Il Porto Vecchio di Sanremo è affiancato a levante da decenni ormai dal nuovo scalo, Portosole.
L'approdo ha alle spalle una lunga storia, confermata anche dai ruderi di un molo di tanti secoli fa.
Durante l'ultima guerra in quello specchio d'acqua si sono svolte tante tragiche vicende, soprattutto affondamenti di mezzi, ma anche la fuga in battello verso la Toscana di partigiani ricercati dai nazifascisti.
Non è possibile seguire la storia in tutte le sue svolte: conviene attenersi ad aneddoti, se non a faccende minute.
L'approdo ha alle spalle una lunga storia, confermata anche dai ruderi di un molo di tanti secoli fa.
Durante l'ultima guerra in quello specchio d'acqua si sono svolte tante tragiche vicende, soprattutto affondamenti di mezzi, ma anche la fuga in battello verso la Toscana di partigiani ricercati dai nazifascisti.
Non è possibile seguire la storia in tutte le sue svolte: conviene attenersi ad aneddoti, se non a faccende minute.
Si affaccia su quell'approdo il lato orientale del Forte di Santa Tecla, oggi sede di eventi culturali, ma per tanti anni un carcere, che offriva troppo spesso il triste spettacolo di detenuti aggrappati alle sbarre.
Abbondano tutto intorno affollati pubblici esercizi.
Porterebbe lontano anche la ricerca dei personaggi illustri che sono approdati via mare in città, lasciato un po' più in là il classico yacht, con un natante più acconcio alla bisogna: in merito l'Archivio fotografico Moreschi presenta una notevole rassegna, di cui qui si indicano, a titolo di esempi, i casi di Greta Garbo e del Duca di Windsor e consorte, la famosa signora Wallis Simpson.
Forse tante persone hanno più presente nel tempo l'arrivo - e la conseguente temporanea permanenza al largo - di navi militari, anche statunitensi, formicolanti di marinai, i quali, trasportati da lance militari, non potevano non sciamare poi in città nelle loro divise per i borghesi sempre intriganti.
Porterebbe lontano anche la ricerca dei personaggi illustri che sono approdati via mare in città, lasciato un po' più in là il classico yacht, con un natante più acconcio alla bisogna: in merito l'Archivio fotografico Moreschi presenta una notevole rassegna, di cui qui si indicano, a titolo di esempi, i casi di Greta Garbo e del Duca di Windsor e consorte, la famosa signora Wallis Simpson.
Forse tante persone hanno più presente nel tempo l'arrivo - e la conseguente temporanea permanenza al largo - di navi militari, anche statunitensi, formicolanti di marinai, i quali, trasportati da lance militari, non potevano non sciamare poi in città nelle loro divise per i borghesi sempre intriganti.
Da sempre meta di curiosi e di visitatori, oggi in alcuni punti forse ancor di più, le banchine sono inoltre luoghi ambiti per assistere ai fuochi d'artificio.
Ma non ci può dimenticare dei pescatori, il ruolo dei quali può anche essere sottolineato da rapidi accenni.
Una ex staffetta partigiana conosceva i contatti e l'ora giusti per procacciarsi le migliori prede della notte e cucinare poi - adeguatamente assistito - nella cantina del vecchio comunista, già membro del locale CLN e compagno di Libero Alborno in altre avventure, in quel di Latte di Ventimiglia una deliziosa zuppa, per non dire una vera bouillabaisse, che entusiasmava tutti i loro ospiti: e tutto questo, certo, non solo una volta.
Ci si imbatte di tanto in tanto nella narrativa nei gamberi di Sanremo, come degustati ed apprezzati in ristoranti lontani dalla città dei fiori. Accade anche nel recente bel romanzo di Fulvio Damele, "La partita fantasma" (Leucotea, 2025), che si raccomanda alla lettura per svariati motivi, in particolare per il sapiente intreccio di situazioni.
Ma di sicuro nel passato erano una gioiosa attrattiva per gli occhi dei più piccini quei gamberi, quando prigionieri dei piccoli acquari dei ristoranti all'angolo di sud-ovest di quel sito.
Adriano Maini
Una ex staffetta partigiana conosceva i contatti e l'ora giusti per procacciarsi le migliori prede della notte e cucinare poi - adeguatamente assistito - nella cantina del vecchio comunista, già membro del locale CLN e compagno di Libero Alborno in altre avventure, in quel di Latte di Ventimiglia una deliziosa zuppa, per non dire una vera bouillabaisse, che entusiasmava tutti i loro ospiti: e tutto questo, certo, non solo una volta.
Ci si imbatte di tanto in tanto nella narrativa nei gamberi di Sanremo, come degustati ed apprezzati in ristoranti lontani dalla città dei fiori. Accade anche nel recente bel romanzo di Fulvio Damele, "La partita fantasma" (Leucotea, 2025), che si raccomanda alla lettura per svariati motivi, in particolare per il sapiente intreccio di situazioni.
Ma di sicuro nel passato erano una gioiosa attrattiva per gli occhi dei più piccini quei gamberi, quando prigionieri dei piccoli acquari dei ristoranti all'angolo di sud-ovest di quel sito.
Adriano Maini

