sabato 10 gennaio 2026

Il difficile mestiere, non solo delle spie


Da documenti finiti in qualche modo nelle mani della CIA, da verbali di vario genere attinenti le procedure delle Corti d'Assise Straordinarie (per l'epurazione antifascista), da missive dei partigiani, da relazioni poliziesche della Repubblica Sociale fascista - tutte carte più volte menzionate su questo blog - emerge anche, a ben guardare, per la provincia di Imperia il quadro contraddittorio di errori di valutazione compiuti da varie spie nazifasciste - oltrettutto, specialiste nel millantare pericoli inesistenti -, di pesanti sottovalutazioni commesse dai servizi di informazione alleati e di altre "sviste" sul fronte antifascista.

Qualche esempio in proposito.

Ernest Schifferegger, già SS ed interprete, un losco individuo già più volte rammentato su queste colonne, tentava di attribuire pregressi contatti con diversi partigiani di montagna ad Antonio Capacchioni (Nino), il quale, invece, era stato sfortunatamente e casualmente arrestato subito dopo aver rimesso piede in altura, dove era sempre rimasto poco per via delle missioni che doveva seguire, la Kanhemann e quella che portò (a seguito dello sbarco avvenuto nella notte tra l'8 ed il 9 gennaio 1945 a Vallecrosia con il fondamentale contributo del locale Gruppo Sbarchi) tra i partigiani della I^ Zona Liguria l'ufficiale alleato di collegamento, il capitano Robert C. Bentley: chissà che l'imputato non pensasse in tal modo di sottrasi a domande per lui più scottanti. In ogni caso, Schifferegger rese onore al coraggio di Nino, rimarcando più volte che, nonostante le ripetute violenze subite ad opera del SD nazista, Capacchioni non fece mai rivelazioni di sorta.

Il responsabile dell'antenna OSS (antesignana della CIA) di Nizza non si accorgeva che erano falsi - e ne derivarono diverse nefaste conseguenze - i messaggi che venivano trasmessi dal suo radiotelegrafista in terrritorio imperiese, che non poteva fare altro, una volta catturato dai servizi tedeschi, perché non debitamente munito del canonico codice d'allarme da mettere in onda: tutto questo a seguito dell'inopinata uccisione del capitano Gino Punzi, in missione per conto dell'OSS, e della trappola in cui caddero a Ventimiglia i collaboratori - ritardatari - che lui aspettava, tra cui, per l'appunto, l'esperto delle messe in onda.

Il capo della Sezione della Polizia Ferroviaria della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) di Ventimiglia l'11 maggio 1944, in riferimento alle indagini - scaturite da vergognose delazioni - che avrebbero portato entro poco più di dodici giorni all'arresto dei patrioti ferrovieri e della Giovane Italia, quasi tutti destinati ad una tragica fine, scriveva ai superiori che nella città di confine erano in contatto con alcuni sospettati cinque o sei persone in precedenza sbarcate a Genova da un sommergibile e che a Sanremo - quindi, aggiungendo notizie fuori dalla sua stretta competenza - doveva avvenire da parte di apparecchi nemici un lancio di armi e di denaro per alcuni sovversivi, non effettuato perché i destinatari erano stati momentaneamente arrestati: due sottolineature di cui non si ravvisa alcuna traccia in qualsiasi altra fonte storica.

Il comandante delle SAP di Sanremo ed il responsabile del CLN della stessa città ascrivevano ancora in un loro rapporto, a guerra già finita, le attività del Gruppo Sbarchi Vallecrosia alle SAP di Bordighera, quando già da tempo esistevano quelle di Vallecrosia, forse confondendosi con la dipendenza di tutti questi organismi dal CLN di Bordighera.

Adriano Maini