Un fenomeno strano per la stagione, un forte vento di mare a Bordighera,
ad un Ferragosto di diversi anni fa. Un vento di sud-ovest, che,
quindi, spirava su tutta la Costa Azzurra. Vengono in mente tante
immagini e tante situazioni. Pensando alla vicina Provenza, rammentare
un dicembre poco prima della metà degli anni ‘90 con una Marsiglia
veramente flagellata: dal sagrato di Notre Dame de la Garde sembrava
che l’isolotto d’If venisse, insieme a tutte le memorie del Conte di
Montecristo, da un momento all’altro inghiottito dalla furia del mare. E
pensare ad un vento (dei venti) che ha (hanno) altre provenienze e che
quasi sempre si accompagna (accompagnano) allo scorrere tumultuoso di
torrenti e di fiumi montani, il vento (i venti) che spira (spirano)
nelle Alpi di Bassa Provenza nelle pagine di Pierre Magnan,
dense di omicidi gotici, di personaggi comunque indimenticabili anche
perché quasi tutti avulsi dallo scorrere della storia, dei variopinti
colori di cime, foreste, prati, rocce, forre, giardini segreti; della
natura e di pietre, pregne di storia, insomma. Nel Ponente Ligure quasi
in ogni stagione, invece, la furia del vento spinge il mare a devastare
litorali di difficile, anche per l’incuria dell’uomo, ripascimento,
spesso con conseguenze devastanti per gli stabilimenti balneari e per le
stesse opere di fabbrica delle passeggiate a mare. Sul piano letterario
pagine sublimi sugli effetti cangianti, di luce, di colore, di
forma, del vento su questo mare dell’estremo ponente ligure ha scritto
un insigne autore di questa terra, Francesco Biamonti.
Adriano Maini
Adriano Maini
