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lunedì 31 agosto 2026

Una carriola in centro a Bordighera


Alla recente presentazione di un libro un relatore ha accennato al fatto che la prima esperienza di campeggio i ragazzini del circolo Pionieri di Ventimiglia, organizzato dal vulcanico Carlo Gallinella, si era compiuta intorno al 1973 intorno ad un fienile nel sud-ovest della provincia di Cuneo, una struttura la cui disponibilità era stata assicurata da Silvano.
I Pionieri di Ventimiglia, come quelli di altre parti del Paese, riemersi dopo lunga latitanza, erano una sorta di boy scouts nella costellazione di iniziative riconducibili al Partito comunista, ma a quella data stavano acquistando sempre più proprie originali connotazioni.
L'anno dopo Silvano fece in modo che una cinquantina di persone, tra Pionieri ed accompagnatori, realizzassero una sorta di gemellaggio con l'Amministrazione comunale di La Roquette-sur-Siagne, retta da comunisti: singolare la scena del pranzo collettivo in una mensa scolastica di quel piccolo comune. Era la domenica di avvio dei mondiali di calcio: la corriera al ritorno verso Ventimiglia risuonava anche per i cori fatti con le prime celebri canzoni di Claudio Baglioni, ma Silvano quel giorno non c'era.
Quell'appuntamento merita una spiegazione. Per la campagna elettorale a difesa della legge sul divorzio la Sezione Emigrazione del Centro Nazionale del PCI aveva pensato ad uno sforzo anche tra gli immigrati italiani in Costa Azzurra: all'atto pratico, d'intesa con la Federazione provinciale di Imperia, si era pensato di incaricare un compagno pensionato di Ventimiglia.
Questa persona aveva una certa consuetudine con il vicesegretario dipartimentale delle Alpi Marittime, con il quale aveva lavorato come operaio edile in cantieri di Monaco: non era forse questo l'aspetto che contava, ma il fatto che quel dirigente di Nizza parlasse discretamente l'italiano fu in ogni caso molto utile per successive esperienze, anche degli anni a venire.
Si aggiunga che i comunisti francesi volessero controllare sempre l'operato dei compagni italiani, per cui in prevalenza riunioni ed incontri erano organizzati dai transalpini.
Il pensionato fece un gran lavoro, spingendosi sino al Var e alle Bouches-du-Rhône, ma non poteva arrivare dappertutto o voleva ritagliarsi qualche spazio privato: di qui il coinvolgimento di Silvano in quell'attività, mentre Silvano, da parte sua, si fece sempre accompagnare da qualche amico.
Silvano era arrivato a conoscere il vice sindaco di La Roquette-sur-Siagne in occasione di una piccola assemblea di immigrati italiani tenutasi in quel paese di cinquemila abitanti: sfuggono i termini temporali dell'intesa che portò alla escursione colà dei pionieri a referendum già terminato, ma va annotato con simpatia che quel vice sindaco era un uomo piccolo di statura, gentile, che non parlava italiano e che si alzava ben prima dell'alba per portare i prodotti del suo orto a qualche mercato all'ingrosso di Nizza.
Silvano fece altre esperienze e conoscenze in quel turno elettorale, a Vallauris, ad esempio, come qui già accennato quando si è parlato di rose del deserto.
Silvano non disprezzava i viaggi in automobile: prima di compiere per lavoro quelli all'estero, non si era risparmiato escursioni, sempre rocambolesche, sino a Parigi, in Romania, in Cecoslovacchia, in quest'ultimo caso per riportare a casa un marito in fuga per un nuovo amore.
Dice ora Gianfranco che la sua vita potrebbe essere il soggetto di un film: in effetti a qualcuno ricorda un po' il personaggio di Vittorio Gassmann nel film "Il sorpasso" di Dino Risi.
Si può per l'occasione concludere questa seconda carrellata di note su Silvano con un episodio forse da lui dimenticato, del quale comunque era stato un semplice testimone: quando alla svolta degli anni Sessanta un suo coetaneo, futuro quadro intermedio della distribuzione in Italia di una famosa bibita statunitense, seduto con Silvano ed un altro vitellone locale, destinato a diventare un buon commerciante, ad un tavolino all'aperto di un noto bar del centro di Bordighera, sbertucciava, chiedendogli dove andasse, il fratello, che in quel momento passava sul marciapiede spingendo una pesante carriola da muratore colma di materiale e che non mancò di reagire stizzito, vedendo anche gli altri sorridere sornioni.

Adriano Maini