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giovedì 20 agosto 2026

Dice ancora Gianfranco...


Aggiunge Gianfranco Raimondo ai suoi racconti che, in proposito del concorso di bellezza "Lady Italia", qui citato qualche mese fa, il medesimo era organizzato da un signore che aveva lo studio in una traversa della centralissima Via Manzoni a Milano e che aveva eletto Alassio a sede della maggior parte delle finali della sua manifestazione, ma non quella, come già visto, del 1965. Va da sé che la concorrente ventimigliese di quest'ultima edizione, la ragazza dal costume traforato di una certa fotografia con tanto di didascalia del quotidiano "l'Unità", non poteva non avere partecipato ad altre similari gare di carattere locale, di quelle presentate da Gianfranco: i due diventarono amici ed ebbero occasioni per rivedersi sporadicamente nel tempo a venire.
Sul Bar Irene Gianfranco sostiene che a metà anni Settanta il gestore organizzava pure attività complementari: come la festa hawaiana su una spiaggia di Latte, alla quale si presentarono, per via di un tam-tam davvero straordinario, avventori direttamente da Torino.
Molto prima, ai tempi della sua terza media, relegato nell'ultimo banco, dove non era molto visibile dalla cattedra vista la sua non eccelsa statura, Gianfranco si era dato da fare per scrivere un giornalino umoristico, ricopiato talora a mano - così come a mano era stato composto - dai compagni per velocizzarne la diffusione: si chiamava "L'Anacleto", dal nome di un personaggio creato da Franco Parenti per una trasmissione radiofonica di successo, "Anacleto gasista irrequieto", ed il nostro, con spavalderia da adolescente, metteva alla berlina non solo fatti scolatici, bensì anche quelli cittadini.
 

Ventimiglia (IM): a margine di una partita del torneo di calcio alla foce del fiume Roia del 1951. Foto: Mariani

Più o meno in quel periodo Gianfranco si diede d'impegno anche per la riuscita a Ventimiglia dei primi tornei di calcio amatoriale nel campetto alla foce del Roia, spiazzo approntato in fretta e furia da alcuni suoi amici dietro autorizzazione (oggi non più ammissibile, come già sottolineato in questo blog) del sindaco: specifica tra l'altro che "iniziò quasi in sordina ma dopo le prime edizioni furono costruite tribune e steccati; le curve sud e nord erano sulla passeggiata gremita di gente urlante e divertita e i ragazzi protagonisti sul campo furono per anni i beniamini dei ventimigliesi e dei numerosi turisti che avevano imparato a conoscere e ad apprezzare il torneo".
Molto pittoresca, poi, è la rievocazione che Gianfranco compie circa i vecchi luna park nella piazza antistante il Municipio di Ventimiglia: "se si voleva provare l'ebbrezza della velocità si andava sulle montagne russe o ottovolante, ma quello che mi affascinava era il 'muro della morte', una parete cilindrica sulla quale sfrecciavano coraggiosi motociclisti percorrendo più volte la circonferenza...".
Dice ancora Gianfranco...

Adriano Maini 

lunedì 27 aprile 2026

Un costume da bagno traforato per... un concorso di bellezza




Ancora nel 1970 le Feste de l'Unità a Ventimiglia, che poi ebbero a lungo come sede i vicini Giardini Pubblici, si svolgevano alla foce del fiume Roia, in un grande spiazzo ricavato in sponda sinistra, oggi inibito a larghi accessi di pubblico - come qui si è già ricordato - per motivi di sicurezza, nella brutta come nella bella stagione. 
Un po' prima di quell'anno in quelle sagre di partito per un certo periodo si tenevano anche concorsi di bellezza, come sottolinea Gianfranco Raimondo, che nei suoi racconti specifica che non solo era il presentatore di quegli eventi, ma anche di altri analoghi che nella città di confine furono diversi pure in seguito.
Nei primi anni Cinquanta i principali partiti, la Democrazia Cristiana e, per l'appunto, il Pci, avevano, invero, polemizzato sulle tante elezioni di stelline, perché temevano lo sfruttamento dell'immagine della donna, ma infine si erano adeguati - in particolare il secondo - ad una diffusa passione popolare, anche promuovendo competizioni alternative o che si ritenevano tali, la DC "La Donna Ideale", i comunisti "Miss Vie Nuove" e così via.
Tornando agli aspetti locali, occorre mettere in evidenza che le specifiche reminiscenze di Gianfranco gli sono state stimolate dopo avergli fornito una notizia a lui inedita: la pubblicazione - con tanto di didascalia - della fotografia di una "miss" di Ventimiglia dal nome d'arte esotico su un numero de "l'Unità" - guarda caso! - del luglio 1965.
 

Gianfranco conosceva bene - come molte altre persone - questa giovane, che all'epoca abitava in una zona periferica della città di confine. Aggiunge in proposito che l'articoletto in questione con ogni probabilità era stato opera di un estroso corrispondente da Sanremo del giornale comunista: in effetti, c'è quasi un perfetto pezzo di colore, tra l'immagine - alquanto sfocata nella riproduzione sul web - di tutta evidenza scattata su di una spiaggia della ragazza in costume da bagno intero, bensì traforato in maniera castigata, immobile come una statua, e sorpassata da un uomo abbronzato a torso nudo ma in sandali, pantaloni lunghi di tela e berretto, il quale sembra portare a mano una radio a transitor, e lo scritto di accompagnamento "scoperta nelle selezioni nazionali di 'Ciak Set' di Bordighera è tra le 'traforate' della riviera di ponente [..] parteciperà alle finali di Lady Italia [sic!] che si svolgeranno in agosto a Cortina d'Ampezzo", il tutto sovrastato dal titolo "Sguardo al 'traforo'".
 

Del resto, Gianfranco, tra le tante attività intraprese nel suo tempo libero, è stato anche un pubblicista, per cui ha potuto frequentare in varie circostanze la costellazione dei cronisti locali - e non solo questi -, partecipando a tanti episodi curiosi, in particolare pranzi gratuiti. Come quando - precisamente il 10 marzo 1959 - in un noto locale danzante di Ventimiglia venne organizzata dall'Azienda di Soggiorno e Turismo una cena di gala con successiva serata danzante per il passaggio della corsa ciclistica Parigi-Roma: giornalisti ed altri ospiti fecero molto onore al tutto, ma non certo i corridori che la mattina dopo dovevano ripartire per le loro fatiche e che, dunque, erano già a dormire. Come in analoghe occasioni, in Riviera e pure nella vicina Costa Azzurra: e forse ancora oggi gli organizzatori di eventi non trovano di meglio per ingraziarsi la stampa che ricorrere agli inviti alla buona tavola.
 

Si dà il caso che per associazione di idee Gianfranco si sovvenga, infine, di quando partecipava, senza nulla pagare come i tanti presenti, ai banchetti approntati in locali del Paese Alto di Bordighera per le premiazioni dei concorsi culturali "Cinque Bettole": il che fa pensare che a quelle discrete folle di golosi ben poco interessasse degli uomini di cultura che creavano quegli appuntamenti, i Balbo, i Seborga, i Biamonti, gli Oliva, i Calvino e così via.

Adriano Maini