Già negli anni Sessanta nelle scuole superiori della provincia di Imperia venivano assegnati temi sullo sport.
I ragazzi immancabilmente si cimentavano su valori quali la correttezza, la lealtà, lo spirito di collaborazione, piuttosto che sugli istinti di competizione: meglio in proposito tendere un velo pietoso su quanto accada oggi nella realtà, già a livello dei più piccoli.
Era forse meno sviluppata l'attenzione in quei componimenti per la carenza di impianti, necessari per una pratica di massa, allora molto carente: in effetti, solo a restare nel ponente ligure, nel frattempo si sono fatti notevoli passi in avanti. A titolo indicativo, si può rammentare che se una volta c'era un solo impianto di atletica leggera, per giunta formalmente dell'esercito, quello del Prino ad Imperia, le piste ed i campi dedicati all'atletica leggera sono diversi. Per non dire delle piscine e degli stessi rettangoli verdi per il calcio, questi ultimi in quel torno anch'essi scarsi, ma si poteva giocare ancora più o meno per strada.
Erano gli anni dei campionati provinciali studenteschi - per alcune specialità di atletica leggera e per la pallavolo - per ragazze e ragazzi delle scuole superiori: se non si va errati, i cosiddetti Giochi della Gioventù, più coinvolgenti, dovevano ancora essere inventati.
Qualcosa in materia qui si è già detto.
Tornano alla mente, tuttavia, fatti, aspetti, situazioni, anche personaggi, singolari.
Nel 1964 la staffetta veloce Allievi del Liceo Ginnasio di Ventimiglia sbagliò clamorosamente un cambio, con tanto di testimone caduto addirittura a terra: il quartetto riuscì, comunque, a non arrivare ultimo, anzi, forse, si piazzò al quarto posto. Probabilmente ora come ora due dei due protagonisti, un professionista ormai a Roma, coinvolto direttamente nell'errore, ed un professionista più stabilmente a Genova, neppure ricordano l'evento, talora, invece, rammentato con autoironia dall'altro "colpevole" e dall'ex ragazzo dell'ultima frazione.
Nel 1964 e nel 1965 gli 80 metri piani Allievi vennero vinti da due studenti del capoluogo, in effetti non molto alti di statura: piace qui ricordare dei due il futuro architetto, persona gentile e solare.
Nel 1966 l'insegnante di educazione fisica di un istituto professionale del capoluogo, dunque, l'allenatore dei suoi ragazzi, al quale stranamente era stato concesso di restare vicino ai blocchi di partenza delle corse veloci, sia per la semifinale che per la finale degli 80 metri piani della categoria Allievi, cercava ripetutamente di innervosire il ragazzo che appariva, come poi fu, il sicuro vincitore della gara.
In quella edizione poteva capitare ad un giovanotto sempre del Liceo Ginnasio di Ventimiglia, della squadra, per il resto, di quella scuola, vincitrice del torneo di pallavolo categoria Allievi sempre del 1966, di essere convinto dal professore a cimentarsi nel lancio del disco: riferisce oggi che, essendosi allenato una tantum con l'attrezzo in dotazione alla palestra di Ventimiglia, ma destinato alle ragazze, molto più leggero, al primo lancio nella gara ufficiale per poco non si faceva cadere il disco sui piedi.
Le studentesse e gli studenti di Ventimiglia si rifacevano in altri modi. Nel 1966 la squadra femminile Juniores del Liceo Ginnasio di Ventimiglia vinse il torneo provinciale. Si può aprire una curiosa parentesi: si è da poco ritrovata una fotografia del giorno della premiazione delle gare di pallavolo del 1966, che forse ebbe luogo a Ventimiglia - l'immagine inquadra la preside, qualche insegnante ed i due capitani nel corridoio esterno della palestra ex GIL - solo per gli Allievi e le ragazze Juniores del Liceo Ginnasio della città di confine.
Ma erano gli anni in cui gli Juniores di Ragioneria di Ventimiglia vincevano a ripetizione i tornei di pallavolo. E nel 1964 un giovanottone di Ventimiglia aveva brillato - lui sì! - nel lancio del disco. Era di Ventimiglia il vincitore degli 80 metri piani Allievi del 1966. E poi c'erano ragazzi di Ventimiglia - e della zona - negli Istituti tecnici e professionali di Imperia: come avviene ancora oggi. Del resto, gli studenti del capoluogo e dei dintorni non solo avevano il vantaggio del numero, ma anche quello della prossimità ad un'appropriata sede di allenamenti.
Sul filone sin qui abbozzato si possono aprire alcune derivazioni. Alcune già viste, come la partecipazione - selezionata - di alcuni studenti già in competizione ai campionati provinciali di atletica leggera al campeggio-premio, organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione a Cappella, Frazione di Lavarone, in montagna sopra Trento. Altre da sviluppare. Su tutte, il passaggio di ragazzi che si erano fatti magari le ossa ai campionati provinciali studenteschi ad una delle due società di atletica leggera della provincia, una di sede ad Imperia, l'altra a Sanremo: un vero capitolo pieno di sorprese. Si può aggiungere che dalla trafila campionati provinciali studenteschi e prime gare con la Federazione di atletica emersero alcune figure di rilievo nel panorama dello sport nazionale.
Adriano Maini
I ragazzi immancabilmente si cimentavano su valori quali la correttezza, la lealtà, lo spirito di collaborazione, piuttosto che sugli istinti di competizione: meglio in proposito tendere un velo pietoso su quanto accada oggi nella realtà, già a livello dei più piccoli.
Era forse meno sviluppata l'attenzione in quei componimenti per la carenza di impianti, necessari per una pratica di massa, allora molto carente: in effetti, solo a restare nel ponente ligure, nel frattempo si sono fatti notevoli passi in avanti. A titolo indicativo, si può rammentare che se una volta c'era un solo impianto di atletica leggera, per giunta formalmente dell'esercito, quello del Prino ad Imperia, le piste ed i campi dedicati all'atletica leggera sono diversi. Per non dire delle piscine e degli stessi rettangoli verdi per il calcio, questi ultimi in quel torno anch'essi scarsi, ma si poteva giocare ancora più o meno per strada.
Erano gli anni dei campionati provinciali studenteschi - per alcune specialità di atletica leggera e per la pallavolo - per ragazze e ragazzi delle scuole superiori: se non si va errati, i cosiddetti Giochi della Gioventù, più coinvolgenti, dovevano ancora essere inventati.
Qualcosa in materia qui si è già detto.
Tornano alla mente, tuttavia, fatti, aspetti, situazioni, anche personaggi, singolari.
Nel 1964 la staffetta veloce Allievi del Liceo Ginnasio di Ventimiglia sbagliò clamorosamente un cambio, con tanto di testimone caduto addirittura a terra: il quartetto riuscì, comunque, a non arrivare ultimo, anzi, forse, si piazzò al quarto posto. Probabilmente ora come ora due dei due protagonisti, un professionista ormai a Roma, coinvolto direttamente nell'errore, ed un professionista più stabilmente a Genova, neppure ricordano l'evento, talora, invece, rammentato con autoironia dall'altro "colpevole" e dall'ex ragazzo dell'ultima frazione.
Nel 1964 e nel 1965 gli 80 metri piani Allievi vennero vinti da due studenti del capoluogo, in effetti non molto alti di statura: piace qui ricordare dei due il futuro architetto, persona gentile e solare.
Nel 1966 l'insegnante di educazione fisica di un istituto professionale del capoluogo, dunque, l'allenatore dei suoi ragazzi, al quale stranamente era stato concesso di restare vicino ai blocchi di partenza delle corse veloci, sia per la semifinale che per la finale degli 80 metri piani della categoria Allievi, cercava ripetutamente di innervosire il ragazzo che appariva, come poi fu, il sicuro vincitore della gara.
In quella edizione poteva capitare ad un giovanotto sempre del Liceo Ginnasio di Ventimiglia, della squadra, per il resto, di quella scuola, vincitrice del torneo di pallavolo categoria Allievi sempre del 1966, di essere convinto dal professore a cimentarsi nel lancio del disco: riferisce oggi che, essendosi allenato una tantum con l'attrezzo in dotazione alla palestra di Ventimiglia, ma destinato alle ragazze, molto più leggero, al primo lancio nella gara ufficiale per poco non si faceva cadere il disco sui piedi.
Le studentesse e gli studenti di Ventimiglia si rifacevano in altri modi. Nel 1966 la squadra femminile Juniores del Liceo Ginnasio di Ventimiglia vinse il torneo provinciale. Si può aprire una curiosa parentesi: si è da poco ritrovata una fotografia del giorno della premiazione delle gare di pallavolo del 1966, che forse ebbe luogo a Ventimiglia - l'immagine inquadra la preside, qualche insegnante ed i due capitani nel corridoio esterno della palestra ex GIL - solo per gli Allievi e le ragazze Juniores del Liceo Ginnasio della città di confine.
Ma erano gli anni in cui gli Juniores di Ragioneria di Ventimiglia vincevano a ripetizione i tornei di pallavolo. E nel 1964 un giovanottone di Ventimiglia aveva brillato - lui sì! - nel lancio del disco. Era di Ventimiglia il vincitore degli 80 metri piani Allievi del 1966. E poi c'erano ragazzi di Ventimiglia - e della zona - negli Istituti tecnici e professionali di Imperia: come avviene ancora oggi. Del resto, gli studenti del capoluogo e dei dintorni non solo avevano il vantaggio del numero, ma anche quello della prossimità ad un'appropriata sede di allenamenti.
Sul filone sin qui abbozzato si possono aprire alcune derivazioni. Alcune già viste, come la partecipazione - selezionata - di alcuni studenti già in competizione ai campionati provinciali di atletica leggera al campeggio-premio, organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione a Cappella, Frazione di Lavarone, in montagna sopra Trento. Altre da sviluppare. Su tutte, il passaggio di ragazzi che si erano fatti magari le ossa ai campionati provinciali studenteschi ad una delle due società di atletica leggera della provincia, una di sede ad Imperia, l'altra a Sanremo: un vero capitolo pieno di sorprese. Si può aggiungere che dalla trafila campionati provinciali studenteschi e prime gare con la Federazione di atletica emersero alcune figure di rilievo nel panorama dello sport nazionale.
Adriano Maini






