all'ingresso in campo delle squadre, già pubblicata ed unica, per il momento, rinvenibile in archivio di una serie di almeno tre che erano state fatte. Sul retro del cartoncino il bambino aveva annotato per iscritto a memoria le due formazioni, saltando un po' lo schema classico della numerazione degli schieramenti da uno a undici: un rapido attuale riscontro certifica che non ci furono, però, errori di sorta.

Adriano Maini 

domenica 2 novembre 2025

E la Genova-Nizza a Bordighera...


Proprio per l'arrivo del Giro d'Italia di ciclismo professionistico a Bordighera il 24 maggio 1953 "l'Unità" dedicava una vignetta al vincitore di tappa, Oreste Conte: da un rapido controllo a campione si deduce che l'umorista di quel quotidiano non si applicava tutti i giorni a quella manifestazione, per cui il disegno fatto per l'evento nella città delle palme potrebbe essere stato l'unico per quell'edizione della corsa diretta da Vincenzo Torriani.
 


Il 2 marzo dell'anno prima un certo rilievo era già stato assegnato dal quotidiano "La Stampa" al Circuito degli Assi di Bordighera.
Il 16 maggio 1955 Nino Defilippis  - già in fuga da prima di Ventimiglia - sfrecciava solitario in Bordighera per andare a vincere la tappa Cannes-Sanremo del Giro d'Italia.
 


L'11 marzo 1959 la Parigi-Roma ripartiva da Ventimiglia, dove il giorno avanti si erano piazzati ai primi tre posti tre francesi, Saint, Bobet - già vincitore di tre Tour de France - e Rivière - il campione dalla carriera stroncata dalla caduta al Tour del 1960 - e quei baldi pedalatori (nella foto il gruppo sul cavalcavia di Nervia a Ventimiglia) non potevano non essere ammirati anche in Bordighera. 
 


"La Stampa Sera" annunciava il 13 marzo 1961 la "Due giorni" di ciclismo di Bordighera.
 


Ebbe la sua ultima edizione nel 1975 la Genova-Nizza di ciclismo, nata nel 1910. Negli anni 1958, 1960, 1962, 1964, 1967 e 1973 era stata, invece, una Nizza-Genova. In ogni caso al passaggio per Bordighera della Genova-Nizza del 16 marzo 1961 si distingueva per il suo entusiasmo tra gli spettatori appassionati il cameriere di un bar, in divisa, come diffusamente di rigore all'epoca.
E si videro a Bordighera in seguito altre gare di ciclismo professionistico: a titolo indicativo, sempre circa il Giro d'Italia, la tappa Torino-Sanremo del 21 maggio 1961 e quella Alba-Imperia del 18 maggio 1998.

Adriano Maini