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sabato 8 novembre 2025

Ma un modesto arcobaleno...



Una lettrice occasionale chiede notizie storiche circa una bella villa della Via Romana di Bordighera, ma non si è in grado di rispondere salvo indicare in modo generico un'altra possibile fonte.
 


Una gentile signora ricerca una fotografia di Villa Cicalina ad Ospedaletti, dove Elsa De Giorgi ed Italo Calvino passarono a metà anni '50 un indimenticabile intermezzo estivo.
 



Un lettore, che pure conosce la zona, è interessato a capire come si accede a certe spiagge di Latte, Frazione del comune di Ventimiglia, per cui torna in mente che in proposito in archivio c'è anche un'immagine del passaggio dalla Via Romana ricavato su di un rio tutto cementato, il Botasso. 

Volendo di conseguenza mettere un po' di ordine tra informazioni varie derivanti da incontri casuali, telefonate, commenti ed email, emerge che anche a Ventimiglia aveva abitato un soldato della Legione Straniera che aveva combattuto nel 1954 a Điện Biên Phủ; che alcune persone in questi ultimi giorni in questo lembo di confine del ponente ligure hanno scambiato opinioni su Pierre Magnan; che altri abitanti di questi luoghi avevano lavorato all'estero nel settore costruzioni, in particolare padre e figlio - più a lungo il genitore - per molto tempo in Pakistan, in un'epoca in cui i venti di guerra si stavano già più che profilando. 


L'improvvisa apparizione di un modesto arcobaleno in direzione Costa Azzurra interrompe - solo per il momento? - questo lavorio.

Adriano Maini

sabato 13 aprile 2024

Calvino non poteva non essere riconosciuto

Ospedaletti (IM): Villa Cicalina

A Villa Cicalina a Capo Nero di Ospedaletti Elsa De Giorgi e Italo Calvino vissero, a metà anni Cinquanta, un intenso periodo estivo nell'arco di una relazione che non si alimentò solo di passione (Elsa De Giorgi, Ho visto partire il tuo treno: "Sono con te, tutto il resto mi è estraneo e indifferente... Il nostro amore scorre ancora accidentato e tutto rapide e anse come un torrente, e forse è in questa sua natura, nella natura accidentata e sassosa del terreno che attraversa la sua vera natura, la prova vera della sua forza: ma è di quei torrenti che si sa che diventeranno fiumi che traverseranno pianure e regioni che nutriranno mari"), ma anche corroborò la vena artistica dello scrittore nato a Cuba che prese ispirazione dall'amata per diverse figure femminili delle sue opere dell'epoca. 

Della signora, già famosa attrice del cinema, è d'uopo anticipare che era ormai vocata a intensi impegni in teatro, ma ancora lontana (come invece per lei sarà decenni dopo) ad essere se non musa, sodale di diversi intellettuali, tra cui, ad esempio, Carmelo Bene, ed a fare rifulgere la sua intelligenza in altri memoriali che non fossero "I Coetanei" (la cui pubblicazione fu occasione galeotta per farle conoscere Calvino), lavori nei quali tornerà sulle singolari vicende del marito, Sandro Contini Bonacossi, protagonista a pieno titolo della Resistenza, ma anche co-erede di uno straordinario patrimonio artistico, la cui dissoluzione venne indagata con occhio lucido, dopo la sua tragica scomparsa, dalla moglie. 

Per giunta spicca in quel lontano frangente un singolare aneddoto.

Un giovane fotografo di Sanremo, destinato di lì a breve a diventare apprezzato e famoso, era stato convocato in quella casetta per scattare immagini di manufatti artistici realizzati dall'ex diva dei "telefoni bianchi": fece brevemente capolino da dietro una tenda Calvino, vero ligure dal carattere schivo, sì, ma che non poteva non essere riconosciuto da un abitante della città dei fiori, oltrettutto amico di tanti amici dell'ex partigiano Santiago.

Adriano Maini

mercoledì 27 dicembre 2023

Villa Azzurra




"Via del Campo c'è una graziosa / Gli occhi grandi color di foglia / Tutta notte sta sulla soglia / Vende a tutti la stessa rosa" così cantava Fabrizio De André in una sua memorabile canzone.
"Via Palazzo" era invece un tempo un'espressione quasi in codice per indicare le stesse "avventure" in quel di Sanremo.
Un po' come dire "Rue de France" per Nizza.
Invece, con buona pace del nostro beneamato cantautore l'avviso in gergo riguardante Genova era "Via Pre'".
"Villa Azzurra" a Ventimiglia era una denominazione che, decifrata, portava ad una specifica situazione locale di quelle eliminate dalla Legge Merlin. Rievocata, inoltre, nel romanzo "Il conformista" di Alberto Moravia.
Le cronache dei giornali da allora ad oggi si sono, tuttavia, sin troppo occupate di scoperte di case clandestine di appuntamenti nella città di confine.
Villa Azzurra rimane ancora - si dice - con altro nome e con altra destinazione in Via Asse.
Sussistono ancora due aspetti da sottolineare: che quasi nessuno sa più con precisione quale sia l'edificio incriminato e che la zona - in Via Asse di levante -, la quale a palmi, più o meno memorizzati i discorsi dei vecchi, si può raffigurare come ubicazione della casa in questione, è oggi una delle più brutte di Ventimiglia. Nonostante la prossimità ad un antico mulino ben restaurato ed il fatto che leggermente più a ponente in quella stradina permanga qualche traccia di un'antica bellezza - muri in pietra, intonaci liguri caratteristici, fiori, piante - di quando tutto era campagna coltivata. Si salva solo la zona dove la stradina sbocca al mare.

Adriano Maini